Elezioni Friuli: vincono Debora Serracchiani e la sua proposta di rinnovamento

In piena crisi Pd i candidati che resistono sono quelli che non hanno paura di entrare in polemica con il partito e che propongono una classe politica rinnovata

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
In piena crisi Pd i candidati che resistono sono quelli che non hanno paura di entrare in polemica con il partito e che propongono una classe politica rinnovata

Le elezioni del Friuli Venezia Giulia hanno riservato un risultato per molti inaspettato: in piena crisi del Pd vince Debora Serracchiani. La candidata del Partito Democratico distacca al fotofinish il presidente uscente Renzo Tondo, a capo della coalizione di centrodestra: 39,37% a 39,02% quando mancano da scrutinare 2 sezioni su 1.374 (Elezioni regionali Friuli 2013: risultati in diretta. Serracchiani vince di misura).

Ha vinto la candidata del Pd in polemica con il partito

E’ innegabile che il Pd stia vivendo un momento politico molto delicato eppure in Friuli gli elettori hanno confermato la loro fiducia alla sinistra e, soprattutto, al suo candidato. E’ successo anche per le regionali del Lazio: mentre il Pd come singolo partito perdeva terreno alle politiche Nicola Zingaretti proseguiva la sua marcia su Roma. Segno che rinnovare premia: quali sono i punti di forza di queste personalità carismatiche? Quella di Debora Serracchiani è stata quella di non aver paura ad entrare in polemica con le prese di posizione del Pd. L’europarlamentare democratica infatti aveva pubblicamente espresso il suo sostegno a Rodotà (o in alternativa Emma Bonino) e il no categorico a qualsiasi inciucio. Nei confronti del suo partito aveva usato parole forti: “Sono terribilmente incazzata, la politica non sta dando risposte, non possiamo e dobbiamo subire né gli errori, né gli inciuci di Roma. Non tollero che l’elezione del Presidente della Repubblica sia lasciata all’incapacità del Pd di fare squadra. Vogliamo e meritiamo rispetto per la fatica che abbiamo messo in questi mesi”. E non a caso la sua è stata anche una vittoria personale: rispetto alla coalizione che la sosteneva, non solo Pd ma anche Sel, Lovenska Skupnost, la lista civica “Cittadini per Debora Serracchiani presidente” e Italia dei valori, ha ottenuto uno 0,34% in più. Il centrodestra infatti, pur ottenendo il 45,23% non è riuscita a far eleggere il suo candidato che ha ottenuto meno consensi personali rispetto a quelli per la coalizione che lo aveva proposto ((Autonomia responsabile, Unione di centro, Pdl, La Destra, Lega Nord e Partito pensionati). Sul risultato finale ha pesato anche l’astensionismo: elevato infatti il numero delle schede bianche (oltre 5.000) e di quelle nulle (circa 11.000).

I commenti del Pd dopo la vittoria

Il neo presidente del Friuli Venezia Giulia ha commentato la sua vittora in una intervista alla Stampa: “ho vinto perché non faccio parte dell’apparato. Piacerebbe anche a me chiedere a Bersani perché lui non è riuscito a fare quello che noi abbiamo fatto qui. Rinnovare e’ possibile. Sono una governatrice che se l’è cavata da sola con la sua coalizione di centrosinistra“. “Ho avuto di fianco il il Partito Democratico del Friuli – ha affermato– il centrosinistra, ma di sicuro non il Pd romano“. Intanto da Roma arrivano i complimenti. Bersani ha detto: “è la dimostrazione che il Pd e i suoi rappresentanti, anche in un momento molto difficile, riescono a raccogliere la fiducia degli elettori”. D’Alema ha fatto eco: “un segnale di incoraggiamento e speranza nel momento non facile che sta vivendo il Pd e conferma che il centrosinistra può raggiungere risultati positivi anche al Nord”. Il candidato sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha insistito sulla forza del Pd rinnovato: “questa è la dimostrazione che quando c’è gente nuova e preparata si vince”.  

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Argomenti: Politica