Ecco come la Germania seppellirà le concorrenti europee dopo il Covid

La Germania uscirà trionfante dall'emergenza sanitaria. Ha dimostrato una capacità di gestione della crisi senza paragoni.

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Germania trionfante dopo la crisi Covid

Sarà sempre più Deutschland über alles dopo l’emergenza Covid. La Germania si è già distinta per una capacità invidiabile di gestione della crisi sanitaria, con un numero di contagi rapportato alla popolazione significativamente più basso di tutti i principali partner europei e un tasso di mortalità che non arriva al 2%, quando in Italia si attesta al 5% e in Francia al 2,5%, in quest’ultima con un abitante su 40 ormai infettato. Ma il modello tedesco sta funzionando molto bene anche sul piano della risposta alla crisi economica. Per quest’anno, dopo il balzo dell’economia nel terzo trimestre, il PIl dovrebbe chiudere a -5,5%, un dato nettamente migliore sia alle stesse precedenti previsioni di Berlino che di tutti gli altri competitor europei (in Italia, a -10%?).

Da marzo ad oggi, la Germania ha speso ben 284 miliardi di euro per sostenere l’economia, 194 in più dell’Italia. Quella tedesca sì che è stata una “potenza di fuoco” e neppure sfoggiata in patria o all’estero. In pochi sanno, però, che un pacchetto rilevante di questi aiuti è andato a beneficio delle imprese domestiche e che la cancelliera Angela Merkel ha preteso e ottenuto dalla Commissione europea il varp del cosiddetto “Temporary Framework” nel marzo scorso, attraverso il quale Bruxelles ha sospeso la disciplina sugli aiuti di stato.

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Di recente, la sospensione è stata prorogata di sei mesi fino al 30 giugno 2021 e, in particolare, quella che riguarda la ricapitalizzazione delle imprese fino al 30 settembre 2021. Grazie al “Temporary Framework”, la Germania ha ricapitalizzato le aziende tedesche per 25 miliardi e acquistato partecipazioni per 100 miliardi, sostenendo le piccole imprese con altri 18 miliardi.

Anziché puntare esclusivamente sull’assistenzialismo, quindi, Berlino ha guardato avanti e ha capito che dalla crisi uscirà più forte chi sarà stato capace di salvaguardare il proprio tessuto produttivo.

Imprese tedesche più forti di prima

I tedeschi hanno chiuso e richiuso meno che altrove, aiutato tutti coloro che sono stati colpiti dalla crisi e che magari hanno perso il lavoro, ma allo stesso tempo hanno subito creato le condizioni per ripartire. Se c’è un sentimento diffuso in Germania, infatti, è quello della lungimiranza. Mai piangersi addosso contro il destino cinico e baro, bensì rimboccarsi le maniche, stringere i denti nelle difficoltà e marciare uniti verso il futuro. Risultato? Non c’è alcuna rabbia sociale, anzi i cittadini stanno molto apprezzando la gestione dell’emergenza da parte del governo federale. Insomma, la Germania fa sempre la Germania.

Tornando al “Temporary Framework”, c’è una previsione che consente agli stati di coprire fino al 70% dei costi fissi delle imprese che hanno accusato un crollo del fatturato di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Grazie a queste iniezioni dirette di liquidità, il governo tedesco sta tenendo in piede le sue imprese in piena seconda ondata di contagi, mentre in Italia migliaia di attività rischiano di chiudere per l’impossibilità di reggere a lungo l’inverno e il governo, anziché immettere nel sistema liquidità sonante, si crogiola negli inutili crediti d’imposta. Quando la crisi sanitaria sarà cessata, i tedeschi si presenteranno con lo stesso panorama produttivo robusto di sempre, mentre nel resto d’Europa le imprese saranno o chiuse o indebolite da mesi e mesi di fatturato collassato. Come i panzer, i tedeschi travolgeranno la concorrenza e diventeranno ancora più forti.

Com’è stato possibile tutto ciò? Semplicemente perché la Germania sa fare la formica anche per lunghi periodi quando tutti gli altri fanno la cicala e la invitano a fare altrettanto. Poi, però, quando c’è da spendere non centellina il centesimo e possiede le risorse per farlo in grande stile. Gli altri, Francia compresa, sono costretti a inventarsi e ad elemosinare espedienti come i fondi europei per superare l’emergenza, con il risultato che ottengono meno e molto più tardi di quanto avrebbero bisogno e di essere alla mercé del “buon cuore” altrui. Le prime tranche del Recovery Fund l’Italia verosimilmente le riceverà tra poco meno di un anno, quando è alto il rischio che parte del mondo delle imprese non vi sia più.

Ma il modello tedesco non s’improvvisa, è qualcosa che va somatizzato nel lungo periodo. E con governi che a Roma puntano a battere l’avversario per la prossima settimana, è pressappoco impossibile che riusciremo a carpirne gli aspetti più positivi.

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