Draghi apre a QE fino ad oltre il 2016, rischi da mercati emergenti

Draghi rende note le nuove stime della BCE sulla crescita economica dell'Eurozona e mette in guardia dai rischi al ribasso derivanti da fattori esterni

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Draghi rende note le nuove stime della BCE sulla crescita economica dell'Eurozona e mette in guardia dai rischi al ribasso derivanti da fattori esterni

Si è chiusa la conferenza stampa di Mario Draghi. Ecco, nel dettaglio, i temi che sono stati toccati dal governatore della Banca Centrale Europea.   Ore 15,30 – Draghi, in conclusione della conferenza stampa, ha auspicato che nel prossimo G20 di Ankara siano fornite maggiori indicazioni sulla Cina.   Ore 15,27 – Il presidente della BCE, Draghi, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha affermato che i prezzi del petrolio hanno certamente inciso sulle previsioni dell’EuroTower.   Ore 15,23 –  Riferendosi alla situazione in Grecia, il numero uno dell’EuroTower ha chiarito che la BCE ha completamente escluso la possibilità di un bail-in per le banche elleniche. Tale provvedimento, secondo Draghi, sarebbe stato un ostacolo in più sulla strada di una possibile ripresa e a pagarne le conseguenze sarebbero state anche le aziende.   Ore 15,20 – Secondo Draghi la dinamica che vede gli spread in calo sarebbe la dimostrazione più evidente della bontà dell’azione e delle scelte intraprese dalla BCE.   Ore 15,15 –  Mario Draghi, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha affermato che il board della BCE non ha discusso i dettagli su un possibile aumento del QE in salsa europea.   E’ appena iniziato il discorso del numero uno della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Il governatore, nella sua consueta conferenza stampa di commento delle decisioni di politica monetaria (tassi confermati al minimo storico) ha subito affermato che, laddove fosse necessario, l’EuroTower è pronto ad estendere il Quantitative Easing ad oltre il 2016. Draghi, rispondendo ad una domanda di un giornalista, ha affermato anche che i maggiori rischi, in questa fase, derivano da incertezze esterne e soprattutto dallo sviluppo dei mercati dei paesi emergenti. Per quanto riguarda le previsioni di crescita economica nell’Eurozona, il Pil 2015 è visto a +1,4%, il Pil 2016 a +1,7% e quello relativo all’anno successivo a +1,8%. Riviste al ribasso le stime sull’inflazione: 0,1% nel 2015, 1,1% nel 2016 e 1,7% nel 2017. Le previsioni di giugno indicavano attese maggiori.

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