E’ incubo deflazione, la BCE taglierà i tassi a giugno

Contro il rischio deflazione, la BCE interverrà a giugno. Quasi certo un taglio dei tassi, mentre l'inflazione torna a scendere in Italia e gli indicatori economici nell'Eurozona sono negativi.

di , pubblicato il

Gli ultimi dati sull’inflazione a maggio in Italia e Spagna vanno nella direzione di rafforzare le attese per un intervento della BCE al board del 5 giugno. Appare quasi scontato che il governatore Mario Draghi annuncerà il prossimo giovedì un taglio dei tassi e il varo di almeno una misura monetaria non convenzionale. Secondo le indiscrezioni, in parte supportate anche dalle dichiarazioni delle ultime settimane del governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, la BCE dovrebbe abbassare i tassi di riferimento dal minimo storico attuale dello 0,25% allo 0,10-0,15%, i tassi marginali dallo 0,75% allo 0,65% e i tassi sui depositi overnight dallo zero percento al -0,10%.   APPROFONDISCI – Spread, quale trend dopo i nuovi record all’asta BTp su attesa taglio tassi BCE? BCE verso il taglio dei tassi, ma niente acquisti di titoli di stato   In più, pare che Francoforte abbia in mente di erogare prestiti a bassissimo costo alle banche dell’Eurozona, per un importo pari al 5% del loro portafoglio crediti, una misura che varrebbe, stando ai calcoli, 500 miliardi di euro. Tali prestiti, però, a differenza delle precedenti due aste Ltro, verrebbero vincolati al finanziamento delle banche i favore delle imprese e delle famiglie. Se così non fosse, gli istituti dovrebbero rimborsare il credito ottenuto a un tasso più alto. Una cosa è certa: Draghi non pronuncerà mai la parola deflazione, ma l’intervento di giugno è mirato a scongiurare che attecchisca questo fenomeno, ossia che l’Eurozona, in tutto o in parte di essa, sperimenti prezzi tendenziali in calo. Accade già in Grecia da diversi mesi, ma lì dovrebbe essere frutto di un “aggiustamento strutturale” dell’economia. Draghi ha paura, invece, che l’Eurozona possa entrare in una spirale depressiva, nota anche come “sindrome giapponese”, caratterizzata da prezzi in calo e da un’economia stagnante.

I dati allarmanti

A maggio, stando alle stime flash, l’inflazione è stata pari allo 0,2% annuo in Spagna e in calo allo 0,50% in Italia, rispettivamente quarta e terza economia dell’Area Euro. Ad aprile, nell’intera Eurozona, i prezzi erano saliti dello 0,7% tendenziale dal +0,50% registrato a marzo, ma il balzo era dovuto essenzialmente alla domanda più vivace per le festività pasquali, venute meno le quali, i prezzi potrebbero registrare un calo congiunturale, com’è accaduto nel nostro paese.   APPROFONDISCI – Istat: inflazione a maggio in calo allo 0,50%. Giù i prezzi alla produzione   Che la deflazione in sé sia un fenomeno negativo è tutto da dimostrare, ma quel che rileva qui è che la BCE non intende sperimentarla, avendo già avvertito che il mantenimento della stabilità dei prezzi, come da mandato, implica che questi ultimi non scendano, oltre che non salgano oltre il 2% su base annua. Che il quadro economico nell’Eurozona si starebbe deteriorando, tanto che c’è il rischio che la timidissima ripresa dei mesi scorsi sia già stata spenta, lo dimostrerebbe anche l’indice Eurocoin della Banca d’Italia, sceso da 0,39 di aprile a 0,31 di maggio. Tale indice fornisce una stima sintetica del quadro congiunturale nell’Area Euro, misurando il tasso di crescita del pil a livello trimestrale, depurato dalle componenti straordinarie. Quello di questo mese è il primo calo dell’Eurocoin dal giugno del 2013 e sarebbe frutto sia della crescita inferiore del pil nel primo trimestre, sia della debole produzione industriale e del minore interscambio con l’estero.      

Argomenti: , ,