Editoriale di Marco Travaglio, Servizio Pubblico 30 gennaio 2014: gli abusi di potere del Quirinale

Nella puntata di Servizio Pubblico di ieri sera si è parlato della trattativa stato-mafia: Marco Travaglio nel suo editoriale ha offerto un'analisi interessante della questione da una prospettiva accusatoria

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Nella puntata di Servizio Pubblico di ieri sera si è parlato della trattativa stato-mafia: Marco Travaglio nel suo editoriale ha offerto un'analisi interessante della questione da una prospettiva accusatoria

Stato criminale è il titolo della puntata di Servizio Pubblico di ieri, 30 gennaio 2014: nel suo editoriale Marco Travaglio torna quindi su un argomento al quale ha dedicato tempo e ricerche, la trattativa Stato mafia. Durante la diretta sono intervenuti Vincenzo Scarantino, l’uomo che si era auto-accusato, per poi ritrattare tutto in un secondo momento, della strage di Via d’Amelio (in cui trovò la morte Paolo Borsellino insieme agli uomini della sua scorta). Scarantino ha raccontato la sua versione: l’ex pentito ricorda di essere stato  preparato da  un gruppo di che lo istruivano su cosa dire prima degli interrogatori. Alcuni servizi mettono a confronto le intercettazioni tra l’ex presidente del Senato Nicola Mancino e Loris D’Ambrosio (ai tempi consigliere giuridico del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano). Scioccante anche la messa in onda della testimonianza di ‘Faccia da mostro’ (così era stato ribattezzato l’ex poliziotto della squadra mobile di Palermo ritenuto  un killer di Stato). Come al solito Marco Travaglio offre in modo puntuale la sua ricostruzione dei fatti senza risparmiare verità scomode. “Si sta cercando di evitare che escano fuori nomi importanti. Anche tra le persone morte.” Qualcuno si è sporcato le mani per conto dello Stato e ora può ricattare le persone coinvolte perché se cade uno può trascinarsi dietro tutti. Così si spiegano alcuni apparenti suicidi dello Stato nella lotta contro la mafia: vedi Revoca 41 bis, legge contro pentiti, abolizione dell’ ergastolo per due anni etc

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Il giornalista è certo ne a Roma, all’interno delle istituzioni, ci sono decine di persone che sanno esattamente come è andata (quindi sanno che dietro Capaci ci sono uomini dello Stato, così come per la strage di via D’Amelio).

E allora lo Stato, per evitare che saltino fuori nomi importanti, cerca di metterci un tappo compiendo abusi di potere. Poi si passa ai nomi “Napolitano non aveva potere costituzionale per fare quello che sta facendo”. Il riferimento è al caso Mancino che, indagabile per falsa testimonianza, ha chiesto protezione e garanzie al Quirinale facendo balenare un ricatto. Perché si rivolge al capo dello Stato? Mancino vorrebbe dire addirittura che il Quirinale gli risparmiasse il confronto con Marcelli. “Altro che impeachment” conclude Travaglio (Che cosa è l’impeachment e come funziona?).

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