Elezioni amministrative: 5 Stelle deboli in città, il centro-destra unito vince e PD giù

Elezioni amministrative deludenti per i 5 Stelle, molto bene per centro-destra e Lega al suo interno e male per il PD. L'unico vincitore si chiama Matteo Salvini.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Elezioni amministrative deludenti per i 5 Stelle, molto bene per centro-destra e Lega al suo interno e male per il PD. L'unico vincitore si chiama Matteo Salvini.

Si è votato in 761 comuni italiani nella giornata di ieri, con la tornata elettorale ad avere interessato 6,8 milioni di italiani, di cui si è recato ai seggi il 61,2%, in calo rispetto al 2013. Un test importante per il governo giallo-verde, nato appena una decina di giorni fa da una maggioranza insolita, formata da Movimento 5 Stelle e Lega. E i risultati appaiono in chiaroscuro proprio per l’esecutivo: il partito di Matteo Salvini si conferma forte al nord e conquista con un proprio uomo il capoluogo di provincia di Treviso. Luigi Di Maio, invece, ha poco da gioire, perché i pentastellati non solo non hanno sfondato, ma segnalano forti arretramenti un po’ in tutta Italia e, cosa assai allarmante, persino nelle municipalità di Roma, dove pure amministrano con il sindaco Virgina Raggi da due anni.

PD e sinistra vanno alle amministrazione senza idee per ripartire

Dei 20 capoluoghi di provincia al voto, il PD partiva da 14 sindaci uscenti, il centro-destra da nessuno (3 sue amministrazioni erano state commissariate) e l’M5S vantava solo Ragusa. Al momento, abbiamo che il centro-destra ne ha vinti 3, perché oltre alle 2 città venete bisogna aggiungere Catania con oltre il 50% dei consensi per l’eurodeputato di Forza Italia, Salvo Pogliese; il centro-sinistra si conferma a Brescia e sbaraglia Trapani con il 70%, mentre i grillini non hanno riportato alcuna vittoria al primo turno e partono avvantaggiati solo nella “loro” Ragusa, pur con meno del 23% dei voti.

Per il ballottaggio, il centro-sinistra parte avanti in 4 comuni, il centro-destra in 6 e l’M5S partecipa alla corsa per eleggere il sindaco anche a Terni, Avellino e Siracusa. Per il resto, situazioni non sempre facilmente decifrabili, con coalizioni spaccate e candidati civici di non facile riconduzione alle alleanze nazionali. Basti pensare che a Imperia, l’ex ministro del governo Berlusconi, Claudio Scajola, approda al ballottaggio contro un candidato del centro-destra, presentandosi a capo della lista “Popolo per la Famiglia”. In generale, quindi, le elezioni amministrative sono andate male per il PD, molto deludenti appaiono per i 5 Stelle e molto positive per il centro-destra, che si conferma prima area politica italiana, se unita.

Si rafforza ancor di più Salvini

Non dimentichiamo, poi, che il voto di ieri arriva dopo le elezioni regionali di Molise e Friuli-Venezia-Giulia, che hanno visto il trionfo del centro-destra, la sconfitta del PD e risultati assai magri per i candidati grillini. Un dato da non sottovalutare è quello toscano. Persino la regione rossa per eccellenza assiste a una crisi dei democratici, dando seguito allo sgretolamento del consenso avvertito palesemente il 4 marzo scorso. A Siena, il sindaco uscente Bruno Valentini sarà costretto al ballottaggio con lo sfidante del centro-destra, rispetto al quale detiene un vantaggio di appena il 3%. Decisivi saranno i consensi al candidato civico Pierluigi Piccini, che ha raccolto oltre il 21%. A Massa analoga situazione, mentre a Pisa si registra un appassionante testa a testa tra centro-destra e centro-sinistra, con la prima a prevalere apparentemente per una virgola sulla coalizione avversaria.

La flat tax di Salvini? Senza reddito di cittadinanza

Queste elezioni rafforzano Salvini per due ragioni su tutte: il Carroccio avanza e il suo alleato di governo arretra; potrà far valere a Di Maio la capacità di vincere con gli alleati del centro-destra. E può rallegrarsi anche dei magri risultati di Forza Italia, che pur vincendo con diversi suoi candidati, Catania in primis, conferma la perdita del consenso e si mostra assai più debole della Lega. Sorge, quindi, spontanea una domanda: le comunali di ieri incideranno sulla stabilità del governo Conte? In generale, sì. L’M5S ha la riprova che tornare al voto tra qualche mese rischia di non pagare elettoralmente, anzi di tradursi in un boomerang. Per contro, la Lega penserebbe il contrario, ma il ministro dell’Interno in cuor suo coltiva l’ambizione di presentarsi alle prossime elezioni alla guida di un partito unico del centro-destra, ovvero dopo avere azzerato e inglobato Forza Italia e Fratelli d’Italia. Per questo, serve tempo. Probabilmente, attenderà la campana delle europee tra 11 mesi, che potrebbe suonare a morto per gli azzurri.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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