Elezioni anticipate? Prima serve una legge elettorale o sarà caos

Le elezioni anticipate subito non sono possibili senza una nuova legge elettorale. Al Movimento 5 Stelle ora va bene anche l'Italicum al Senato, ma il presidente Sergio Mattarella chiederà certamente una riforma, altrimenti si rischia il caos.

di , pubblicato il
Le elezioni anticipate subito non sono possibili senza una nuova legge elettorale. Al Movimento 5 Stelle ora va bene anche l'Italicum al Senato, ma il presidente Sergio Mattarella chiederà certamente una riforma, altrimenti si rischia il caos.

Il premier Matteo Renzi ha ufficializzato le dimissioni sue e del governo in un Consiglio dei ministri lampo di ieri sera, ma il presidente Sergio Mattarella le ha “congelate” fino all’approvazione della legge di bilancio. Per evitare lungaggini, è stato trovato un accordo tra i due, dopo ore di tensioni: il governo resterà in carica fino a quando la manovra non sarà stata approvata dal Parlamento, in cambio bisogna anticiparne i tempi, forse al venerdì di questa settimana.

E dopo? Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d’Italia chiedono elezioni anticipate subito, mentre Forza Italia spinge per un altro governo sostenuto dall’attuale maggioranza, che vari una nuova legge elettorale prima di tornare alle urne.

Naturale che grillini e leghisti vogliano recarsi ai seggi nel più breve tempo possibile, capitalizzando il successo al referendum costituzionale. I pentastellati, in particolare, avrebbero tutta la convenienza che si voti anche domani, perché con l’attuale legge elettorale, l’Italicum, riuscirebbero ad ottenere una maggioranza assoluta dei seggi alla Camera, grazie al premio che vincerebbero, stando a tutti i sondaggi, al secondo turno su base nazionale. (Leggi anche: Elezioni anticipate, come faranno fuori Grillo)

Grillini vogliono un Italicum corretto al Senato

Il problema è che l’Italicum, legato alla riforma bocciata della Costituzione, non contempla l’elezione del Senato da parte dei cittadini, per cui si andrebbe oggi a votare con due leggi elettorali diverse: una per i deputati, l’altra per i senatori. Questi ultimi verrebbero eletti con il Consultellum, ovvero un proporzionale puro, che di fatto renderebbe ingovernabile l’Aula. Nessuno tra PD, centro-destra e M5S avrebbe una maggioranza. Si consideri, poi, che l’attuale legge elettorale potrebbe a breve essere giudicata incostituzionale da parte della Consulta, davanti a cui pende un ricorso.

E allora? Beppe Grillo ha avanzato dal suo blog l’ipotesi, rilanciata dal suo movimento in Parlamento, di studiare in pochi giorni un Italicum corretto anche al Senato. Evidente gli obiettivi dei grillini: ottenere una legge elettorale immediata con conseguenti elezioni anticipate già a febbraio e tornare alle urne con un sistema di voto a loro favorevoli.

(Leggi anche: Referendum costituzionale e Italicum, riforme pasticciate boomerang per Renzi)

 

 

 

 

Salvini punta alla leadership del centro-destra

Quanto a Matteo Salvini, la sua posizione per elezioni subito appare inverosimile. Se si andasse a votare oggi con l’Italicum, il Carroccio prenderebbe circa il triplo dei voti e molti più seggi rispetto al 2013, ma resterebbe condannato all’opposizione, insieme al resto del centro-destra. Dunque, dove vorrebbe andare a parare il leader leghista? Il suo obiettivo non sarebbe vincere, ma approfittare di questa fase per imporsi candidato premier della coalizione, sperando nel caos dopo le urne e magari nella possibilità di diventare determinante per un eventuale governo pentastellato. Nel peggiore dei casi, confiderebbe in nuove elezioni, sempre da una posizione di leadership e magari sperando stavolta di vincere davvero. (Leggi anche: Centro-destra in fiamme, Salvini si auto-candida leader)

E’ evidente che Mattarella non avallerà un voto a breve, senza legge elettorale. Per questo, circolano da settimane diverse ipotesi. Quella più attendibile è il modello presentato dall’ex coordinatore azzurro, Denis Verdini, che consiste in un Mattarellum corretto: 50% dei seggi assegnati con il sistema proporzionale e liste bloccate (premio di maggioranza possibile), 50% dei seggi con il sistema uninominale.

Probabili alleanze necessarie

Il Verdinellum, come potremmo ribattezzarlo, consentirebbe ai partiti di essere adeguatamente rappresentati, mentre al contempo l’uninominale darebbe una potenziale spinta a una delle attuali tre coalizioni in campo, offrendole la possibilità di arrivare alla maggioranza assoluta dei seggi nelle due Camere, necessaria per governare.

Quale che sia il modello preferito, non si può venir meno a un dato: nessuno oggi rappresenta una forte maggioranza relativa degli italiani. Le coalizione rappresentano ciascuna un terzo circa dell’elettorato. A queste condizioni, chiunque arrivasse primo, molto probabilmente sarà costretto ad allearsi con uno degli altri due per governare. E non sarebbe un inciucio, quanto il risultato dei desideri degli italiani. (Leggi anche: Berlusconi punta sul “no”, poi candidato premier?)

 

.
Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti:
>