Rendimenti BTp, curva più ripida con le novità sul QE di Draghi

Il quantitative easing della BCE cambia ancora e le novità annunciate dal governatore Mario Draghi portano a conseguenze dirompenti sul mercato dei titoli di stato.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il quantitative easing della BCE cambia ancora e le novità annunciate dal governatore Mario Draghi portano a conseguenze dirompenti sul mercato dei titoli di stato.

La BCE ha annunciato ieri, al suo ultimo board dell’anno, importanti novità per il “quantitative easing”, il piano di stimoli monetari, consistente nell’acquisto di assets per complessivi 80 miliardi di euro al mese. Il Consiglio dei governatori, presieduto da Mario Draghi, ha esteso dal marzo dell’anno prossimo a tutto il 2017 tali acquisti, ma riducendoli a 60 miliardi a partire dal mese di aprile. Pertanto, il QE viene elevato di 540 miliardi a un valore di circa 2.300 miliardi, quasi il doppio di quanto inizialmente fosse stato previsto con il suo varo a inizio 2015.

Draghi ha chiarito in conferenza stampa, che l’istituto si riserva il diritto di estendere e di rafforzare il programma, qualora ve ne fosse bisogno, intravedendo ancora “rischi al ribasso” sul fronte inflazione. Per la prima volta, la BCE ha fornito stime sull’inflazione attesa nel 2019, la quale dovrebbe attestarsi all’1,7%, sostanzialmente in linea con il target di quasi il 2%. (Leggi anche: Quantitative easing, stimoli prolungati un mal di testa per Draghi)

Curva dei rendimenti più ripida

Tra le altre novità, si è deciso di abbassare da 2 a 1 anno la scadenza residua minima dei titoli acquistabili, così come l’istituto potrà rastrellare sul mercato anche titoli con un rendimento inferiore al -0,4%, corrispondente ai tassi sui depositi overnight.

L’insieme di queste ultime due misure fornisce il senso di una BCE consapevole della carenza di bond sul tratto a medio-lunga scadenza e che, dovendo estendere gli acquisti, si sarebbe resa conto dell’inattuabilità del programma, senza correttivi. La conseguenza di tali azioni, però, potrebbe essere un irripidimento della curva dei rendimenti, voluta dai funzionari di Draghi. (Leggi anche: Curva rendimenti bond Eurozona più ripida)

 

 

Così Draghi aiuta le banche europee

In pratica, ieri la BCE ha segnalato di volersi buttare sui titoli a più breve scadenza, quelli che hanno rendimenti negativi anche inferiori ai tassi overnight e persino con scadenze residue di appena un anno. Ciò ne abbasserà ulteriormente i rendimenti, i quali, invece, continuerebbero a salire per le scadenze più lunghe.

Perché la BCE perseguirebbe un tale obiettivo? Le banche sono solite prendere a prestito a breve e prestare a lungo. Quando la curva dei tassi si appiattisce, come negli ultimi tempi, esse non riescono più a maturare utili sufficienti dal “core business”. Dunque, questi cambiamenti tecnici appena varati potrebbero andare nella direzione di sostenere il sistema bancario europeo, che non naviga in buone acque. (Leggi anche: Banche europee, UE dice no a Basilea III)

BTp in calo maggiore su scadenze più lunghe

E a dimostrazione che il nuovo super-QE colpirà maggiormente i titoli a medio-lunga scadenza, si consideri quant’è avvenuto ieri ai nostri BTp. Quelli con scadenza a 2 anni hanno perso appena lo 0,18%, mentre il calo è stato dello 0,3% per i titoli quinquennali. I decennali, però, hanno ceduto l’1% e i loro rendimenti sono schizzati di 11 punti base al 2,02%. E andando avanti, le perdite si sono intensificate: -1,5% per il tratto ventennale e ben -2,8% per il BTp “Matusalemme”, quello con scadenza 2067 ed emesso nell’ottobre scorso.

Già da qualche mese, i BTp a più lungo termine hanno assistito a un calo della domanda e a una conseguente risalita dei rendimenti, quasi raddoppiati per la scadenza a 10 anni rispetto a metà agosto. La vittoria di Donald Trump alle elezioni USA e il conseguente surriscaldamento delle aspettative d’inflazione per via della sua politica economica pro-crescita hanno provocato un certo sell-off sul mercato obbligazionario, destinato a intensificarsi per i tioli più longevi, dopo l’ultima novità di Francoforte. (Leggi anche: La dura lezione del BTp a 50 anni)

 

 

 

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Argomenti: Bce, Economia Europa, Mario Draghi, quantitative easing, rendimenti bond, rendimenti negativi, stimoli monetari, tassi negativi, tassi overnight

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