Economia mondiale verso la recessione? Guardate questa coincidenza

Economia mondiale vicina a una nuova crisi come nel 2008? Un indicatore segnalerebbe tale rischio. Vediamolo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Economia mondiale vicina a una nuova crisi come nel 2008? Un indicatore segnalerebbe tale rischio. Vediamolo.

Nel corso di questa settimana, i rendimenti dei Treasuries sono diminuiti ai nuovi minimi storici, scendendo all’1,36% sulla scadenza decennale, quando all’inizio dell’anno erano al 2,7%. Il dato riflette due cause fondamentali: il rinvio atteso del nuovo rialzo dei tassi USA, probabilmente alla fine di quest’anno o all’inizio dell’anno prossimo; la fuga degli investitori verso gli assets sicuri, come sono avvertiti quelli denominati in dollari, tra cui il titoli del Tesoro USA. A dimostrazione di quest’ultimo aspetto c’è la discesa in territorio negativo dei rendimenti di titoli di stato nel mondo per complessivi 11.700 miliardi di dollari, nuovo record di sempre.

E così, la curva dei rendimenti americani si sta appiattendo, come segnala la differenza tra quelli vigenti sulla scadenza dei 10 anni e quelli biennali, crollata ad appena 78 punti base, il livello più basso dal novembre del 2007. All’inizio dell’anno, il differenziale era ancora superiore ai 120 bp, un anno fa si attestava sui 165 bp e agli inizi del 2014 era più di 3 volte superiore a quello odierno.

Il precedente del 2007-’08

Perché vi segnaliamo questo dato? Perché l’ultima volta che lo spread tra i decennali e i biennali americani è stato così basso, l’economia USA prima e a ruota quella mondiale sono entrate in recessione l’anno seguente. Il pretesto fu allora l’esplosione della crisi finanziaria, scatenatasi con il crac di Lehman Brothers nel settembre 2008, ma i sintomi della recessione si erano affacciati già l’anno precedente, proprio nell’autunno del 2007, quando diverse banche americane e britanniche andarono in sofferenza.

Coincidenza vuole che anche stavolta vi è una crisi bancaria, ma che riguarda la sola Europa e, in particolare, l’Italia. Se dovesse ripetersi quanto accaduto alla fine del 2007, il differenziale tra i rendimenti a lunga e medio-breve scadenza dovrebbe più che triplicarsi in pochi mesi.

 

 

 

Economia mondiale verso la recessione?

Dubitiamo fortemente che ciò possa accadere anche stavolta. Perché? A differenza del 2007-2008, ci troviamo oggi in un clima economico depresso, con un rischio deflazione nelle principali economie del pianeta più elevato di quello di un’accelerazione dell’inflazione. Ricordiamoci che proprio mentre lo spread tra i rendimenti di diversa scadenza esplodeva a inizio 2008, le quotazioni del petrolio toccavano il massimo storico fino ai 146 dollari al barile, segnalando un’impennata dell’inflazione, che in Italia si tradusse in una crescita tendenziale dei prezzi di circa il 4%, la più elevata dagli anni Novanta.

Oggi, le quotazioni del greggio, per quanto quasi raddoppiate dai minimi toccati a inizio anno, restano più che dimezzate rispetto a due anni fa, non allontanandosi dai 50 dollari. Senza un’inflazione attesa in decisa crescita, il premio richiesto per investire sulle scadenze più lunghe non tenderà ad aumentare, per cui lo spread dovrebbe restare contenuto.

Tempesta perfetta vicina?

Un’altra ragione, per la quale si registra un appiattimento della curva sta nel fatto che, essendo i rendimenti sulle scadenze più brevi troppo bassi, la domanda si sta spostando progressivamente sui titoli più lunghi, ma con la conseguenza di abbassare anche i rendimenti di questi ultimi, avvicinandoli ai primi.

Sul fronte dell’economia mondiale, invece, la Brexit e la crisi delle banche (italiane) potrebbero dar vita a un mix tossico, che darebbe il via a una tempesta perfetta sui mercati, foriera di crisi. Insomma, il rischio di un nuovo 2008 sarebbe dietro l’angolo. D’altra parte, il Baltic Dry Index (BDI), che sintetizza l’andamento dei costi di trasporti su nave delle merci non liquide, è più che raddoppiato rispetto al febbraio scorso e questo trend sarebbe considerato positivo per le sorti dell’economia mondiale, in quanto frutto di un commercio mondiale apparentemente più vivace.

 

 

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Argomenti: bolla finanziaria, bond sovrani, Brexit, Crisi Eurozona, Economia Europa, Economia USA, tassi USA, tempesta perfetta