Draghi anticipa un indebolimento dell’inflazione nell’Eurozona, giù l’euro

Il governatore della BCE, Mario Draghi, parla di "indebolimento dell'inflazione core" e il cambio euro-dollaro scende ai minimi da inizio aprile.

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Il governatore della BCE, Mario Draghi, parla di

In audizione davanti ai parlamentari europei di Strasburgo, il governatore della BCE, Mario Draghi, pronuncia parole importanti sulle future azioni in ambito monetario nell’Eurozona, quando ha dichiarato che ci sarebbero segnali che l’inflazione core si sia “in qualche modo indebolita”. Il governatore ha fatto riferimento alla variazione dei prezzi al consumo, depurati dalle componenti più volatili, ovvero gli alimentari freschi e l’energia. L’inflazione core è considerata una misura piuttosto interessante per valutare come si muoverebbero i prezzi, al netto delle variazioni più instabili, fornendoci un’idea sulla direzione delle aspettative del mercato.

Parole in contrasto con gli ultimi dati

Ebbene, secondo Draghi starebbe indebolendosi proprio questa componente dei prezzi, a dimostrazione che i bassi prezzi energetici protratti nel tempo starebbero raffreddando le aspettative d’inflazione, con il rischio di allontanare ulteriormente il raggiungimento del target della BCE, fissato a quasi il 2% nel medio termine. Egli ha anche aggiunto che i rischi al ribasso sui prezzi proverrebbero dalla crescita globale, come ci indicano i dati sul commercio mondiale. Tuttavia, leggendo gli ultimi dati Eurostat sul mese di ottobre, scopriamo che l’inflazione core si è attestata all’1%, mentre quella generale si è azzerata su base annua. Rispetto al mese precedente, risultano in crescita entrambe, per cui Draghi sarebbe formalmente smentito dalle cifre ufficiali. Ma proprio per il fatto che abbia pronunciato tali parole sarebbe la spia di una qualche previsione negativa sull’andamento a breve dei prezzi nell’Eurozona, il che è realistico ipotizzarlo, dato che una banca centrale possiede in anticipo dati che successivamente saranno resi noti al pubblico.      

Verso il varo di nuovi stimoli

Per questo, l’aggiornamento delle stime macro-economiche a dicembre dovrebbe mostrare un’inflazione in calo, rispetto alle previsioni di settembre, nonché un rallentamento della crescita nell’unione monetaria. Se così sarà, la BCE varerà nuovi stimoli monetari, come annunciato dallo stesso Draghi all’ultimo board di Malta. Ieri, un consigliere del board di Francoforte, Benoit Coeuré, ha smentito che vi sia un impegno dell’istituto a varare nuovi stimoli, sostenendo che la  loro attuazione dipenderà dai dati economici, ma anch’egli ha ribadito che sono allo studio. Solo dalla Germania stanno arrivando segnali di opposizione al potenziamento del QE e/o al taglio dei tassi, tanto che ieri i consiglieri economici del governo tedesco hanno persino lanciato l’allarme sulle premesse di una nuova crisi finanziaria che la BCE starebbe preparando con una politica monetaria ultra-accomodante. Il mercato rafforza la sua convinzione che Draghi interverrà di nuovo e il cambio euro-dollaro scende a 1,0718 in questi minuti, in calo dello 0,23% sulla chiusura di ieri, ai minimi da 7 mesi.    

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