E se la Grecia uscisse dall’Euro il 21 dicembre?

La Grecia potrebbe essere sacrificata per salvare l'Italia e la Germania e la prima data utile per annunciare l'uscita della Grecia dall'Euro è il 21 dicembre 2012

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia potrebbe essere sacrificata per salvare l'Italia e la Germania e la prima data utile per annunciare l'uscita della Grecia dall'Euro è il 21 dicembre 2012

Una data attesa da anni si avvicina: il 21 dicembre 2012. I Maya l’avrebbero prevista oltre 5 mila anni fa quale giorno finale di un ciclo, quello che molti hanno inteso anche come la data della fine del mondo. Ma mentre gli occultisti e appassionati di tutto il mondo si arroventano sull’ipotesi, il 21 dicembre di quest’anno potrebbe portare a tutti gli effetti una novità clamorosa: quella sera potrebbe essere annunciata l’uscita della Grecia dall’Euro. Già da tempo, molte aziende e banche americane (ma lo stesso vale per il resto del pianeta) stanno cercando di prepararsi a un eventuale abbandono volontario o forzoso dei greci della moneta unica, dato il crescente scetticismo sulle capacità di Atene di raggiungere gli obiettivi di bilancio concordati con la sottoscrizione del Memorandum e vista anche l’opposizione crescente in Europa, Germania e Finlandia in testa, a concedere nuove proroghe temporali al governo di Antonis Samaras (Le aziende Usa si preparano all’uscita della Grecia dall’Euro). Per questo, si guarda con apprensione a quello che potremmo definire il giudizio finale, ossia il verdetto che la Troika emetterà entro settembre, trasmettendolo all’Eurogruppo di ottobre, con riferimento agli sforzi compiuti dal nuovo governo di coalizione in Grecia (Grecia, report della Troika atteso a fine settembre).  

Crisi Grecia: Samaras non riuscirà a ottenere altre proroghe

Samaras, sostenuto da conservatori, socialisti e post-comunisti, ha già rafforzato il pacchetto di austerità chiesto dai creditori, portandolo da 11,5 a 13,5 miliardi. Ma aldilà delle prevedibili opposizioni di piazza, che da questo mese potrebbero indebolire la già composita maggioranza, non pare che stia ottenendo qualche risultato la richiesta del premier fatta ai partner europei di ritardare di 2 anni il raggiungimento del pareggio di bilancio, spostandolo al 2016. Servirebbero altri 20 miliardi per ciò e i tedeschi hanno detto chiaro e tondo “Nein!”. Ma allora? Cosa succede se veramente salta il banco? E quando avverrebbe tutto ciò?  

Default Grecia inevitabile: cosa potrebbe accadere?

La fuoriuscita della Grecia dall’euro e annesso default sarebbero inevitabili, se la Troika dovesse bocciare le misure del governo. A quel punto, la nuova tranche di aiuti europei e del Fondo Monetario sarebbe bloccata e Atene non avrebbe liquidità in cassa, oltre alcune settimane. Cosa accadrebbe allora? La BCE, l’Eurozona, il Fondo Monetario sarebbero tutti impegnati a governare la rottura dell’euro, ma per ragioni di opportunità, l’annuncio sarebbe ufficializzato solo di venerdì, a borse chiuse, approfittando della pausa dei mercati nel fine settimana, che dovrebbe indurre gli investitori a comportamenti più “ragionati”, alla riapertura delle borse. Tuttavia, l’ipotesi migliore sarebbe che l’annuncio fosse dato in uno specifico venerdì, seguito non solo dalla pausa del weekend, ma anche da altre eventuali festività. Guardando il calendario, l’unica data ipotizzabile e opportuna sarebbe quella del 21 dicembre del 2012, che cade proprio di venerdì e che sarebbe seguita dal weekend del 22-23 dicembre, nonché dalle festività del 24-25-26 dicembre, legate al Natale. Insomma, gli investitori avrebbero ben 5 giorni pieni per digerire la notizia e la riapertura del 27 potrebbe presentarsi meno drammatica del previsto, specie considerando che il periodo festivo terrebbe lontani dalle borse parecchi (piccoli) investitori. Non solo. La data sarebbe ottimale anche perché cadrebbe a oltre due mesi dall’Eurogruppo di ottobre, consentendo ai governi e alle istituzioni europee e finanziarie di avere il tempo necessario a preparare al meglio la gestione dell’evento.  

La Grecia oggetto di scambio tra Draghi e la Germania?

La stessa difesa di Draghi e delle sue misure pro-bond da parte del cancelliere Angela Merkel potrebbero inquadrarsi all’interno di un patto implicito tra BCE e governo tedesco, per cui Francoforte salva Italia e Spagna e le mette in sicurezza da qualsiasi scenario, ma in cambio la Grecia sarà fatta fallire fuori dall’euro, cosa che renderebbe il default di Atene meno costoso per Berlino e le altre capitali.

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Argomenti: Default Grecia, Economie Europa