Dramma lavoratori agricoli, poveri e sfruttati: quanti sono e quanto guadagnerebbero

Lavoratori poveri e sfruttati, la grande realtà dietro agli scaffali dei supermercati.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Lavoratori poveri e sfruttati, la grande realtà dietro agli scaffali dei supermercati.

Povertà e sfruttamento dietro agli scaffali dei supermercati. E’ la denuncia dell’Oxfam nel rapporto “Maturi per il cambiamento”, uno studio che si basa sulle politiche di alcuni supermercati europei e statunitensi. La realtà sembra meno bella di quello che si può pensare. I prodotti in vendita nei supermercati vengono presentati belli e pronti da acquistare ma la verità, secondo il rapporto, è che il 50% del prezzo va al supermercato e solo il 5% ai lavoratori che vengono dunque pagati pochissimo. I grandi supermercati e i giganti dell’agroalimentare regnano nel mercato e sfruttano al massimo le filiere di produzione secondo l’Oxfam per trarne il massimo profitto. La conseguenza è una sofferenza umana senza limite, di chi deve lavorare per pochi spicci e non può vivere.

Lavoratori poveri e sfruttati, la grande realtà dietro agli scaffali

Molti coltivatori non riescono neppure a vivere dignitosamente, è il caso di alcuni produttori di tè indiano o di fagiolini verdi del Kenya, cui il guadagno è meno della metà rispetto a quanto necessario per vivere decentemente, denuncia il rapporto dell’Oxfam. Lo sfruttamento dei lavoratori/coltivatori è una realtà anche italiana e pone l’accento sul divario uomini e donne, come riporta La Repubblica, riportando le parole di una lavoratrice italiana: “Controllano quante volte andiamo al bagno e ci dicono di tornare subito al lavoro. Se ti rifiuti di lavorare la domenica minacciano di non chiamarti più”.

Lo sfruttamento non riguarda soltanto immigrati ma anche lavoratori italiani appunto, molti dei quali hanno denunciato situazioni al limite della vivibilità: 25 ore al giorno lavorate con 10 minuti di pausa, esposizione a pesticidi tossici e a temperature altissime in estate. Il discorso finisce irrimediabilmente sui lavoratori irregolari nel settore agricoltura, le cosiddette vittime del caporalato, un esercito di più di 400 mila persone che lavorano anche 12 ore al giorno per una paga di 20 euro contro i 47 euro legali. E’ quanto emerso da un altro rapporto che Oxfam ha redatto con la onlus Terra!, secondo cui c’è la necessità di intervenire per prevenire lo sfruttamento di chi lavora per non favorire più i grandi del settore ossia gran parte dei guadagni nelle mani di otto catene di supermercati Usa, che, secondo Oxfam “nel 2016 hanno incassato quasi 1.000 miliardi di dollari, generando 22 miliardi di profitti. Solo il 10% dei dividendi distribuiti dalle tre maggiori catene di supermercati negli Stati Uniti nel 2016, basterebbe a garantire un salario minimo a 600 mila lavoratori tailandesi nel settore della trasformazione dei gamberetti”.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici

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