Dramma Venezuela, col salario minimo non compri nemmeno il cibo

In Venezuela per acquistare il cibo serve almeno 1,5 volte il salario minimo. Il cambio ufficiale è fisso, ma quello al mercato nero indica una svalutazione del bolivar del 97%.

di , pubblicato il
In Venezuela per acquistare il cibo serve almeno 1,5 volte il salario minimo. Il cambio ufficiale è fisso, ma quello al mercato nero indica una svalutazione del bolivar del 97%.

C’è un’economia in America Latina, dove le cifre ufficiali da molto tempo a questa parte non hanno più alcun senso e sfuggono, anzi, al senso della realtà. Nel Venezuela del presidente Nicolas Maduro, succeduto all’ex comandante in capo Hugo Chavez nel 2013, è assicurato ai lavoratori un salario minimo mensile di 4.252 bolivar, che al cambio ufficiale fanno 675 dollari; un trattamento di tutto rispetto per un’economia emergente. Peccato che si tratti di una di quelle cifre senza alcuna corrispondenza con la realtà di cui avvertivamo sopra. Il cambio ufficiale di 6,3 tra bolivar e dollaro è puramente un’utopia, dato che al mercato nero, in questi giorni un biglietto verde lo si scambia contro 240-280 bolivar, ovvero a un tasso svalutato del 97% per la valuta venezuelana. Scopriamo allora che il salario minimo in Venezuela varrebbe tra i 17,70 e i 20 dollari al mese, stando al cambio vigente sul mercato nero, che si considera essere abbastanza approssimativo della realtà.   APPROFONDISCI – Venezuela: Maduro alza il salario minimo del 30%, ma l’inflazione è al 60%   Ma anche volendo utilizzare il Simadi, il nuovo cambio legale che permette di negoziare bolivar contro dollari liberamente, il salario minimo crollerebbe a 24 dollari al mese, dato che qui un dollaro viene scambiato contro 177 bolivar.

Salario minimo del tutto inadeguato

Il punto non è nemmeno questo. Lo scorso anno, Maduro alzò il salario minimo del 30%, nel tentativo di alienarsi le simpatie della popolazione. Al contempo, però, l’inflazione viaggiava sopra il 60% e oggi si scopre che solo per acquistare un paniere di beni alimentari, una famiglia standard in Venezuela dovrebbe spendere mediamente 6.382 bolivar al mese, circa 1,5 volte il salario minimo. E attenzione: solo per il cibo, senza tenere conto della necessità di comprare vestiti, di pagare le bollette, di mandare i figli a scuola, etc. Nel 2010, era necessario un 1,1 volte il salari minimo per acquistare gli stessi beni alimentari, per cui desumiamo che il reddito reale dei venezuelani si è ridotto di quasi un terzo in appena 5 anni.   APPROFONDISCI – Venezuela, la crisi dilaga: tasso di miseria più alto al mondo  

Crisi bolivar da record

Si capisce benissimo, quindi, la ragione delle lunghe file davanti ai negozi e ai supermercati.

Nel paese mancano i dollari per acquistare dall’estero di tutto (dalla carta igienica al latte in polvere, etc.), la produzione interna è letteralmente precipitata per l’effetto combinato tra l’inflazione più alta al mondo (vicina al 70%) e il tetto ai prezzi imposto dal governo. Risultato: chi ha la fortuna di avere dollari, corre al mercato nero, li scambia contro una quantità crescente di bolivar e compra beni e servizi anche in nero; ma la quasi totalità dei venezuelani, che a mala pena possiede bolivar, è costretta ad accontentarsi di quel che trova sugli scaffali ai prezzi calmierati. Ma i dollari stanno finendo anche per i più fortunati, come dimostra il crollo del bolivar da inizio anno anche sul mercato nero (-38%). I pochi biglietti verdi ancora rimasti a disposizione di qualche famiglia si pagano a carissimo prezzo. E così, il cambio illegale è diventato anche una spia della scarsità di beni nel paese.   APPROFONDISCI – Allarme Venezuela tra crisi, crollo del bolivar e voci di colpo di stato  

Argomenti: , ,