Egitto: svalutazione lira fa impennare l’inflazione, ma niente tumulti di piazza

La svalutazione della lira egiziana ha portato a un'impennata dell'inflazione. Le riforme di Al Sisi sono dolorose, ma necessarie. Intanto, l'economia del paese non può contare sul turismo ed è a caccia di 6 miliardi in Eurobond.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La svalutazione della lira egiziana ha portato a un'impennata dell'inflazione. Le riforme di Al Sisi sono dolorose, ma necessarie. Intanto, l'economia del paese non può contare sul turismo ed è a caccia di 6 miliardi in Eurobond.

L’inflazione in Egitto è salita al 23,3% a dicembre, in accelerazione dal 19,4% annuo di novembre, anche se rispetto al mese precedente i prezzi hanno decelerato la corsa dal +4,8% al +3,1%. In ogni caso, si tratta della crescita tendenziale più alta registrata dal 2008, conseguenza della svalutazione della lira, che la banca centrale si è vista costretta ad adottare all’inizio di novembre, per porre fine a una grave carenza di valuta straniera, che in presenza di un cambio fisso aveva portato ai primi segnali di scarsità di beni primari, a causa dell’impossibilità per le aziende di importare prodotti finiti o semi-lavorati dall’estero. Da allora, il cambio contro il dollaro ha perso oltre la metà del suo valore, passando da 8,8 a 18,37. (Leggi anche: Egitto, svalutazione imminente per evitare rivolte)

I prezzi dei generi alimentari a dicembre sono esplosi su base annua del 28,3%, un fatto piuttosto drammatico in un paese da 92 milioni di abitanti, dove già oggi intorno alla metà vive al di sotto della soglia di povertà. Secondo gli analisti, l’inflazione resterà alta e a due cifre fino al 2019 o forse anche il 2020, a causa delle riforme necessarie, adottate dal governo de Il Cairo in questi mesi, che oltre alla svalutazione della lira prevedono anche la fine dei prezzi sussidiati per una vasta gamma di beni, che certamente sono destinati a rimbalzare nei prossimi mesi e anni, adeguandosi ai livelli di mercato.

Al Sisi promette la ripresa

Qualche giorno fa, il presidente Al Sisi ha lodato la popolazione egiziana per lo spirito stoico con cui starebbe affrontando questa difficile fase di riforme, il cui varo è avvenuto dietro l’ottenimento di un prestito da 12 miliardi di dollari da parte del Fondo Monetario Internazionale. Al Sisi ha promesso una ripresa dell’economia “nell’arco di sei mesi”.

L’economia si è espansa del 3,4% nel terzo trimestre del 2016, il primo dell’anno fiscale 2016-2017, in decelerazione dal +4,9% del trimestre precedente. L’Egitto da tempo non può più contare sul copioso afflusso dei turisti stranieri, le cui presenze sono letteralmente precipitate nel corso degli ultimi 5-6 anni, a causa dei problemi di sicurezza seguenti alla caduta del rais Hosni Mubarak e alle tensioni esplose sotto la presidenza di Muhammad Morsi, esponente dei Fratelli Mussulmani e rimosso con un colpo di stato nel 2013, successivamente a massicce proteste di piazza contro la sua politica islamista. Il resto lo hanno fatto gli attentati di matrice jihadista nel paese, tra cui l’abbattimento di un aereo russo nel 2015 a Sharm el-Sheikh. (Leggi anche: Egitto, turisti scomparsi dalle Piramidi: si spera nella svalutazione)

 

 

 

 

Egitto a caccia di 6 miliardi di euro

Contrariamente ai timori di tumulti di piazza, dopo la svalutazione della lira egiziana e l’esplosione dei prezzi, il clima è rimasto piuttosto pacifico nel paese, anche se non per questo la popolazione non sta risentendo di un deciso deterioramento delle proprie condizioni di vita.

Nel frattempo, il governo è in cerca di fondi stranieri per colmare il deficit fiscale più elevato di tutto il Medio Oriente. Stando ad alcune fonti anonime, Il Cairo inizierebbe una roadshow a Dubai il prossimo 17 novembre, nel corso della quale punta a emettere sul mercato un bond in euro da 6 miliardi. Sarà anche l’occasione per testare l’appetito degli investitori privati, a distanza di due mesi dalla maxi-svalutazione della lira, che per quanto dolorosa sia per gli egiziani, segna anche il ripristino potenziale della fiducia sul futuro della loro economia. (Leggi anche: Il crollo della lira egiziana è una dura lezione sui cambi fissi)

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi paesi emergenti, Economie Asia, economie emergenti, valute emergenti