Economie emergenti vulnerabili alla stretta USA sui tassi, il monito della BCE

Allarme della BCE sulle economie emergenti: potrebbero non resistere al rialzo dei tassi USA.

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Allarme della BCE sulle economie emergenti: potrebbero non resistere al rialzo dei tassi USA.

Monito della BCE sugli effetti negativi che comporterebbe la stretta americana sulle economie emergenti. Il vice-governatore, Vitor Constancio, spiega che queste sarebbero soggette anche ad altri 2 shock, ovvero al rallentamento della crescita in Cina e alla riduzione della liquidità sui mercati. Attenzione, ammonisce il numero 2 dell’istituto, perché se i mercati emergenti dovessero mostrarsi caotici, le ripercussioni sarebbero negative anche sulle economie avanzate, tanto da prevedersi un calo di Wall Street del 20% in 2 anni, mentre anche alcune economie dell’Eurozona potrebbe assistere a una contrazione del pil del 4,7%, rispetto alle previsioni. Constancio nota come le borse abbiano sostanzialmente assorbito gran parte delle perdite accusate ad agosto, ma teme il ripresentarsi della volatilità per diversi trimestri, relativamente ai prezzi di alcuni assets, anche se i rischi sistemici nell’Eurozona sarebbero oggi bassi. Anche l’FMI ha lanciato un allarme ad ottobre sulle economie emergenti, il cui debito corporate si è quadruplicato a 18.000 miliardi di dollari nell’ultimo decennio, mentre i bilanci si sono indeboliti. Il timore degli organismi internazionali è, in sostanza, che dopo che queste economie hanno approfittato dei bassissimi tassi internazionali per indebitarsi spesso in valuta straniera, specie in dollari, potrebbero non resistere adeguatamente anche a un piccolo rialzo dei tassi o al deprezzamento delle rispettive valute, conseguenza della stretta che probabilmente la Fed avvierà il mese prossimo.

 

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