Doppio euro? Merkel si corregge (per finta) e l'Italia pensa di essere in serie A

La cancelliera Merkel smentisce di ambire al doppio euro, ma l'Italia non sembra avere capito che la minaccia era e resta rivolta contro di essa. I tedeschi sono sfiduciati sulla nostra economia.

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Giuseppe Timpone

Cosa significa Europa a doppia velocità?

Giovedì sera, al termine del colloquio tenutosi a Berlino con il governatore della BCE, Mario Draghi, la cancelliera Angela Merkel ha voluto puntualizzare su una sua considerazione espressa pochi giorni prima dal vertice di Malta, dove aveva sostenuto la necessità di compiere un passo in vanti nella cosiddetta “Europa a due velocità”. Un po’ tutti i commentatori avevano scorto in quelle parole l’intenzione del capo del governo tedesco di teorizzare anche un doppio euro, uno per le economie forti del Nord e un altro per quelle più deboli del Sud. Progetto non nuovissimo, visto che sarebbe da anni il piano B della Germania, nel caso la crisi nell’unione monetaria divampasse al punto da rendere obbligata la rottura.

Frau Merkel ha spiegato di non volere club esclusivi nella UE e che intendeva solamente riferirsi alla possibilità per gli stati di decidere se integrarsi con gli altri membri su questo o quel tema, aggiungendo che “serve un blocco unico nell’Eurozona” e che su questo ci vuole chiarezza. La nota curiosa è che proprio l’Italia era stata tra i paesi maggiormente inclini ad accettare la sfida dell’Europa a due velocità. (Leggi anche: Doppio euro per salvare la UE?)

Italia felice dell’ipotesi Europa a doppia velocità

A Londra, incontrando il premier britannico Theresa May, Paolo Gentiloni aveva persino auspicato l’ipotesi di vari livelli di federazione, notando come già oggi esistono paesi UE dentro e fuori dall’Eurozona, membri o non dell’area Schengen. E la settimana scorsa, un raggiante Enrico Letta twittava soddisfatto dell’ipotesi lanciata dalla Germania e dagli alleati di Lussemburgo e Olanda, spiegando come l’Europa dovrebbe così liberarsi delle “zavorre”, che le impediscono una maggiore integrazione.

Ad ascoltare i commenti dalle parti del governo italiano, quindi, parrebbe che l’Europa a doppia velocità sia stata un’iniziativa lanciata dai tedeschi per integrarsi ancora di più con noi, la Francia e qualche altro paese. O non abbiamo realmente compreso quello che è successo negli ultimi anni, oppure a Roma esiste una visione così distorta della realtà, da non rendersi conto di cosa consista questa doppia velocità teorizzata a Berlino.

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