Elezioni Finlandia: bocciata l’austerità di Stubb, la destra anti-euro sarà l’ago della bilancia

La Finlandia volta pagina e boccia il governo Stubb. Ago della bilancia sarà la destra anti-euro di Timo Soini, contraria ai salvataggi bancari e dei paesi in crisi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Finlandia volta pagina e boccia il governo Stubb. Ago della bilancia sarà la destra anti-euro di Timo Soini, contraria ai salvataggi bancari e dei paesi in crisi.

Il Partito della Coalizione Nazionale del premier uscente Alexander Stubb, una formazione di centro-destra, ha perso le elezioni politiche di ieri in Finlandia. Con 37 seggi, è arrivato terzo, scavalcato dal vincitore di questa tornata, il Partito di Centro dell’imprenditore Juha Sipila, che ha ottenuto 49 seggi, ma è stato sorpassato anche dal Partito Finlandese di Timo Soini, anti-europeista e contrario alle politiche dei salvataggi bancari con soldi pubblici e di quelli dei paesi del Sud Europa (bail-out), che con 38 seggi si conferma ago della bilancia del nuovo Parlamento. Quarti sono i socialdemocratici, che hanno preso 34 seggi, e che avevano fatto parte di un governo di larghe intese con l’ex premier Jyrki Katainen, dimessosi lo scorso anno per assumere il ruolo di vice-presidente della Commissione europea, lasciando l’incarico a Stubb.   APPROFONDISCI – Commissione UE, i conti pubblici li sorveglierà ancora la Finlandia?  

Destra anti-euro ago della bilancia?

Per governare serviranno 101 seggi su 200, cosa che implica la necessità per Sipila di cercare alleati. La destra anti-euro di Soini potrebbe far parte del nuovo esecutivo, preziosa con i suoi 38 seggi, i quali, tuttavia, non basterebbero ugualmente ad arrivare alla maggioranza assoluta dei deputati. Non si esclude, pertanto, che anche i socialdemocratici possano essere coinvolti nelle trattative per il nuovo governo, anche se sarebbero alternativi al partito di Soini, prima chiamato Veri Finlandesi. In ogni caso, esce sconfitta la linea del premier Stubb e dei conservatori, vicina alle posizioni della UE in tema di politiche di austerità e di riforme dell’economia. Ma dopo 2 anni di recessione uno di stagnazione, con una disoccupazione al 13%, altissima per gli standard scandinavi, una Nokia e il settore della foresteria in crisi con l’avanzata della stampa digitale, i finlandesi hanno voluto girare pagina. Dal canto suo, Stubb ha ammesso la sconfitta, quando era stato scrutinato il 70% dei voti e ha addebitato il brutto risultato del suo partito a una certa inazione del governo in questi anni, paralizzato dal fatto che risultasse inizialmente composto da 6 formazioni politiche, anche se sinistra e Verdi sono passati dopo all’opposizione.   APPROFONDISCI – In Finlandia è tensione nel nuovo governo sull’austerità  

Meno facili gli aiuti alla Grecia?

Le conseguenze del voto finnico non saranno di portata limitata. Se Sipila si alleerà con Soini, per Helsinki sarà molto più difficile partecipare agli aiuti verso i paesi alle prese con la crisi del debito sovrano, così come anche il meccanismo europeo su cui poggiano i salvataggi bancari in Europa sarebbe messo in discussione, dato che la destra è fortemente contraria a salvare gli istituti (specie stranieri) con soldi pubblici. Anche se l’alleanza fosse con i socialdemocratici si avvertirebbe un cambio di passo sul fronte delle politiche fiscali, perché la sinistra si è mostrata contraria all’austerità propinata da Bruxelles e sostenuta dal centro-destra. Lo stesso Sipila ha vinto proprio promettendo un cambiamento forte nell’economia, che insieme all’Italia è stata quella che maggiormente ha perso competitività con l’euro. Il profilo del nuovo probabile premier, però, non farebbe intravedere colpi di testa.   APPROFONDISCI – Finlandia: è crisi? Disoccupazione in salita e bassa crescita   Un’altra ripercussione si avrebbe in politica estera, perché il partito di Stubb ad oggi resta il più filo-atlantico del paese. Helsinki potrebbe mostrarsi, quindi, meno solidale con il resto della Nato e più sensibile alle ragioni della confinante Russia. Comunque vada, i commissari europei avranno perso un alleato di ferro sul tema dell’austerità, ma anche dei salvataggi dei paesi in crisi e delle banche. Sarà ancora più dura per la Grecia trovare orecchie attente alle sue richieste nei prossimi mesi. L’unica cosa che la Finlandia non potrebbe ancora permettersi sarebbe un governo di larghe intese e senza obiettivi chiari e condivisi. La perdita recente della tripla A sui suoi bond governativi ne è stato il segnale.   APPROFONDISCI – La Finlandia perde la tripla A ed esce dal club scandinavo. Il governo è sempre più debole    

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Argomenti: Economie Europa