Ripresa economica lenta in Italia per domanda interna debole, Confindustria

Economia italiana verso una ripresa lenta e inadeguata a superare la crisi, spiega anche Confindustria, che nota come quel poco di crescita si ha solo grazie all'export.

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Economia italiana verso una ripresa lenta e inadeguata a superare la crisi, spiega anche Confindustria, che nota come quel poco di crescita si ha solo grazie all'export.

L’economia italiana non starebbe salendo sul treno della ripresa. Ve lo avevamo dimostrato, dati alla mano, con un precedente articolo di pochi giorni fa, ma ieri è stato anche il Centro studi di Confindustria a sostenerlo, prevedendo una andamento lento per la crescita anche in questi primi mesi del 2017, dopo che già il pil ha segnalato una decelerazione dal +0,3% del terzo trimestre al +0,2% del quarto trimestre dell’anno passato. A pesare, spiega, è la debole domanda interna, con investimenti delle famiglie e consumi delle famiglie stagnanti, mentre staremmo approfittando almeno della inattesa buona congiuntura internazionale, con la crescita nell’Eurozona prossima al 2%. Resta il fatto che la crescita della nostra economia si mostra “inadeguata a superare la crisi”. (Leggi anche: Consumi famiglie italiane: spesa concentrata su casa, cibo e ristoranti)

Incidono, sempre secondo Confindustria, le incertezze politiche. Ma all’orizzonte si notano anche rischi esterni, a partire dalle elezioni in Francia, come testimonia il cambio euro-dollaro, debole ormai non solo per la divergenza tra la politica monetaria della Federal Reserve e quella della BCE.

Bene le esportazioni, ma consumi fermi

Esattamente come avevamo riflettuto noi di Investire Oggi, l’Italia starebbe mancando quasi definitivamente l’aggancio alla ripresa, mentre anche al di fuori di essa incombono rischi per l’economia. E ieri, l’Istat ha pubblicato i dati sulle vendite al dettaglio, diminuiti a dicembre dello 0,5% mensile e dello 0,2% annuo. A novembre, il calo congiunturale era stato dello 0,7%. Nell’intero 2016, i consumi sono aumentati di appena lo 0,1%, restando sostanzialmente fermi. (Leggi anche: Economia italiana a un bivio: o aggancia la ripresa adesso o perde il treno)

Al contrario, è di pochi giorni fa il boom del surplus della bilancia commerciale, che nell’anno trascorso ha quasi toccato i 52 miliardi di euro, grazie a esportazioni record per 417 miliardi, oltre un quarto del pil.

Che cosa significa? Quello 0,9% di crescita nel 2016, se vi è sembrato poco, lo si deve proprio e solo alla domanda esterna, ovvero alle esportazioni, perché i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese in Italia restano al palo.

Dovremmo confidare ancora nell’export

E gli industriali si mostrano pessimisti anche sull’occupazione, notando come la fine degli incentivi per le assunzioni dovrebbero rallentare il ritmo nella creazione di nuovi posti di lavoro, che passerebbe dal +0,8% del 2015 e +1,2% del 2016 a un aumento inferiore a quello del pil. Considerando che la disoccupazione risulti già risalita al 12%, si capisce come non vi sarebbero grosse speranze per ipotizzare un irrobustimento della crescita per via della domanda interna, mentre dovremmo auspicare la tenuta delle condizioni esterne, ovvero a una crescita globale solida, oltre che a un euro debole, tassi bassi e prezzi del petrolio possibilmente sotto i 60 dollari. (Leggi anche: Lavoro in Italia scarso da decenni)

 

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