Ecco quanto perderebbe il Milan con l’esclusione UEFA dall’Europa League

Il Milan attende con ansia e un po' di rassegnazione la sentenza UEFA, che potrebbe escludere i rossoneri di Rino Gattuso dall'Europa League. Ecco le perdite stimabili.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Milan attende con ansia e un po' di rassegnazione la sentenza UEFA, che potrebbe escludere i rossoneri di Rino Gattuso dall'Europa League. Ecco le perdite stimabili.

Ancora una decina di giorni e conosceremo la sentenza della UEFA sul Milan, che rischia molto probabilmente l’esclusione dall’Europa League per la prossima stagione. Una decisione che sembrava remota fino a pochi giorni fa, quando il New York Times ha diffuso l’indiscrezione, secondo la quale la Camera investigativa di Nyon avrebbe suggerito a quella giudicante la massima sanzione. E così, i ragazzi di Rino Gattuso, dopo avere faticosamente agguantato il sesto posto in classifica nel campionato di calcio italiano, verosimilmente non metteranno piede fuori dal nostro Paese da qui a un anno abbondante. Un colpo non solo al prestigio rossonero, che in bacheca tiene 7 trofei di Champions League, compresi quelli della vecchia Coppa dei Campioni, bensì pure alle finanze di via Aldo Rossi.

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Vediamo quanto peserebbe per le casse del Milan la sempre più probabile esclusione dall’Europa League. La UEFA metterà a disposizione dalla stagione prossima 560 milioni in favore delle 48 squadre partecipanti. Il premio riconosciuto in misura fissa a ciascuna di loro per il solo accesso è di 2,92 milioni. Altri 168 milioni saranno stanziati con il market pool, secondo un meccanismo simile a quello già previsto per la Champions League. In particolare, la somma verrà ripartita tra le federazioni sulla base del valore dei diritti TV domestici sul totale. All’interno di ciascuna federazione, metà di tale somma sarà distribuita tra le squadre partecipanti in base al posizionamento ottenuto nello scorso campionato 2017/2018. Facciamo due conti: le 3 italiane in gara (Lazio, Milan e Atalanta) si ripartirebbero un circa 20% degli 84 milioni fissi messi a disposizione per tutte le federazioni europee, ovvero qualcosa intorno ai 16,5 milioni, secondo le seguenti percentuali: 40% – 30% – 30%. Il Milan, essendosi posizionato al sesto posto, ovvero dietro alla Lazio, avrebbe diritto al 30%, ovvero a 5 milioni.

L’altra metà del market pool sarà ripartita all’interno delle federazioni sulla base delle gare disputate dalle squadre iscritte. Rispetto alla Champions, la differenza sta nel fatto che si prevede una percentuale fissa per ogni turno. La fase a gironi distribuirà in tutto il 40% degli 84 milioni disponibili, ovvero 33,6 milioni. Di questi, alle squadre italiane ne spetterebbero sui 6,5 milioni. Se l’Atalanta riuscirà a superare la fase preliminare, parteciperà chiaramente alla ripartizione per un terzo, ovvero per 2,2 milioni, altrimenti il malloppo si suddividerebbe solo tra Lazio e Milan, ciascuno per circa 3,3 milioni a testa.

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E c’è il ranking storico, che come per la Champions distribuirà parte consistente dei premi, tenendo conto dei risultati sportivi delle partecipanti in chiave europea. Parliamo di 84 milioni e alla prima squadra in classifica spetteranno 3,42 milioni, all’ultima solo 71.430 euro. In attesa di vedere il posizionamento di tutte le 48, anche solo immaginando un Milan a metà classifica avremmo un incasso nell’ordine di 1,5 milioni.

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E ciascuna vittoria nella fase a gironi verrà remunerata con 570.000 euro, un pareggio per 190.000. La prima arrivata per ogni girone otterrà un bonus di 1 milione, le seconde di 500.000. E, infine, gli incassi allo stadio per le gare casalinghe. Una media di 50.000 tifosi per un incasso anche solo stimabile per 1,5 milioni a partita farebbero intorno ai 4,5 milioni di entrate supplementari per il club. Nel caso di un paio di vittorie, un paio di pareggi e altrettante sconfitte nella fase a gironi, l’ad Marco Fassone iscriverebbe a bilancio 1,5 milioni. Insomma, tra risultati sul campo e incassi ai botteghini, potremmo supporre entrate per 6 milioni.

Se il Milan fosse escluso dall’Europa League, possiamo stimare così in 17-18 milioni le perdite, chiaramente senza mettere in conto gli ulteriori milioni rinunciati per il caso in cui la squadra riuscisse a superare la fase a gironi e ad accedere ai sedicesimi di finali, agli ottavi, etc. Una batosta per un club, che ha chiuso il primo semestre con un rosso di 22,3 milioni. E se i tifosi rossoneri restassero talmente delusi da disertare il San Siro alle gare casalinghe del prossimo campionato, i guai aumenterebbero per la gestione cinese.

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Argomenti: Economia nel pallone

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