Ecco il trucco del governo di PD e 5 Stelle per aumentare l’IVA senza ammetterlo

Aumenti dell'IVA in vista, ma il governo di PD e 5 Stelle li nasconde. Ecco il trucco con cui hanno deciso di stangare i consumi e che spinge l'Italia verso la recessione a passi ancora più rapidi.

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Aumenti dell'IVA in vista, ma il governo di PD e 5 Stelle li nasconde. Ecco il trucco con cui hanno deciso di stangare i consumi e che spinge l'Italia verso la recessione a passi ancora più rapidi.

Ci alzeranno l’IVA senza nemmeno che ce lo dicano, almeno non esplicitamente. Ma basterà farsi due conti e vivere tra la gente in carne e ossa per capire che il governo “giallorosso” retto da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle abbia in serbo proprio di aumentare le aliquote e stangare i consumi. Negli ultimissimi giorni, man mano che ci avviciniamo al termine per la presentazione della legge di Stabilità, scartata l’ipotesi di aumenti “selettivi” dell’IVA sulle proteste dei commercianti, avanza un’idea piuttosto truffaldina tra i banchi della maggioranza parlamentare: aumentare l’IVA dal 22% al 23% solo sui pagamenti in contanti e diminuirla dal 22% al 20% per quelli effettuati con l’uso di carte e assegni, cioè in modalità tracciabile. In teoria, sembrerebbe un modello “bonus malus” che premia i contribuenti considerati più “virtuosi”, nella realtà si tratta di un modo semplice e grossolano di fare cassa.

Nel 2018, i pagamenti con carte bancomat e di credito hanno ammontato a 200 miliardi di euro. Includendo i pagamenti con assegni, si è arrivati alla cifra di 230 miliardi, qualcosa come poco più del 13% del pil. E, soprattutto, sono ancora una netta minoranza i consumi effettuati con pagamenti elettronici, se è vero che quelli in contanti valgono quasi 3 volte e mezzo tanto. Quindi, se io tasso i primi del 2% in meno e stango i secondi dell’1% in più, il risultato netto per le casse dello stato sarà positivo, perché sto aumentando l’aliquota su una base imponibile di 3,5 volte più grande di quella su cui la sto riducendo. In teoria, il “bonus” mi costerebbe sui 2-2,5 miliardi, ma il “malus” mi farebbe introitare almeno 3,5 miliardi. Al netto, avrò guadagnato 1 miliardo.

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Lotta all’evasione avvicina la recessione

Certo, qualcuno ribatterà che si potrebbe sfuggire alla stangata pagando con carta, ma i comportamenti dei consumatori non si adeguano all’istante. Pensate che un anziano medio sappia utilizzare il bancomat o che un giovanissimo abbia la carta di credito in tasca, se difficilmente disporrà di un conto in banca? E, soprattutto, chi paga in contanti non è un evasore fiscale e questa identificazione da parte degli stessi organi dello stato e dell’informazione rasenta la caccia alle streghe.

Per un governo che formalmente è nato (contronatura) con la scusa che altrimenti sarebbe aumentata l’IVA, cosa dire, se non che siamo nel bel mezzo di una truffa a cielo aperto, una presa in giro colossale degli italiani? Che la direzione sia quella sopra spiegata lo dimostra l’assenza di trattative con i commissari europei per ottenere la disattivazione delle clausole di salvaguardia. Attenzione, la flessibilità fiscale ci verrà concessa da Bruxelles e sarà sostanziosa per evitare di azzoppare sul nascere le due formazioni in maggioranza e filo-Ursula, ma in cambio la Commissione otterrà proprio la caccia alle streghe scatenata da settimane da stampa e governo con nuove restrizioni all’uso del contante o almeno il suo disincentivo sul piano fiscale.

Da un punto di vista economico, un colpo a un’economia già sull’orlo della recessione. Servirebbe stimolare produzione e consumi, mentre qui saremmo dinnanzi a una compressione dei secondi e forse anche della prima, perché fuor di retorica, parte dell’economia italiana vive di sommerso e, piaccia o meno, questo garantisce posti di lavoro e contrasta sacche di indigenza, specie al sud. Non che lo stato non debba combatterlo, ma mentre lo fa dovrebbe creare le condizioni per farlo emergere nell’economia formale, così da evitare che la lotta all’evasione si trasformi in un dramma sociale. Nulla di tutto questo sta accadendo, solo un aumento delle tasse mascherato da una grottesca campagna mediatica, volta a giustificarlo.

E la recessione accelera a rapidi passi.

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