Elezioni, economia e affari: ecco i possibili scenari

Si avvicinano le elezioni e avanza lo scenario dell'ingovernabilità. I mercati puntano a tandem Bersani-Monti, ma di certo c'è ben poco. Cerchiamo di capire quali potrebbero essere le ripercussioni sui mercati

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Si avvicinano le elezioni e avanza lo scenario dell'ingovernabilità. I mercati puntano a tandem Bersani-Monti, ma di certo c'è ben poco. Cerchiamo di capire quali potrebbero essere le ripercussioni sui mercati

A quattro giorni dalle elezioni politiche 2013, il mondo guarda a Roma per scrutare in quale direzione andrà l’Italia e verso quale clima si dirigerà la stessa Bruxelles. Gli scenari possibili sono diversi, ma cercheremo di riassumerli e contestualmente di delineare le conseguenze possibili su Piazza Affari e i titoli di stato.  

Chi vincerà le elezioni? Ipotizziamo che…

Vittoria piena del centro-sinistra: Bersani ottiene la maggioranza alla Camera e al Senato, sufficiente per governare autonomamente. Forse, è lo scenario più gradito al mondo della finanza, in quanto garantirebbe stabilità di governo e la coalizione PD-Sel viene avvertita quale rispettosa degli impegni assunti dall’Italia con l’Europa, in particolare, avrebbe un atteggiamento non ostile verso la Germania. In questo quadro, tuttavia, giocherebbe un ruolo negativo per finanzieri e investitori la presenza del leader di Sel, Nichi Vendola. Lo spread btp bund potrebbe scendere stabilmente sotto i 250 punti base, ma il calo potrebbe essere frenato dai timori per una coalizione spostata troppo a sinistra.   Vittoria dimezzata del centro-sinistra. E’ lo scenario che avanza nelle probabilità assegnate dagli investitori-scommettitori. Bersani vince alla Camera, ma non ha la maggioranza al Senato, tanto da essere costretto ad allearsi con il centro di Mario Monti. In questo caso, potrebbero esserci due sotto-scenari. Il primo consiste in un Bersani che molla Vendola e va con Monti. Sarebbe l’ideale per i mercati finanziari, tanto che lo spread potrebbe presto tornare a quota 200 punti base e le borse recupererebbero margini interessanti. Tuttavia, non pare possa essere il più realistico. Anche perché sembrerebbe che Monti e Casini potranno contare su un numero esiguo di senatori, insufficiente a rimpiazzare la sinistra radicale di Vendola. Secondo sotto-scenario: coalizione Bersani-Monti-Vendola. In quest’ultimo caso, lo spread calerebbe e Piazza Affari crescerebbe, ma l’eterogeneità della maggioranza non sarebbe avvertita come un fatto positivo e a tratti si potrebbero registrare turbolenze sui mercati finanziari.   Risultato caotico. Bersani non vince e il Senato è paralizzato. E’ uno scenario attendibile e ogni giorno più realistico. Il centro-destra di Silvio Berlusconi sarebbe molto vicino alla coalizione di Bersani e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sarebbe su percentuali altissime. In questo caso, nessuno avrebbe la maggioranza. Solo una grande coalizione PD-PDL-Monti sarebbe in grado di sbloccare la situazione, ma probabilmente durerebbe quanto un gatto in tangenziale. Lo spread salirebbe forse di qualche centinaio di punti, fino a 350 bp. Piazza Affari soffrirebbe l’instabilità e i rapporti con l’Europa sarebbero ambigui. Si tornerebbe al voto dopo pochi mesi, al più tardi nella primavera del 2014, in coincidenza con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. P.S.: per Mediobanca potrebbe essere lo scenario più conveniente per l’Italia, perché costringerebbe Berlino a fare i conti con la realtà e a cedere su vari fronti.   Vittoria centro-destra di Silvio Berlusconi. E’ ritenuto uno scenario poco probabile, ma la pubblicazione dei sondaggi è vietata dall’8 febbraio scorso e in rete circolano anche rilevazioni choc. Dimezzata o meno che fosse, il centro-destra sarebbe a capo della partita. I mercati reagirebbero molto negativamente, perché Berlusconi ha fatto una campagna elettorale anti-UE e anti-Germania. Lo spread s’impennerebbe e Piazza Affari potrebbe registrare un trend negativo. A mitigare la situazione potrebbe esserci l’ingresso eventuale di Monti nella compagine governativa.

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Argomenti: Economia Italia