Ecco i mutui a tasso variabile migliori a settembre e perché crollano le richieste

MutuiSupermarket elenca i migliori mutui a tasso variabile per il mese di settembre. Costi bassissimi e calanti, ma le richieste delle famiglie crollano da inizio anno. Ecco le ragioni di questo apparente paradosso.

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MutuiSupermarket elenca i migliori mutui a tasso variabile per il mese di settembre. Costi bassissimi e calanti, ma le richieste delle famiglie crollano da inizio anno. Ecco le ragioni di questo apparente paradosso.

E anche questo mese, MutuiSupermarket ci ha inviato le offerte migliori sui mutui a tasso variabile per il mese di settembre. Le simulazioni riguardano importi per 140.000 euro e sono relativi a finanziamenti ventennali per l’acquisto di immobili dal valore commerciale di 280.000 euro.

In sostanza, viene ipotizzata l’erogazione di un mutuo a copertura del 50% del valore dell’immobile. Al primo posto troviamo Credem con uno spread dello 0,65% rispetto all’Euribor a 3 mesi, pari a un T.A.N. dello 0,20% e a un T.A.E.G. dello 0,43%. Quest’ultimo è comprensivo di tutti gli altri costi diversi dall’interesse e che gravano sul mutuo. A seguire c’è Unicredit con uno spread dello 0,95% sull’Euribor a 3 mesi e con un T.A.N. dello 0,51% e un T.A.E.G. dello 0,65%. Completa il podio Hello Bank: spread dell’1% sull’Euribor a 1 mese, T.A.N. allo 0,56% e T.A.E.G. allo 0,69%.

Mutui e mercato in stallo: perché la domanda è in calo nonostante i micro tassi

Le proposte sono molto allettanti. Pensate solamente che per un mutuo da 100.000 euro, il costo mensile ammonterebbe a soli 18,25 euro nel migliore dei casi, comprensivo di tutti gli oneri, oltre agli interessi. Insomma, si compra casa al costo di un caffè al giorno. Eppure, il cavallo non beve. A giugno, ad esempio, le richieste sono crollate dell’11% su base annua, prorogando una tendenza che va avanti da inizio anno. A trascinarle in basso sono state le surroghe, che fino a poco tempo trainavano il boom.

Quali sarebbero le possibili spiegazioni di questo apparente paradosso? Per prima cosa, le incertezze economiche. I tassi di mercato sono scesi ai nuovi minimi storici non casualmente, bensì a seguito del deterioramento dei dati macro nell’Eurozona, che ha costretto la BCE a varare nuovi stimoli e ad allontanare i tempi di una prima stretta monetaria. In Italia, la disoccupazione sembra essere scesa finalmente all’unica cifra, ma i redditi restano stagnanti, risentendo di una crescita economica nulla da svariati trimestri, se non leggermente negativa.

Gli stessi prezzi delle case continuano a scendere, segno che gli acquisti non stiano tenendo il passo con le vendite e che le ristrettezze delle famiglie tengono il mercato immobiliare sotto pressione. Ed è un caso praticamente unico tra le economie occidentali.

Pesa l’attesa di nuovi cali dei tassi

Ma non tutto dipenderebbe dalle avverse condizioni macro. Scordatevi le elucubrazioni sull’instabilità politica, pur essendo vero che gli italiani vogliano conoscere i contenuti della legge di Stabilità per il 2020, al fine di capire se l’IVA aumenterà e in quale misura, oppure se verranno varate misure espansive di politica fiscale. In realtà, saremmo di fronte a una fase di attesa, con i potenziali acquirenti a cercare di approfittare dei livelli minimi dei tassi, fissi e variabili che siano. Fino a quando non avranno ragionevole certezza sul fatto che abbiano toccato il livello minimo, in tanti rinvieranno l’acquisto.

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In effetti, fino a un anno fa sembrava scontato che i tassi sarebbero saliti già quest’anno, poi si è capito che non sarebbe stato così e da qualche mese si è diffuso un clima ancora più speranzoso sul costo del denaro, tant’è vero che la BCE ha appena annunciato il ripristino del “quantitative easing” e il taglio dei tassi overnight. Tutto fa pensare che i tassi possano ancora arretrare un po’. Quando avranno toccato il fondo e inizieranno lentamente a risalire, le famiglie torneranno a richiedere il mutuo, mentre quelle che lo hanno contratto nei mesi e anni scorsi si presenteranno allo sportello della banca per chiedere la surroga. E forse anche i prezzi delle case arresteranno la discesa.

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