Elezioni di metà mandato degli Stati Uniti. Ecco cosa ne pensa Goldman Sachs

Commento di Goldman Sachs Asset Management (“GSAM”) in merito alle elezioni di metà mandato degli Stati Uniti

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento di Goldman Sachs Asset Management (“GSAM”) in merito alle elezioni di metà mandato degli Stati Uniti

Le elezioni statunitensi di metà mandato del 6 novembre hanno portato a una spaccatura del governo – un risultato largamente atteso – con il Partito Democratico che ha conquistato il controllo della Camera dei Rappresentanti, mentre il Partito Repubblicano ha mantenuto la maggioranza in Senato. Riteniamo che i mercati fossero ampiamente preparati a questo risultato e, di conseguenza, ci aspettiamo un impatto limitato sulla volatilità di mercato.

Fondamentali e politica economica sono più importanti della politica

I mercati finanziari sono più interessati ai fondamentali e alla politica economica piuttosto che alla politica, mostrando una maggiore resilienza a eventi politici o retorica che producono movimenti poco significativi. Riteniamo che il risultato delle elezioni di metà mandato non rappresenti un’eccezione, visto che un governo non coeso potrebbe avere un impatto maggiore sul sentiment politico rispetto alla performance di mercato.

Da un punto di vista dei fondamentali, la crescita degli Stati Uniti resta su solide basi e, finora, gli ultimi risultati trimestrali presentati dalle aziende del paese sono stati solidi, caratterizzati da una forte crescita degli utili e dal fatto che questi abbiano battuto le aspettative degli analisti, già al di sopra della media storica. Tuttavia, il mercato ha penalizzato in maniera aggressiva quelle aziende che non sono riuscite ad ottenere i risultati sperati e non è riuscito a premiare adeguatamente quelle che invece hanno battuto le attese – anche prima del risultato delle elezioni di metà mandato – in quanto gli investitori hanno già spostato la loro attenzione verso il 2019, in cui è prevista una riduzione dell’ondata positiva della politica fiscale e un incremento della pressione sui margini di profitto delle imprese legata alle tariffe all’importazione.

Pochi cambiamenti per il presidente Trump

Riteniamo che probabilmente il risultato del voto porterà pochi cambiamenti all’interno della politica economica statunitense rispetto a quanto già incorporato nei prezzi di mercato.

Politica fiscale: Adesso che i Democratici hanno ottenuto il controllo della Camera dei Rappresentanti, riteniamo che il potenziale per cambiamenti significativi in ambito di politica fiscale sia limitato. Un governo non coeso potrebbe portare a uno stallo politico, riducendo la probabilità di ulteriori stimoli fiscali negli Stati Uniti – come ad esempio un taglio alle imposte per la classe media – e facendo sì che sia difficile per i Democratici cambiare la politica attuale. Riteniamo che, senza ulteriori stimoli fiscali, i mercati potrebbero rimanere concentrati sul potenziale di rallentamento dell’economia statunitense nel 2019. A nostro avviso, i mercati hanno già ampiamente incorporato questo eventuale scenario creando un potenziale di crescita per gli asset di rischio qualora i prossimi dati economici restino forti.

Politica commerciale: probabilmente l’attenzione dell’amministrazione Trump sarà concentrata sulla campagna elettorale per le prossime elezioni del 2020. Il commercio è un settore in cui il presidente Trump può continuare a perseguire il proprio programma attraverso il potere esecutivo. Tuttavia, con poche probabilità che vengano implementati ulteriori stimoli fiscali, l’amministrazione potrebbe cercare di allentare le tensioni commerciali per sostenere la crescita economica.

Cosa stiamo monitorando

Da un punto di vista politico, riteniamo che due eventi imminenti potrebbero fornire indicazioni sui potenziali cambiamenti politici futuri. In primo luogo, il G20 di novembre potrebbe fare maggiore chiarezza sull’approccio post-elettorale alla politica commerciale del governo Trump. In secondo luogo, il tetto del debito statunitense potrebbe diventare un problema a partire dal marzo 2019, data in cui la legislazione precedente ha fissato la scadenza dello stesso. Storicamente, una spaccatura interna al governo ha sempre accresciuto il rischio di blocco delle attività amministrative, con il 2011 e il 2013 come esempi recenti.

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Argomenti: Presidenza Trump