Elezioni, affluenza decisiva per risultati e Grasso distrugge la sinistra a 3 giorni dal voto

Pietro Grasso disponibile a un governo con Silvio Berlusconi e Matteo Renzi per riscrivere la legge elettorale. Sinistra sotto shock e possibili contraccolpi alle urne, mentre un dato deciderà forse la vittoria di domenica.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Pietro Grasso disponibile a un governo con Silvio Berlusconi e Matteo Renzi per riscrivere la legge elettorale. Sinistra sotto shock e possibili contraccolpi alle urne, mentre un dato deciderà forse la vittoria di domenica.

“Se il presidente Mattarella ce lo chiedesse, saremmo assolutamente disponibili”. Così il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, risponde a chi gli chiede se sosterrebbe un governo insieme a Matteo Renzi e Silvio Berlusconi per riscrivere la legge elettorale, pur ribadendo l’indisponibilità alle larghe intese. Immediate le reazioni dal suo stesso partito, con Roberto Speranza e Nicola Fratoianni a chiarire che “mai e poi mai” LeU farà un governo con Berlusconi e Renzi. Ma la frittata è fatta. Quando mancano 3 giorni alle elezioni politiche del 4 marzo, il presidente del Senato è riuscito a distruggere quella residuale credibilità che i suoi uomini hanno cercato faticosamente di ritagliarsi in queste settimane facendo campagna contro gli inciuci possibili tra PD e Forza Italia e smarcandosi dai renziani. Un’uscita disastrosa quella di Grasso, che rischia seriamente di peggiorare il già temuto debole risultato elettorale della principale formazione di sinistra in Italia, la quale subisce la concorrenza, oltre tutto, di altre formazioni extra-parlamentari, come Potere al Popolo, che rosicchiando decimali potrebbero farle perdere seggi.

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E, intanto, i partiti ragionano sui risultati elettorali che credibilmente ci si può attendere ed è inutile ribadire che se nel centro-destra tira aria di ottimismo, nel PD si guarda con una certa rassegnazione al dato del 4 marzo, anche se in entrambe le coalizioni esistono aspettative variegate. Nella prima, la speranza consiste nel conquistare la maggioranza assoluta in entrambe le Camere, al Nazareno si auspica malcelatamente che le liste alleate si mantengano tra l’1% e il 3%, in modo che non accedano in Parlamento, ma che i loro seggi vengano assegnati proprio ai democratici, rimpolpandone la pattuglia parlamentare.

E il Movimento 5 Stelle? Punta certamente sul sud. Qui, le percentuali per i grillini dovrebbero essere nettamente superiori a quelle medie nazionali. A fronte di un 27-28% generale atteso, in alcune regioni meridionali l’M5S arriverebbe al 35%, forse più. Parliamo, anzitutto, della Sicilia, ma pare che il trend debba essere simile anche in aree come Puglia e Abruzzi. E fare molto bene qui significherebbe impedire la vittoria piena al centro-destra, che se non vincesse nei seggi in bilico, non conquisterebbe la maggioranza assoluta.

Affluenza ai seggi forse decisiva per la vittoria

In realtà, il vero fattore a cui guardare già dalle prime ore di domenica per capire che aria tiri è l’affluenza. La sensazione è che più gente vada a votare, minore il successo pentastellato e maggiore quello in favore del centro-destra. Attenzione a semplificare troppo, però. A novembre, in Sicilia andò esattamente al contrario: bassa affluenza (meno del 47%) e vittoria del centro-destra sull’M5S. I meccanismi elettorali, tuttavia, appaiono diversi. Nelle competizioni locali, a smuovere gli elettori sono spesso le preferenze per i candidati, cosa inesistente per le competizioni politiche.

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Seguendo questa linea di ragionamento, potremmo azzardare che per un’affluenza ai seggi pari o superiore al 75%, il centro-destra potrebbe sorridere, mentre per una inferiore a quel dato, sarebbero i grillini a poter confidare in un esito migliore. Se fossero vere le previsioni, molto o forse tutto si giocherà in un lembo di terra compreso tra Puglia, Abruzzi e il sud-est della Sicilia. Una quarantina di seggi, che deciderebbe se a Palazzo Chigi ci sarà un uomo del centro-destra o se si dovrà ricorrere a formule più ampie, in assenza di una netta maggioranza parlamentare.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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