Economia italiana al palo, ecco i dati a cui guardare in attesa del pil di oggi

L'economia italiana non cresce, ecco i dati che lo segnalano. E tra poco escono i dati sulla crescita del pil nel secondo trimestre.

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L'economia italiana non cresce, ecco i dati che lo segnalano. E tra poco escono i dati sulla crescita del pil nel secondo trimestre.

Quest’oggi, l’Istat pubblicherà l’atteso dato sul pil in Italia nel secondo trimestre dell’anno. Nei primi tre mesi del 2016, la nostra economia è cresciuta dello 0,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2015, dell’1% su base annua. La crescita acquisita, ovvero considerando variazioni congiunturali nulle del pil nei tre trimestri restanti dell’anno, è dello 0,6%.

Il dato odierno è importante per capire se la ripresa dell’economia italiana stia proseguendo e con quale intensità. Gli effetti della Brexit non dovrebbero ancora farsi notare, dato che il referendum nel Regno Unito si è tenuto il 23 giugno scorso, cioè a pochi giorni dalla conclusione del trimestre.

Attese su pil Italia

Ma quali sono le attese degli analisti? Si teme e si prevede un lieve rallentamento, non drammatico, ma una piccola frenata rispetto al periodo iniziale dell’anno. Quali dati ci suggeriscono un simile andamento? Partiamo dalla produzione industriale: a giugno è diminuita dello 0,4% mensile e dell’1% annuo; a maggio si è contratta dello 0,6% sia mensile che annuo, mentre in aprile era salita dello 0,5% mensile e dell’1,8% annuo.

Una spia della vivacità di un’economia lo sono i prezzi: a giugno, su base tendenziale si è avuta una riduzione dello 0,4%, a maggio dello 0,3% e in aprile dello 0,5%. Dunque, i consumi interni sarebbero poco dinamici, anche se la deflazione strisciante è causata principalmente dal calo dei prezzi delle materie prime.

E la domanda estera, ossia le esportazioni? A giugno risultano diminuite dello 0,4% mensile e dello 0,5% annuo, mentre l’import ristagna e diminuisce del 6,1% su base annua. A maggio, erano cresciute del 3,1% rispetto allo stesso mese dell’anno prima, del 2,2% su aprile. E in aprile, infine, erano aumentate del 2,7% mensile e diminuite dell’1% annuo.

 

 

 

Ripresa economica lenta e incerta

Questi dati confermano la sensazione di una ripresa altalenante, fragile, che potrebbe nel trimestre trascorso segnalare un avvio di rallentamento, che sarebbe più visibile nel periodo in corso, anche se la Brexit c’entrerebbe a questo punto davvero poco, considerando che i mercati finanziari si siano ripresi dal duro colpo delle sedute immediatamente successive al referendum.

Il governo Renzi stima la crescita dell’intero 2016 al +1,2%, dopo averla rivista in calo dal precedente +1,6% dell’autunno scorso. Anche l’ultima previsione, contenuta nell’aggiornamento al Def, tuttavia, risulta impronta all’ottimismo. E’ assai probabile, invece, che il risultato finale sarà inferiore all’1%. Barclays prevede, addirittura, un calo congiunturale del pil italiano dello 0,1% nel terzo trimestre. Il rischio recessione esiste, data la bassa crescita in corso. Basta un nonnulla per riportarci sotto zero.

 

 

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