E’ finito il gioco monetario di Bernanke. Lo dice Marc Faber

L'investitore, noto come Mr.Doom, per le sue analisi critiche e pessimistiche sul futuro dell'economia e della finanza, parla di scoppio della bolla monetaria creata dalla Fed in questi anni

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'investitore, noto come Mr.Doom, per le sue analisi critiche e pessimistiche sul futuro dell'economia e della finanza, parla di scoppio della bolla monetaria creata dalla Fed in questi anni

Siamo alla fine del gioco della politica monetaria. Lo ha affermato l’investitore svizzero Marc Faber, partecipando al CLSA Investor Forum, dove ha fatto un excursus sulla storia del debito degli ultimi decenni. Noto come Mr.Doom, in seguito alle sue analisi critiche sull’andamento futuro degli indici azionari e dell’economia reale, Faber ha spiegato che il debito era molto più basso negli anni ’50-’70, per cui una crisi finanziaria a quei tempi avrebbe avuto un effetto limitato sull’economia. Ma oggi, l’economia è ultra-indebitata e dal 2007 viviamo in una fase altamente inflazionistica, con riguardo ai prezzi delle azioni, delle obbligazioni, delle materie prime e degli immobili.

Ma per Faber, il gioco starebbe volgendo al termine. Lo evidenzierebbe il fatto che un dollaro di credito aggiuntivo oggi ha un impatto molto limitato. E Faber invita a distinguere tra una situazione in cui il credito cresce allo stesso ritmo dell’economia e una in cui cresce a ritmi superiori. Non solo. Per l’investitore, un credito che serve a sostenere la formazione del capitale è più benefico di uno che serve solo a finanziare i consumi. Che è il caso degli USA.

Per questo, Faber prevede una fase piuttosto dura di scoppio della bolla creata dall’abbondante liquidità immessa in circolazione dalla Federal Reserve, caratterizzato da una potente deflazione degli assets e da un’implosione della valuta (dollaro).

Tre settimane fa, lo stesso aveva rilasciato un’intervista alla Cnbc, dove spiegava che a suo avviso investire in borsa non sarebbe più un grande affare, perché le prospettive sui mercati sembrano essere peggiori delle stime di sei mesi fa.

Per questo, la politica monetaria di Ben Bernanke volgerebbe alla fine, ma con conseguenze inquietanti per l’economia reale.

La Feserve Reserve ha immesso 2.600 miliardi di dollari di liquidità dal 2008 ad oggi. Tale immensa quantità di dollari finora non si è tradotta in inflazione, perché è stata investita dalle banche in titoli e commodities, facendo crescere gli indici di Wall Street del 150% dal 2009 ad oggi. Tuttavia, una volta iniziato il trend inverso, tale liquidità sarebbe smobilizzata tutto d’un colpo e l’economia USA si troverebbe a fronteggiare potenzialmente moneta aggiunta per oltre il 15% del pil, con inevitabili conseguenze inflazionistiche.

 

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Argomenti: Fed

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