Draghi comprerà anche azioni sui mercati, JP Morgan

Mario Draghi difende le sue scelte in politica monetaria contro gli attacchi dalla Germania e spiega che non ci sarebbero alternative. E JP Morgan ipotizza che presto la BCE si comprerà anche le azioni delle società quotate nell'Eurozona.

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Mario Draghi difende le sue scelte in politica monetaria contro gli attacchi dalla Germania e spiega che non ci sarebbero alternative. E JP Morgan ipotizza che presto la BCE si comprerà anche le azioni delle società quotate nell'Eurozona.

In un’intervista concessa alla tedesca Bild, il governatore della BCE, Mario Draghi, ha difeso il suo operato dagli attacchi della Germania, anche se il tono utilizzato non è stato polemico. Il numero uno di Francoforte ha assicurato che il suo obiettivo è di perseguire la stabilità dei prezzi, che consiste per l’istituto in un’inflazione appena inferiore al 2% annuo. Ha spiegato al giornalista, che il fatto di essere italiano non ha influito minimamente sul suo lavoro, tanto che le principali banche centrali stanno attuando le stesse misure. Se ci fosse alla guida della BCE un tedesco, si è chiesto, cosa avrebbe fatto di diverso? E una sottolineatura: la nazionalità del governatore è un tema, che interessa solamente la stampa tedesca.

Bassi tassi funzionano, ma serve pazienza

Andando al cuore del suo operato, Draghi ha negato che i bassi tassi abbiano fallito, perché “serve pazienza”. I tassi, ha continuato, sono bassi, perché la crescita economica dell’Eurozona è bassa e l’inflazione è “molto bassa”. Pensate, ha detto, cosa accadrebbe se alzassimo i tassi: deflazione, recessione, alla fine staremmo tutti peggio. L’aumento dei tassi verrà con la crescita, ha avvertito. Rispondendo alle inquietudini dei risparmiatori tedeschi, che lamentano da tempo di non riuscire a impiegare al meglio le risorse, Draghi ha utilizzato parole simili a quelle pronunciate pochi giorni fa dal governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, ovvero che essi sono anche contribuenti e lavoratori, per cui dovrebbero guardare ai benefici complessivi dell’attuale politica monetaria. E ha aggiunto, che uno studio recente della Bundesbank avrebbe trovato che una famiglia in Germania mediamente otterrebbe dagli investimenti un rendimento del 2%, tutto sommato, accettabile. In ogni caso, ha chiarito che non sarebbero solo i risparmiatori tedeschi a subire contraccolpi dalle misure varate. [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Draghi replica ai tedeschi sui tassi zero, ma i risultati non ci sono[/tweet_box]      

Draghi ai tedeschi: attacchi legittimi, ma BCE è indipendente

Il capo della BCE ha assicurato che gli attacchi subiti da parte dei politici tedeschi – il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, in testa – non lo avrebbero colpito sul piano personale, considerandoli frutto di un dibattito “legittimo”. Al contempo, però, ha voluto tracciare una linea, oltre la quale l’indipendenza dell’istituto sarebbe avvertita a rischio e l’efficacia della sua politica monetaria verrebbe meno, rendendo più complicato il raggiungimento dell’obiettivo della stabilità dei prezzi, ma anche per i governi ci sarebbero conseguenze negative, perché dovrebbero rinviare, ad esempio, i loro piani di investimento. Per questo, ha evidenziato che non sarebbe normale se un governatore reagisse alle critiche, comportandosi di conseguenza, perché il suo compito non è di “obbedire ai politici”. E ci tiene a precisare, che i governi come Italia e Francia non sarebbero disincentivati a realizzare le riforme strutturali con i bassi tassi, anche perché chiarisce che non sarebbe nemmeno compito dell’istituto obbligarli a fare ciò essa vuole. “Non sarebbe democratico”, ammette, sostenendo che la mancata crescita in alcune economie sarebbe conseguenza proprio di misure non varate in settori come la giustizia. Capitolo Grecia: Draghi loda gli sforzi del governo Tsipras sulle riforme e spiega che finalmente tutti hanno compreso come la crescita possa attecchire solamente con il loro varo. Ma bisogna fare di più e, in ogni caso, ha sottolineato come non sia compito della BCE stabilire chi debba rimanere e chi no nell’Eurozona; “spetta agli stati membri”. Su una cosa appare sicuro: bisogna rigettare l’isolazionismo e il nazionalismo. E sulla Brexit: “non voglio credere che gli elettori britannici voteranno per lasciare la UE, ma se lo facessero, il Regno Unito perderebbe i benefici del restare nel mercato unico”. Infine, ha accettato l’invito del Bundestag a testimoniare sulla sua politica monetaria: “per me sarà un piacere”.      

BCE acquisterà presto anche azioni?

Un Draghi sicuro di sé, come sempre. Eppure, gli analisti di JP Morgan sostengono che persino la stessa BCE si renderebbe conto dell’insuccesso degli stimoli attuati, con l’euro ad apprezzarsi, l’inflazione sempre intorno allo zero e una crescita dell’Eurozona molto debole. Per questo, spiegano, presto l’istituto potrebbe annunciare l’acquisto anche delle obbligazioni bancarie e dei prestiti bancari. Ma è probabile che, non bastando nemmeno ciò, alla fine Francoforte infrangerà anche un ultimo tabù, arrivando ad acquistare anche titoli del mercato azionario. L’esempio potrebbe essere quello della Bank of Japan, che da circa 5 anni e mezzo acquista le azioni delle società quotate alla Borsa di Tokyo, essendone diventata tra i primi 10 soci per il 90% dei titoli inseriti nel Nikkei-225. Come? Attraverso le “equities-linked securities”, che potrebbe diventare la modalità operativa, con la quale anche Francoforte entrerebbe sul mercato azionario europeo. Quando? Probabilmente, all’inizio dell’anno prossimo. Ma non tutti sono convinti, che questa sia la strada giusta. Per Saxo Bank, le borse dell’Eurozona non avrebbero bisogno di una qualche nuova idea del governatore, bensì di crescita degli utili. E Morgan Stanley chicca: i mercati europei si stanno comportando come se le munizioni a disposizione della BCE fossero finite o quasi.  

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