Economia cinese debole: crescita globale, crescono solo i dubbi

Il rallentamento dell'economia cinese non è un buon segnale per il resto del pianeta. A luglio, import-export in caduta.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il rallentamento dell'economia cinese non è un buon segnale per il resto del pianeta. A luglio, import-export in caduta.

Non c’è ripresa nell’import-export in Cina a luglio. Le esportazioni della seconda economia del pianeta sono diminuite su base annua del 4,4%, mentre le importazioni sono crollate del 12,5%, la discesa più ripida dal gennaio scorso. Per le prime ci si aspettava un calo del 3%, per le seconde del 7%.

Le importazioni sono risultate così in calo in 21 degli ultimi 24 mesi, le esportazioni in 12 degli ultimi 13. Il saldo è stato un avanzo netto della bilancia commerciale di 52,31 miliardi di dollari, il più elevato da gennaio. E così, nei primi 7 mesi dell’anno, le importazioni cinesi dal resto del mondo sono diminuite su base annua del 10,5% (-8% nel 2015), mentre le esportazioni sono scese del 7,4%.

Crescita economia mondiale a rischio?

Cosa ci spiegano questi numeri? Che la congiuntura globale è debole e che la Cina non starebbe agevolando un suo rafforzamento. Infatti, le esportazioni cinesi stanno diminuendo meno delle importazioni, con ciò segnalando che la domanda di economie come USA, Europa e Giappone è complessivamente poco dinamica, mentre il Dragone asiatico non starebbe spostando le sue direttrici della crescita verso i consumi interni.

Rallenta economia cinese, ma va peggio al resto del pianeta

In altri termini, la Cina soffre meno del resto del pianeta della congiuntura globale in rallentamento, a conferma che continua ad esportare più di quanto non importi, non contribuendo alla riduzione degli squilibri mondiali. Il dato delle importazioni è particolarmente negativo, perché sarebbe la spia della riduzione della domanda cinese di beni e servizi dal resto del mondo, probabilmente frutto non solo del rallentamento dell’economia interna, ma anche del -6% accusato dallo yuan contro il dollaro nell’ultimo anno.

La svalutazione dello yuan starebbe da un lato rendendo meno competitive le merci di altre grandi economie, mentre non starebbe sostenendo le esportazioni cinesi, probabilmente non essendo in grado di compensare la scarsa vivacità del restante globo.

Nel secondo trimestre dell’anno, il pil cinese è cresciuto del 6,7% tendenziale, esattamente come nel primo trimestre e in linea con il target del governo di Pechino, che ha fissato per quest’anno un tasso di crescita tra il 6,5% e il 7%, il più basso degli ultimi 25 anni.

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Argomenti: Economie Asia, Rallentamento dell'economia cinese