Dramma lavoro: un milione di licenziati nel 2012

Nel 2012 in Italia sono cresciuti i licenziamenti e sono diminuite le assunzioni. Tra i giovani i senza lavoro sono arrivati a toccare quasi il 38% e le prospettive sul futuro non sono affatto incoraggianti

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Nel 2012 in Italia sono cresciuti i licenziamenti e sono diminuite le assunzioni. Tra i giovani i senza lavoro sono arrivati a toccare quasi il 38% e le prospettive sul futuro non sono affatto incoraggianti

Sono più di un milione i lavoratori licenziati nel corso del 2012, il 13,9% in più del 2011, a fronte di 200 mila assunzioni in meno. Sono questi i dati sull’intensità della crisi economica in Italia, dati che lasciano poco spazio al conforto, se si pensa che nel corso dell’ultimo trimestre le assunzioni sono diminuite dell’8,2% su base annua, mentre i licenziamenti sono esplosi a 329 mila unità, il 15,1% in più.  

Disoccupazione giovanile in Italia: un dramma nel dramma

E come spesso ci capita di scrivere in questi mesi, a fare maggiormente le spese di questo dramma del lavoro sono i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni di età. A febbraio, risultava essere disoccupato il 37,8% di loro, oltre tre volte in più la media generale dell’11,6%, scesa di appena lo 0,1% da gennaio. In cifre, sono 647 mila i senza lavoro tra i giovani e ben 2,971 milioni in tutto. Gli occupati, invece, risultano essere 22 milioni 739 mila unità, in aumento di 48 mila unità rispetto a gennaio, ma è fin troppo presto e del tutto sconsiderato parlare di ripresa dell’occupazione.  

Indice Pmi manifatturiero Italia: nessuna inversione di tendenza all’orizzonte

D’altronde, nessuno potrebbe essere autorizzato a sostenere che si tratti di un’inversione di tendenza, perché se non riparte la produzione, non ci sarà possibilità per i disoccupati di ritornare a lavorare. E il dato di marzo sull’indice manifatturiero è negativo. Esso si attesta a 44,5 punti, il minimo dall’agosto 2012 e in arretramento dal già pessimo 45,8 di febbraio. Teniamo presente che tutti i valori sotto 50 indicano una contrazione produttiva, mentre solo sopra 50 punti si ha un’espansione (Allarme Italia: giù Pil, occupazione e manifatturiero. Cresce solo il debito). E anche nell’Eurozona si è scesi dal 47,9 di febbraio al 46,8 di marzo, allarmando gli analisti e i governi, che dovranno verosimilmente fare i conti con un ritardo nella ripresa dell’economia. Nel frattempo, i sindacati italiani, ormai silenti e privi del vigore mostrato negli anni passati contro qualsiasi tentativo di riformare il mercato del lavoro, avanzano proposte contro la crisi. E’ il caso del segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, che chiede al governo di stanziare i fondi necessari per il welfare e per salvare l’occupazione nelle imprese, proponendo premi alle aziende che assumono e ad alta intensità di lavoro e la detassazione dell’Irap nella parte in cui tassa anche il costo del lavoro.

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Argomenti: Disoccupazione