Elettori e partiti per il voto del 4 marzo: analisi per età, sesso e professione

Analisi delle intenzioni di voto per età, sesso e lavoro tra gli italiani. Diverse le sorprese e il PD spopola tra anziani e pensionati, per il resto va male.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Analisi delle intenzioni di voto per età, sesso e lavoro tra gli italiani. Diverse le sorprese e il PD spopola tra anziani e pensionati, per il resto va male.

Ultime ore per presentare le liste e concentrare finalmente la campagna elettorale sui contenuti, anche se all’interno dei tre schieramenti non si spengono le polemiche sui candidati esclusi e altri inseriti nelle liste bloccate e nei collegi uninominali. La situazione più tesa si registra nel PD di Matteo Renzi, dove il fine settimana appena trascorso si è trasformato in un dramma per il Nazareno, con la minoranza ad avere votato contro la formazione di liste pigliatutto per il segretario. Interessante un sondaggio Ipsos pubblicato in questi giorni dal Corriere della Sera, che analizza i consensi dei partiti per sesso, età e categoria professionale. (Leggi anche: Lite-farsa tra Berlusconi e Salvini sul deficit)

Iniziamo dal sesso. Facendo la media dei sondaggi, che collocano il Movimento 5 Stelle intorno al 28%, il PD tra il 23% e il 25%, il centro-destra intorno al 37% e Liberi e Uguali al 6-7%, otteniamo che l’elettorato grillino sarebbe il più maschile con il 32,4% dei consensi tra gli uomini, mentre il centro-destra si fermerebbe poco sopra il 33%, il PD poco sotto il 22% e LeU si attesterebbe al 6,3%. Tra le donne, i consensi per l’M5S scenderebbero al 25,6%, quelli per il centro-destra schizzerebbero quasi al 39%, per il PD al 23,7% e per LeU arretrerebbero sotto il 6%.

Anziani al PD, casalinghe al centro-destra e operai ai 5 Stelle

Passiamo alle fasce di età: contrariamente a quanto si pensi, i grillini non avrebbero un elettorato molto giovane, anzi i loro consensi tenderebbero a concentrarsi tra gli italiani di età compresa tra 35 e 44 anni, tra cui beccherebbero il 36,5%, ma restando ben sopra la media anche tra i 25-34 anni (32,8%) e i 45-54 anni (32,4%), crollando al 18,8% tra gli over 65. Il centro-destra (vi forniamo il dato aggregato per semplicità di analisi) sarebbe al 32% tra i 18-24 anni, salendo al 34,5% tra i 25-34 anni, al 38% tra i 35-44 anni, sfiorando il 39% tra i 45-54 anni, arretrando tra i 55-64 anni e attestandosi intorno al 33% tra gli over 65. Il PD otterrebbe il 22,4% tra i 18-24 anni, crollerebbe al 18,9% tra i 25-34 anni, otterrebbe il suo minimo al 15% tra i 35-44 anni, risalendo al 17,6% tra i 45-54 anni, al 22,8% tra i 55-64 anni e schizzando al 36,1% tra gli over 65. Infine, LeU sopra la media tra i giovani 18-24 anni all’8% e tra gli over 65 (7,2%), crolla al 4% tra i 35-44 anni.

Quanto alle categorie professionali, l’M5S spopola tra gli operai con il 40,6%, ma se la passa molto bene anche tra gli insegnanti con il 33% e tra gli autonomi con 32,1%, scendendo al 28,2% tra gli imprenditori, attestandosi al 28,9% tra i disoccupati e al 28,3% tra gli studenti, nonché al 27,5% tra le casalinghe e crollando al 20,9% tra i pensionati. Il centro-destra otterrebbe il 45% tra le casalinghe, solo circa il 28% tra gli studenti, intorno al 38,5% tra i disoccupati, circa il 37% tra gli operai e gli autonomi, poco sopra il 34% tra gli imprenditori, appena il 31% tra gli insegnanti e sopra il 34% tra i pensionati. Il PD avrebbe il 20,2% tra gli imprenditori, il 18,9% tra gli autonomi, il 21,8% tra gli insegnanti, appena il 13,6% tra gli operai e il 18,3% tra i disoccupati, risalendo al 25,1% tra gli studenti, crollando sotto il 20% tra le casalinghe e spopolando con il 33% tra i pensionati. Infine, LeU otterrebbe il suo apice del 10% tra gli studenti, il suo minimo del 3% tra gli operai e del 3,3% tra le casalinghe, salendo all’8,2% tra gli imprenditori e al 7,5% tra i pensionati. (Leggi anche: Renzi attore senza parte in commedia)

Cosa dicono i numeri

Sarebbero tanti gli spunti di riflessioni forniti da questi numeri. In primis, il centro-destra è forte tra le donne, i grillini tra gli uomini, mentre PD e LeU avrebbero elettorati un po’ meno squilibrati. E i grillini vantano un elettorato ben distribuito tra i 25 e i 55 anni, mentre sono molto deboli tra gli anziani e in media tra i giovanissimi. Il centro-destra ha la sua base più forte in quel corpus elettorale che va dai 35 ai 55 anni, il PD segnala la maggiore criticità, avendo elettori perlopiù diffusi tra gli anziani e restando debole in tutte le classi di età intermedie. LeU sarebbe, poi, più forte tra giovani ed anziani, a conferma della sua caratterizzazione più ideologica degli altri partiti.

Infine, qualche apparente colpo di scena analizzando le categorie professionali: PD molto forte tra i pensionati, molto debole tra gli operai, bene tra gli studenti. Centro-destra spopola tra casalinghe e disoccupati, bene tra gli operai, male tra studenti e insegnanti. M5S benissimo tra gli operai, malissimo tra i pensionati e in media tra gli altri. LeU benissimo tra studenti e paradossalmente anche tra gli imprenditori, pur essendo il partito ideologicamente più a sinistra.

Il punto interrogativo è adesso verificare se gli schieramenti si concentreranno tra le categorie di età, sesso e professionali in cui risultano più deboli o se lisceranno il pelo a quelle in cui già sono forti. La differenza la farà la propensione al voto di ciascuna di essa. Come vi abbiamo spiegato in un altro articolo, i giovani tendono a recarsi meno ai seggi, ragione per cui risulterebbe relativamente svantaggiato, per quanto sopra, LeU, mentre ad avvantaggiarsi della maggiore affluenza tra gli anziani sarebbe essenzialmente il PD. Il centro-destra figura secondo tra gli over 65 e non è un caso che stia puntando sulle pensioni minime a 1.000 euro, forse con l’obiettivo di non risultare svantaggiato nel caso di alta affluenza tra questa fascia di età. Causa persa, invece, per tutto il centro-sinistra il mondo operaio, mentre i grillini dovrebbero lasciar perdere i pensionati e il centro-destra non entra a scuola. (Leggi anche: Giovani trentenni con la paghetta: la politica li ignora, ecco perché)

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Argomenti: Politica, Politica italiana