E’ allarme Grexit, spread BTp-Bund a 147 bp. La liquidità in Grecia sta finendo

Sulla Grecia gli occhi del mondo: Atene ha in cassa poca liquidità e senza aiuti in arrivo questa settimana potrebbe dover dichiarare il default e uscire dall'euro.

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Sulla Grecia gli occhi del mondo: Atene ha in cassa poca liquidità e senza aiuti in arrivo questa settimana potrebbe dover dichiarare il default e uscire dall'euro.

Inizia la settimana decisiva per capire il destino della Grecia, se otterrà o meno gli aiuti dell’Eurogruppo per evitare il default e l’uscita dall’euro. Il 24 si riuniscono a Riga, Lettonia, i ministri finanziari dell’Eurozona e quel che è certo è che ad oggi non esiste alcuna intesa. Lo ha benissimo fatto presente nel weekend il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, il quale da Washington, dove ha partecipato a un incontro dell’FMI, ha dichiarato che non ci sarebbero significativi progressi nelle trattative tra le parti e che difficilmente per i prossimi giorni si raggiungerà un accordo.

Il pessimismo, continua Sapin, si deve al fatto che l’Eurogruppo non era stato convocato formalmente sulla Grecia e per l’enorme perdita di tempo nel negoziato.

Liquidità banche Grecia a rischio

Sempre dalla Francia, il governatore Christina Noyer ha lanciato un allarme ben più specifico: presto le banche in Grecia non saranno in grado di accedere nemmeno alla liquidità di emergenza dell’ELA, erogata indirettamente dalla BCE tramite la Banca di Grecia. Questo, perché potrebbero non disporre più delle garanzie per ottenere quei finanziamenti, in ogni caso temporanei.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis attacca Draghi: ci toglie il respiro. Ma ecco perché la BCE gli serve     Ieri, il governatore della BCE, Mario Draghi, pur ostentando sicurezza sulla resistenza della moneta unica a un’eventuale escalation della crisi, ha anche ammesso che nel caso che Atene uscisse dall’euro, si entrerebbe in “acque inesplorate”. Stesso pensiero del ministro dell’Economia greco, Yanis Varoufakis, il quale ritiene che abbiano torto quei governi europei, che pensano che non ci sarebbero grosse conseguenze sull’Eurozona da una Grexit. Varoufakis prevede che i mercati finanziari inizierebbero a prendere di mira gli altri paesi, facendone lievitare i rendimenti, chiedendosi quale sia il prossimo membro a uscire dall’Eurozona.   APPROFONDISCI – Grexit, quando e come la Grecia potrebbe annunciare il default e l’uscita dall’euro?  

Aiuti Russia con passaggio Gazprom

E Yannis Dragasakis, vice-premier del governo greco, ha ribadito nelle scorse ore che il suo paese non sarebbe disposto a cedere sulle “linee rosse” indicate dall’Eurogruppo, nemmeno se dalla Russia non arrivassero gli aiuti ventilati dal Cremlino, in occasione dell’incontro tra il presidente Vladimir Putin e il premier Alexis Tsipras e che la stampa tedesca svela consistere in un esborso di 5 miliardi di dollari che Gazprom erogherebbero ad Atene quale anticipo sui profitti futuri stimati dal passaggio del condotto del gas, che attraverso il Mar Egeo arriverebbe fino in Serbia e da lì giungerebbe in Ungheria, bypassando l’Ucraina.

  APPROFONDISCI – Grecia, ecco la minaccia di Tsipras che sta allarmando l’Europa e gli USA   Le misure che mai la Grecia adotterebbe, nemmeno con l’acqua  alla gola, spiega Dragasakis, sarebbero essenzialmente i tagli agli stipendi pubblici e alle pensioni, così come le privatizzazioni.

Mercati iniziano a tremare

Tra una settimana, il governo Tsipras dovrà sborsare 1,5 miliardi per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni, quando avrebbe in cassa appena 2 miliardi. Il 2 maggio sarebbe la volta di altri 200 milioni per onorare una scadenza verso l’FMI, ma già una decina di giorni dopo dovrebbe staccare un assegno di altri 732 milioni verso l’FMI. Difficile che ce la farebbe, se entro i primi giorni di maggio non ricevesse la prima tranche dei 7,2 miliardi di aiuti stanziati dall’Eurogruppo il 20 febbraio scorso. Ma giovedì, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha chiarito che tale prestito sarebbe erogato in un’unica soluzione, se ve ne saranno le condizioni, non sarebbe suddiviso in tranche. Lo scetticismo degli investitori è palpabile. Stamane, lo spread BTp-Bund per la scadenza a 10 anni ha aperto in rialzo a 143 punti base dai 139 bp della chiusura di venerdì scorso. Peggio ha fatto la Spagna, con uno spread a inizio seduta a 147 bp. Al momento, i rendimenti decennali italiani si attestano all’1,5%, ai massimi dell’anno. Se non ci fosse il QE di Draghi, parleremmo di ben altri livelli.   APPROFONDISCI – Aggiornamento: spread BTp-Bund a 141 bp e rendimenti decennali schizzano all’1,47%

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