Elezioni in Germania oggi, ecco perché la politica tedesca si sposterà a destra

Tedeschi al voto oggi in Germania, dove la cancelliera Angela Merkel dovrebbe ottenere il quarto mandato di fila. Il problema è con chi governerà, mentre avanza nel complesso tutta l'area di (centro)destra.

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Tedeschi al voto oggi in Germania, dove la cancelliera Angela Merkel dovrebbe ottenere il quarto mandato di fila. Il problema è con chi governerà, mentre avanza nel complesso tutta l'area di (centro)destra.

Oltre 61,5 milioni di tedeschi sono chiamati oggi a rinnovare il Bundestag in Germania per le elezioni federali. Di questi, 3 milioni votano per la prima volta e 22 milioni sono over-60. La cancelliera Angela Merkel dovrebbe ottenere il quarto mandato consecutivo, secondo tutti i sondaggi, anche se resta da verificare con quale altro partito riuscirà a comporre la nuova maggioranza, dato che la sua coalizione di centro-destra, la CDU-CSU, da sola non dovrebbe conquistare la maggioranza assoluta dei seggi. Non ci sono particolari patemi d’animo per questo voto, anche se stasera i risultati potrebbero dare uno scossone al panorama politico tedesco, così solitamente tranquillo.

In Parlamento, quasi certamente entrerà la destra euro-scettica dell’AfD (Alternativa per la Germania), una formazione iper-critica verso la politica dell’accoglienza della cancelliera e contraria ai salvataggi di banche e stati nell’Eurozona con la partecipazione di Berlino. Sarebbe accreditata di almeno il 10% dei consensi, oltre il doppio di quelli che ottenne nel 2013, quando si presentò alle urne per la prima volta e mancò l’ingresso al Bundestag per una manciata di voti.

E anche i liberali dell’FDP torneranno a sedere in Parlamento, dopo la clamorosa esclusione del 2013, anch’essa avvenuta per pochi voti per la prima volta dal Secondo Dopoguerra. Per il resto, i conservatori della cancelliera scenderebbero dal 41,5% di 4 anni fa a una media stimata del 37%, mentre i socialdemocratici della SPD perderebbero 3-4 punti percentuali dal 25,7% precedente. Sostanzialmente stabili i post-comunisti della Linke e i Verdi, entrambi dati a una forbice dell’8-10%. Presero l’8,5% nel 2013. (Leggi anche: Euro-scettici in Germania sposteranno a destra la cancelliera Merkel)

Bundestag si sposta a destra

Guardando alla composizione probabile del prossimo Parlamento, la Germania sembra spostarsi a destra e piuttosto visibilmente.

I liberali sono europeisti, ma le loro posizioni coincidono spesso con quelle dell’AfD sulla contrarietà ai bailouts e la richiesta di una politica dell’accoglienza dei profughi meno generosa, anche se i toni utilizzati divergono quasi totalmente. Si consideri che il loro leader Christian Lindner, 38 anni, potenziale ministro delle Finanze nel prossimo governo Merkel – sempre che una coalizione tra conservatori e liberali sia sufficiente per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi al Bundestag – propugna da tempo l’uscita della Grecia dall’euro, in cambio di un alleggerimento del debito in mano ai creditori pubblici, Germania compresa.

Facendo la somma dei consensi assegnati dai sondaggi, scopriamo che le formazioni di destra o centro-destra avrebbero insieme circa il 57% dei consensi dal 51% del 2013, mentre quelle di sinistra scenderebbero dal 43% a circa il 39-40%. Cosa ancora più importante è che liberali ed euro-scettici, entrando in Parlamento, sposteranno decisamente più a destra gli equilibri politici. Ad oggi, i conservatori di Frau Merkel detengono il 49,3% dei seggi, i socialdemocratici di Martin Schulz il 30,6%, la Linke il 10,1% e i Verdi il 10%. In pratica, le formazioni di centro-sinistra hanno insieme la maggioranza assoluta dei seggi, mentre da stasera non andrebbero oltre il 40%, contro circa il 60% occupato dalla somma tra conservatori, liberali ed euro-scettici. (Leggi anche: Miracolo tedesco al voto, come parte della Germania ripudia sé stessa e perde)

Cancelliera dovrà guardarsi a destra

Ora, è verissimo che l’AfD non governerà con il centro-destra della cancelliera (tutti gli altri partiti la considerano una formazione di estrema destra), né tanto meno formerà alcun asse con l’FDP, ma in politica bisogna fare i conti con l’oste. Se mai conservatori e liberali riuscissero a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi, alla loro destra verrebbero tallonati dagli euro-scettici su tutti i temi-chiave e Lindner, che non è uno sprovveduto, sarà costretto ad alzare la voce per non rischiare di far fare al suo partito la fine scioccante del 2013, quando venne sbattuto fuori dal Parlamento, mentre solo 4 anni prima aveva ottenuto il massimo storico di oltre il 14% dei consensi.

Lo stesso boom dei liberali al 10%, se sarà confermato dalle proiezioni delle ore 18.00 di stasera, sommato all’altro 10% atteso dall’AfD, segnalerebbe uno spostamento dell’elettorato dalla politica “soft” di Frau Merkel su immigrazione, Europa, Grecia, etc., a una richiesta di maggiore polso. Il guaio per la cancelliera sarebbe nel caso in cui si ritrovasse costretta dai numeri a governare ancora 4 anni con l’SPD con una terza Grosse Koalition, perché avrebbe difficoltà nell’essere incalzata da destra da liberali ed euro-scettici al Bundestag, al contempo dovendo condividere le decisioni con la principale formazione di centro-sinistra.

E sarà interessante verificare il consenso dei partiti nel più popoloso Land tedesco, quello del Nordrhein-Westfalen, dove vivono 17,5 milioni di persone e hanno diritto al voto in circa 13,1 milioni. Roccaforte rossa per eccellenza, da pochi mesi è governata dalla CDU. Qui, lavorano 22.000 persone per la Thyssenkrupp, che mercoledì ha annunciato la fusione con l’indiana Tata, lo spostamento della sede in Olanda e il licenziamento di 2.000 dipendenti. Come reagiranno gli elettori a questo avvenimento? Si consideri che qui i conservatori ottennero il 40% nel 2013 (-1,5% della media nazionale), i socialdemocratici il 32% (il 6,2% in più della media nazionale), la Linke il 6%, i Verdi l’8%, l’FDP il 5,2% e l’AfD il 3,9%. Significative variazioni dei partiti rispetto a queste percentuali e, soprattutto, in relazione alle rispettive medie nazionali, invierebbero un segnale che a Berlino nessuno potrebbe sottovalutare. La tenuta della stabilità politica teutonica passa anche per il consenso ai due principali schieramenti tra i colletti blu dell’area renana. (Leggi anche: Una colata di acciaio in Germania rischia di travolgere la sinistra al governo)

 

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