Elezione Presidente Repubblica: data votazioni, quorum e candidati

Nuovo Presidente della Repubblica: calendario delle votazioni, quorum e previsioni sul possibile nuovo capo dello Stato

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Nuovo Presidente della Repubblica: calendario delle votazioni, quorum e previsioni sul possibile nuovo capo dello Stato

L’argomento di politica più dibattuto degli ultimi giorni è quello dell’ elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Cerchiamo allora di fare chiarezza su come e quando si elegge il Presidente della Repubblica e sulle prime previsioni basate sui nomi dei candidati più gettonati.

 

Elezione presidente Repubblica quando

Oggi, lunedì 15 aprile 2013, il presidente della Camera, Laura Boldrini, riunirà il Parlamento in seduta comune per l’elezione del dodicesimo Presidente della Repubblica. Le votazioni avranno luogo ufficialmente giovedì 18 aprile alle ore 10:00 e alle ore 16:00 senza interruzioni, con eventuali scrutini anche nei giorni festivi.  

Quorum elezione Presidente della Repubblica: le regole stabilite dalla Costituzione

L’iter per l’elezione della massima carica dello Stato che, salvo imprevisti, resta in mandato per sette anni (la ratio della norma è di impedire questo per impedire che un presidente venga rieletto dalle stesse Camere, che invece hanno mandato quinquennale) è contenuto all’articolo 83 della Costituzione. Per la votazione il Parlamento si riunisce in seduta comune. Partecipano anche tre delegati per Regione eletti dal Consiglio regionale (un solo delegato per la Valle d’Aosta). Il successore di Giorgio Napolitano sarà eletto da 1007 persone: 630 deputati, 319 senatori (315 eletti e 4 senatori a vita) e 58 delegati delle Regioni. L’elezione avviene a scrutinio segreto e richiede la maggioranza di due terzi dell’assemblea nei primi tre scrutini; solo dal quarto in poi è sufficiente la maggioranza assoluta (corrispondente alla metà più uno). Vengono messi a verbale solo i nomi dei candidati che ricevono almeno due preferenze: gli altri finiscono nei voti dispersi.  

Chi può essere eletto al Quirinale: i candidati presidente della Repubblica quirinarie Beppe Grillo

Sulla carta qualunque cittadino italiano che abbia compiuto i 50 anni e goda dei diritti civili e politici può essere eletto al Quirinale. La Costituzione non esclude che possa essere rieletto il Presidente in carica anche se, ad oggi, questa evenienza non si è mai verificata. Mentre Pd e Pdl cercano un nome che accontenti entrambi, il Movimento 5 Stelle, con votazione online, ha scelto la lista dei dieci candidabili che finiranno al ballottaggio (le “Quirinarie” partono oggi). Nichi Vendola, leader di SEL, ha suggerito al centrosinistra di trovare un candidato che possa accontentare anche il M5S. Mario Monti ha anticipato che si batterà “perché il Presidente della Repubblica sia eletto con il consenso più ampio possibile, che includa PD e PdL”. Ma chi potrebbe accontentare destra e sinistra? Napolitano ha ribadito che non intende prendere in considerazione l’ipotesi di un rinnovo del mandato

Nuovo Presidente della Repubblica: la matematica è a favore di Prodi? Romano Prodi

I pronostici sui candidati alla Presidenza della Repubblica tengono conto anche del calcolo probabilistico: da Luigi Einaudi in poi solo chi aveva già ricoperto alte cariche istituzionali si è seduto sulla poltrone del Colle. Antonio Segni, Gianni Leone, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi prima di arrivare al Quirinale erano stati Presidenti del Consiglio dei Ministri; Luigi Einaudi e Antonio Saragat erano stati Vice Presidenti. Giovanni Gronchi, Sandro Pertini, Oscar luigi Scalfaro e Giorgio Napolitano, avevano presieduto la Camera dei deputati mentre Cossiga e Saragat furono rispettivamente a capo del Senato e dell’Assemblea Costituente. Se la matematica non è un’opinione gli ex Presidenti del Consiglio vivi sono nove ma solo quattro di loro partecipano attivamente alla politica: Lamberto Dini, Massimo D’Alema, Romano Prodi e Giuliano Amato (più Berlusconi su cui però ostano le vicende giudiziarie pendenti). E non a caso Prodi e Amato sono tra i candidati più gettonati. Quanto agli ex Presidente della Camera (esclusi Irene Pivetti , Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini che appaiono ormai tagliati fuori) resterebbero in corsa Pier Ferdinando Casini e Luciano Violante. Chiudiamo con la presidenza del Senato: escluso Nicola Mancino (per questioni di anagrafe e per il recente rinvio a giudizio nell’inchiesta sulla trattativa stato mafia), restano in gioco Carlo Scognamiglio, Marcello Pera, Franco Marini e Renato Schifani. Eppure non si può trascurare la tendenza di quest’anno a proporre nomi di spessore non propriamente politici ma che hanno contribuito a portare alta la bandiera italiana nel campo della letteratura, della musica e della cultura in generale (pensiamo ad esempio a Dario Fo).  

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Argomenti: Politica