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Elezioni Francia: risultati, analisi del voto e reazione mercati

Al ballottaggio per le elezioni presidenziali in Francia approdano Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Fuori dai giochi i candidati dei due schieramenti principali, ma il dramma si consuma tra i socialisti, azzerati dal voto di ieri sera.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Al ballottaggio per le elezioni presidenziali in Francia approdano Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Fuori dai giochi i candidati dei due schieramenti principali, ma il dramma si consuma tra i socialisti, azzerati dal voto di ieri sera.

Quando sono stati scrutinati tutti i seggi, i risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia danno Emmanuel Macron al 24,9%, Marine Le Pen al 21,4%, François Fillon al 19,9%, Jean-Luc Mélénchon al 19,6% e Benoit Hamon al 6,4%. Come da attese, al ballottaggio del 7 maggio andranno il candidato centrista, ex ministro dell’Economia sotto l’attuale presidenza Hollande, e la nazionalista euro-scettica, che ha portato il suo Fronte Nazionale al migliore risultato mai ottenuto al primo turno. Fuori dalla competizione finale per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica sono i candidati di entrambi i principali schieramenti, vale a dire della destra neo-gollista e della sinistra socialista. Questo, a dire il vero, appare il dato più saliente della consultazione popolare di ieri.

Per quanto Repubblicani e Partito Socialista sarebbero i due grandi sconfitti di queste elezioni, è il partito del presidente uscente François Hollande ad essere quasi del tutto scomparso. Fillon, colpito da uno scandalo che ha riguardato la sua famiglia su lavori pubblici presumibilmente fasulli alle dipendenze dello stato, ha retto alla sfida, ottenuto un quinto dei consensi. Il dramma si è consumato tra i socialisti, che sono andati peggio delle già nerissime previsioni, riscuotendo appena il 6,4% dei voti, quando oggi esprimono sia l’Eliseo, sia la maggioranza all’Assemblea Nazionale. Cinque anni fa, quando Hollande batteva Nicolas Sarkozy, detenevano il controllo anche del Senato e della maggioranza di regioni e comuni francesi. Oggi, sono netta minoranza anche negli enti locali. (Leggi anche: Elezioni Francia, Hollande lascia sinistra a pezzi come mai prima)

Socialisti spazzati via dal voto

Il dramma della sinistra diventa ancora più spiazzante, se si considera che il candidato della gauche più estrema, Mélénchon, ha preso quasi il 20% dei consensi, triplicando quelli di Hamon, che partiva, in teoria, dalla posizione più forte a sinistra. E’ stata una bocciatura senza se e senza ma di cinque anni di presidenza fallimentare di Hollande, il quale non a caso è stato anche l’unico in tempi moderni a non ricandidarsi per un secondo mandato in Francia, consapevole dell’umiliazione a cui sarebbe andato incontro.

Guardando alla mappa dei risultati, scopriamo che Macron ha prevalso in tutta la Francia occidentale, mentre la Le Pen in quella orientale, specie nel nord-est e nel sud-est. Nella Ile-de-France, la regione in cui si trova Parigi e la più popolosa di Francia, il centrista ottiene il 28,6%, seguito dal conservatore con il 22,2%, dal filo-comunista con il 21,8%, mentre la Le Pen si ferma a un magro 12,6%, confermando quanto debole sia la candidata nazionalista tra le grandi città e spiegando perché ieri sera, fino a circa l’80% dello spoglio, questa figurasse ancora avanti a Macron, salvo cedergli il primo posto con lo scrutinio delle schede nella capitale e in qualche altra grande città, dove i seggi sono rimasti aperti un’ora in più fino alle ore 20.00. (Leggi anche: Socialisti francesi svoltano a sinistra, ma avranno vita breve)

Nasce il fronte anti-Le Pen

I due grandi sconfitti, Fillon e Hamon, hanno subito riconosciuto la débacle ed entrambi hanno invitato i rispettivi elettori a votare Macron al ballottaggio, riducendo al lumicino le speranze di vittoria della Le Pen. Un sondaggio Ipsos, effettuato ieri stesso dopo i risultati del primo turno, da Macron vincente tra due domeniche con il 62% dei voti contro il 38% della leader del Front National. D’altronde, la leader frontista avrebbe avuto ragionevoli probabilità di successo solo con un risultato prossimo al 30% al primo turno e nettamente davanti a Macron.

Già nel 2002 si era creato un asse tra tutti i partiti anti-FN al secondo turno, quando al ballottaggio era approdato contro il presidente uscente Jacque Chirac il padre della Le Pen, Jean-Marie. L’allora premier socialista Lionel Jospin si piazzò solo terzo, ma a ridosso dei consensi riscossi dalla destra nazionalista.

Per i mercati finanziari, i risultati di ieri sera rappresentano un grande sollievo. Lo scenario più temuto era quello di un ballottaggio tra Le Pen e Mélénchon, che avrebbe implicato la vittoria certa di un candidato euro-scettico. Ne è conferma il boom del cambio euro-dollaro, al momento in flessione dello 0,3%, ma che continua a guadagnare l’1,6% rispetto alla chiusura di venerdì scorso, salendo ai massimi da quasi un mese. Per contro, la minore tensione sgonfia le quotazioni dell’oro, scese dell’1% a 1.271 dollari l’oncia. Si prevede un aumento dei rendimenti dei titoli di stato francesi e tedeschi, per via del venir meno della necessità di buttarsi sui beni-rifugio, mentre quelli dei nostri BTp dovrebbero scendere, beneficiando della minore paura di un crollo dell’Eurozona. L’apertura delle borse europee non potrà che essere improntata ai rialzi. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro, bond e azioni: come investire dopo il primo turno)

 

 

 

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