Effetto varianti coronavirus: cosa sta succedendo nelle Regioni

Dove si stanno diffondendo maggiormente le varianti e la situazione nelle Regioni.

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Nuovo Dpcm fino a Pasqua

C’è massima prudenza per contenere il contagio da coronavirus in Italia, in particolare per quanto riguarda le varianti che stanno preoccupando molto nelle ultime settimane.

Restrizioni per le nuove varianti

Mentre si attende un nuovo Dpcm da parte del nuovo Governo Draghi, tra le incognite anche il destino degli spostamenti tra regioni vietati (per adesso) e prorogati al 25 febbraio, e la chiusura degli impianti posticipata al 5 marzo. Per quanto riguarda i viaggi all’estero, è stato prolungato il divieto di ingresso in Italia per chi proviene dal Brasile e tamponi e quarantena obbligatoria per chi ha soggiornato in Austria.
In base ad una recente ricerca dell’ISS, infatti, la variante inglese è presente in almeno 1 caso su 5 e il pensiero comune è che in poche settimane diventerà la variante a maggior circolazione. Ecco perché Walter Ricciardi, tra le polemiche aveva parlato di un lockdown nazionale:

“Tutte le varianti del virus SARS-CoV-2 sono temibili e ci preoccupano ma, in particolare, quella inglese risulterebbe essere anche lievemente più letale e sta facendo oltre mille morti al giorno in Gran Bretagna. Alcuni Paesi hanno già optato per la chiusura drastica. L’Italia è in ritardo, penso avremmo dovuto prendere misure di chiusura già due o tre settimane fa”.

La situazione in base alle Regioni

Secondo il monitoraggio Gimbe inerente la settimana dal 3 al 9 febbraio, in 17 province italiane l’aumento percentuale dei nuovi casi supera il 5%. In tutto ciò Abruzzo, Liguria, Toscana e provincia di Trento sono passate alla zona arancione mentre l’Umbria è alle prese con micro zone rosse localizzate con dei veri e propri lockdown che interessano vari comuni. Anche in Abruzzo la situazione è drammatica con le province di Pescara e Chieti passate in zona rossa e quelle di Teramo e L’Aquila in zona arancione.


Anche in Lombardia la variante inglese è ormai presente nel 30% e secondo letizia Moratti, vicepresidente e assessore regionale al welfare, nelle prossime settimane si arriverà anche al 60%. Stessa sorte per il Veneto, dove il 20% dei tamponi è legato alla variante inglese, e in Friuli Venezia Giulia. Situazione molto seria anche in Toscana e nelle Marche, dove ormai sono sempre di più i casi di variante inglese segnalati. Primi casi anche in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia, e ancor peggio in Molise, dove alcuni comuni sono in lockdown a causa della variante inglese.

Vedi anche: Zone rosse locali, più restrizioni ma senza lockdown: le armi contro le temute varianti

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