Draghi dovrà tagliare i tassi overnight, ecco le attese sui nuovi stimoli BCE

Il mercato si attende un taglio dei tassi overnight da parte della BCE, necessario per potenziare il "quantitative easing".

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Il mercato si attende un taglio dei tassi overnight da parte della BCE, necessario per potenziare il

Il governatore della BCE, Mario Draghi, si è mostrato abbastanza “dovish” nel suo discorso all’Europarlamento di ieri pomeriggio. Già alla scorsa riunione del board dell’istituto, tenutasi il 21 gennaio, aveva preannunciato il possibile varo di nuovi stimoli monetari sin da marzo, in conseguenza delle mutate condizioni del mercato, pur giudicando “appropriata” la politica monetaria nell’Eurozona. A dicembre, la BCE aveva già potenziato il piano di acquisto dei titoli di stato, degli Abs e dei “covered bond”, noto come “quantitative easing”, prorogandone di 6 mesi al marzo del 2017 il termine e impegnandosi al reinvestimento dei titoli alla scadenza.

Inoltre, aveva tagliato di 10 punti base i tassi sui depositi overnight al -0,30%.

Taglio tassi overnight

Allora, il mercato fu contrariato dalle misure, giudicate blande, rispetto alle attese. La conseguenza di questa delusione è stata un rafforzamento del cambio euro-dollaro, spintosi fino a 1,13 e ancora del 2,5% più elevato del tasso-obiettivo informalmente perseguito dall’istituto per il 2016, pari a 1,09. Il tracollo delle quotazioni del petrolio fin sotto i 30 dollari contribuisce ad allontanare le prospettive di una risalita dell’inflazione al target di quasi il 2%. Ma quali stimoli potrà varare in più di quelli attuali la BCE a inizio marzo? Chiaramente, si tratterà non di individuare nuovi strumenti, bensì di potenziare ulteriormente il QE. Per prima cosa, notiamo che dall’ultimo board di gennaio, il mercato ha iniziato a riposizionarsi, tanto che la montagna dei bond governativi con rendimenti inferiori al -0,3% è cresciuta di un terzo a 1.220 miliardi di euro, circa un quinto del totale dei bond nell’Eurozona.      

Aumentano bond Eurozona con rendimenti negativi

Complessivamente, valgono più di 2.000 miliardi i titoli con rendimenti negativi, di cui il 40% sono quelli emessi dalla Germania e un terzo dalla Francia. La BCE non può acquistare bond con rendimenti inferiori al tasso sui depositi overnight, per cui è probabilissimo che sarà costretta a tagliare questi ultimi di almeno 10 punti base al -0,40%, in modo che si rendano acquistabili altri 400 miliardi di bond. Il mercato sta scommettendo su un taglio di 20 bp dei tassi overnight entro l’anno, ma gli analisti si mostrano più prudenti e ritengono scenderanno di 10 bp.

Intanto, i rendimenti a 2 anni stanno scendendo ai minimi storici in diversi paesi, come Austria, Belgio, Finlandia, Germania. I Bund su questa scadenza hanno visto scendere i loro rendimenti al minimo record del -0,557% nel corso della settimana scorsa, ma oggi risultano risaliti al -0,50%. Dall’ultimo board, il calo è stato di 10 bp. Analogo il trend per i rendimenti biennali francesi, in calo di 5 bp dall’annuncio ufficiale di un possibile aumento degli stimoli a marzo. Ma proprio la retorica accomodante dell’istituto rende quasi obbligata la strada del taglio dei tassi overnight, altrimenti il potenziamento degli acquisti sarebbe tecnicamente poco fattibile, a causa della carenza di bond con rendimenti accettabili, stando alle condizioni annesse al QE. Una cosa Draghi ha voluto precisare: non saranno acquistate le sofferenze bancarie, quasi rispondendo alle indiscrezioni circolate in questi giorni in Italia su una possibile azione in tal senso di Francoforte.    

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