Dossier taglia-debito: le 11 mosse dell’Ambrosetti Club per uscire dalla crisi

Dismissione di asset pubblici, italianizzazione del debito, affitto del patrimonio artistico, e revisione della spesa pubblica. Ecco la ricetta anti-crisi dell'Ambrosetti Club

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
Dismissione di asset pubblici, italianizzazione del debito, affitto del patrimonio artistico, e revisione della spesa pubblica. Ecco la ricetta anti-crisi dell'Ambrosetti Club

Un mix di azioni “una tantum” e interventi strutturali per ridurre il debito pubblico italiano e rilanciare l’economia, valorizzando i nostri asset più pregiati ed eliminando gli sprechi. È quanto ha proposto lo scorso giugno il Club dell’European House-Ambrosetti, il curatore del forum di Cernobbio, in un rapporto intitolato “Come ridurre il debito pubblico: il piano di azione”. Il gruppo di lavoro, al quale hanno contribuito economisti e dirigenti provenienti dal mondo della finanza e dell’industria, ha elaborato undici proposte per aiutare il Paese a uscire dalla crisi, suggerendo  l’allestimento di piano di dismissione di asset pubblici e l’italianizzazione del debito, ma anche la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, la revisione dei centri di costo e un pacchetto di provvedimenti a favore dell’occupazione giovanile e femminile. Di seguito riportiamo i punti salienti della proposta.  

UN PIANO DI DISMISSIONI E UN PRESTITO FORZOSO

Stimando il tasso di crescita “potenziale” del PIL italiano tra l’1,5 e il 2,5% l’anno, è illusorio sperare di abbattere il rapporto debito pubblico/PIL confidando nella crescita reale del prodotto interno lordo e nel conseguimento di avanzi primari. Ecco perché l’Ambrosetti Club ritiene opportuno  dismettere una parte del patrimonio pubblico e introdurre un meccanismo di collocamento forzoso di titoli di Stato che obblighi i cittadini a sottoscrivere bond trentennali a un valore maggiore rispetto al prezzo di mercato.    

AUMENTARE LA DURATION DEL DEBITO E PAGARE PARTE DELLE SPESE CORRENTI CON TITOLI DI STATO

Tra il 2005 ed il 2010 la durata media del debito è passata da 7 a 7,8 anni. Secondo l’Ambrosetti Club, si potrebbe prendere in considerazione di allungare ulteriormente il periodo di scadenza per consentire ai futuri governi di portare a termine le politiche di risanamento intraprese nel corso dell’ultimo biennio senza l’assillo dei rinnovi e dei costi di rifinanziamento sul debito. Il Club suggerisce, inoltre, di usare i titoli di Stato a media scadenza (3-5 anni) per pagare una parte delle spese pubbliche, una misura che avrebbe come obiettivo quello di ridurre il quantitativo di bond da trattare in fase d’asta e quindi alleviare la pressione sui tassi d’interesse.    

BOND COMUNITARI CON SCADENZE A BREVE-MEDIO TERMINE

Da tempo si dibatte sulla necessità di introdurre un meccanismo in grado di accomunare le emissioni obbligazionarie a lungo termine degli Stati membri dell’UE. Uno dei principali problemi dell’introduzione degli Eurobond è che, data la lunga scadenza, il premio per il rischio è altamente differenziato per Paese ed alcune Nazioni si troverebbero a sostenere oneri di finanziamento più alti. Per questo motivo, il Club Ambrosetti consiglia l’introduzione di titoli caratterizzati da scadenze più basse che presenterebbero situazioni più omogenee tra Paesi.  

PATRIMONIO ARTISTICO

L’Italia possiede il più grande patrimonio artistico e culturale al mondo con oltre 9 mila tra monumenti, aree archeologiche, musei e Forum-Ambrosettisiti UNESCO. Nonostante questa enorme ricchezza, il ritorno economico dei nostri beni culturali è significativamente inferiore a quello di Francia, Regno Unito e Stati Uniti. La società di consulenza PwC ha stimato che i siti UNESCO di questi Paesi generino un ritorno commerciale pari a 4, 7 e 16 volte quello italiano. Per valorizzare e tutelare questo enorme tesoro, l’Ambrosetti Club propone di creare un sistema di concessioni a privati in cambio di un canone di concessione annuo e di conferire parte di questi asset a un fondo di investimento a larga partecipazione statale.    

MANUTENZIONE ED ADEGUAMENTO NORMATIVO DEGLI IMMOBILI

La crisi e il regime fiscale italiano stanno riportando il settore dell’edilizia ai livelli della prima metà degli anni ’80. Per rilanciare il settore, l’Ambrosetti Club suggerisce di introdurre l’obbligo per i proprietari di casa di ristrutturare le facciate dei condomini con la possibilità, in un secondo momento, di estendere tale vincolo anche ad altre aree tra cui la messa a norma di impianti, i lavori di isolamento termico e l’installazione di pannelli solari.    

SPENDING REVIEW ALLA GIAPPONESE E FISCAL COUNCIL

In molte economie avanzate, i processi di Spending Review hanno portato a una forte riduzione della spesa pubblica. Secondo l’Ambrosetti Club, è necessario rivedere il processo di Spending Review prendendo a modello l’esempio giapponese, ossia affidando a un’unità governativa il compito di rianalizzare i singoli centri di costo e dando ai cittadini la possibilità di contribuire in prima persona alla revisione segnalando sprechi e inefficienze. Il Club propone, inoltre, di affiancare alla Spending Review anche i cosiddetti “Fiscal Council”, ossia istituzioni indipendenti preposte alla gestione e alla supervisione della politica fiscale.    

RIDURRE IL COSTO DEL LAVORO E RILANCIARE L’OCCUPAZIONE GIOVANILE

Nel corso dell’ultimo decennio il costo del lavoro in Italia è aumentato del 20%, contro l’8% tedesco. Questa dinamica ha portato a un progressivo deterioramento della competitività del nostro sistema economico. Per invertire il trend, l’Ambrosetti Club suggerisce una “Fiscal Devaluation” che produca gli stessi effetti di una svalutazione competitiva, trasferendo il carico fiscale dal lavoro alla tassazione indiretta. Tra le altre misure proposte dal Club  figurano anche una gamma di incentivi di carattere fiscale volti a rilanciare l’occupazione giovanile e quella femminile e, al tempo stesso, a far emergere parte del lavoro nero.

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Argomenti: Debito pubblico italiano