E Prodi si svegliò sull’euro: la Germania è ossessionata dall’inflazione

L'ex premier scopre con quasi venti anni di ritardo che un'unione monetaria europea con i tedeschi è cosa difficile e avverte la Germania: se spezzerete l'euro ne pagherete le conseguenze

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'ex premier scopre con quasi venti anni di ritardo che un'unione monetaria europea con i tedeschi è cosa difficile e avverte la Germania: se spezzerete l'euro ne pagherete le conseguenze

Circola tra i social network un confronto tra quanto affermò sull’euro nel 1990 l’allora premier britannico Margeret Thatcher e la professione di ottimismo sfoggiata qualche anno dopo dall’ex premier Romano Prodi. La prima sentenziò quasi da veggente: “l’euro sarà un pericolo per le democrazie europee. La Germania sarà ossessionata dall’inflazione e si scontrerà con il Sud, che non riuscirà a tenere il passo”. Ora, che la Thatcher fosse una profeta ne dubitiamo, ma che si sia limitata a dire cose prevedibili e di buon senso, invece, sembra molto accettabile.

 

Italia nell’Euro: l’errata profezia di Prodi

Non era questa l’opinione di Prodi, che quando tra il 1996 e il 1998 guidò l’Italia nell’euro affermò entusiasta: “con la moneta unica sarà come lavorare un giorno in meno al mese e guadagnare per un giorno in più”. Sappiamo com’è andata a finire. E qualche anno dopo, da presidente della Commissione UE, sentenziava ironico ancora sugli italiani che lamentavano un aumento generalizzato dei prezzi con l’introduzione dell’euro: “l’euro l’ha messo mia nonna”, volendo intendere che a distanza di mesi non sarebbe stato possibile attribuire la responsabilità del rincaro del costo della vita alla moneta unica.

Ma la vita è strana, anche in politica. Qualche mese fa, sempre sulla crisi dell’Eurozona, era ancora Romano Prodi a dichiarare che la responsabilità non fosse dell’euro, bensì di Margaret Thatcher e Ronald Reagan, rei di avere liberalizzato i mercati un trentennio fa. Se dovessimo ricalcare le frasi dell’ex premier, diremmo che l’apertura dei mercati l’hanno fatta i nostri trisavoli.

 

Inflazione Eurozona: l’ossessione della Germania

Quel che non ti aspetti è che pur senza ammetterlo e forse senza volerlo e saperlo, anche Romano Prodi diventa thatcheriano ed è di qualche giorno fa la sua dichiarazione in cui accusa la Germania di essere la rovina dell’Eurozona, “ossessionata dall’inflazione come i teenagers sono ossessionati dal sesso”. Il pericolo, tuona ancora Prodi, oggi sarebbe la deflazione e le politiche di austerità farebbero solo danni, dato che il debito negli ultimi anni in Italia è esploso, pur in presenza di un processo di risanamento dei conti pubblici.

 

Euro a doppia velocità…e poi?

Ed ecco che l’ex premier italiano avverte i tedeschi: attenti, perché se spezzate l’euro in una moneta del Nord e una del Sud, non venderete più una Mercedes. Questo, aggiunge, gli imprenditori tedeschi lo sanno, ma si limitano a influire in piccoli cambiamenti, perché in Germania si ritengono gli stimoli all’economia europea un aiuto agli stati “inetti” del Sud.

Per Prodi, Francia, Spagna e Italia dovrebbero battere i pugni sul tavolo, ma non lo fanno, perché s’illudono ancora di potere fare da soli.

Rispetto alle posizioni ortodosse filo-euro di sempre, le dichiarazioni di Romano Prodi potrebbero lasciare sgomenti molti di noi italiani, visto che in Europa viene considerato l’artefice della moneta unica in Italia e uno dei più grandi sponsor in Europa, così come da presidente della Commissione si prodigò per allargare le dimensioni dell’Unione Europea e per liberalizzare i rapporti commerciali tra Europa e Cina, oggi anch’essa una misura sul banco degli imputati, più che le politiche thatcherian-reaganiane.

Non immaginiamo certo che Prodi sia ormai divenuto un anti-euro, ma ci limitiamo ad osservare che se tanto pragmatismo fosse stato tenuto dalla nostra classe politica negli ultimi venti anni, molte scelte sarebbero state compiute in modo più opportuno e con minore spirito di adesione di facciata a tutto quanto venisse propinato da Bruxelles. Peccato sia troppo tardi.

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Argomenti: Crisi Euro