Doppio euro per salvare la UE? L’ipotesi di una Frau Merkel in seria difficoltà

La Germania immagina un'Europa a due velocità, così come anche il doppio euro. E' l'ultima carta che la cancelliera Merkel vorrebbe giocarsi per salvare sia la UE che l'Eurozona.

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La Germania immagina un'Europa a due velocità, così come anche il doppio euro. E' l'ultima carta che la cancelliera Merkel vorrebbe giocarsi per salvare sia la UE che l'Eurozona.

La cancelliera Angela Merkel è seriamente in difficoltà. Quando mancano sette mesi e mezzo alle prossime elezioni federali, gli ultimi sondaggi in Germania hanno del quasi clamoroso. I socialdemocratici della SPD, ringalluzziti dalla nuova leadership di Martin Schulz, ex presidente dell’Europarlamento, avrebbero recuperato circa il 5-6% dei consensi, accorciando le distanze con i conservatori della CDU-CSU a soli 5-6 punti.

A questo punto, Frau Merkel è costretta a guardarsi non solo alla sua destra, dove gli euro-scettici della AfD viaggiano sul 13-14%, ma anche alla sua sinistra, con il rischio di mancare il quarto mandato e di fare schiantare il suo partito contro una sconfitta nemmeno immaginabile fino a qualche settimana fa. Ed ecco spuntare dal cilindro l’ipotesi di un’Europa a due velocità, che mutatis mutandis, comprenderebbe anche un’altra idea accarezzata da tempo da Berlino: il doppio euro. (Leggi anche: Kapò Schulz candidato cancelliere contro Frau Merkel)

Al vertice di Malta sull’immigrazione, la Merkel ha ammesso che “abbiamo imparato sulla storia degli ultimi anni, che potrebbe esservi un’Europa a differenti velocità, per cui non tutti necessariamente s’integrerebbero di volta in volta con la stessa rapidità”.

L’euro non si regge più in piedi

In teoria, la cancelliera fa riferimento alla UE, non all’euro, ma il passaggio dall’una all’altra ipotesi è quasi immediato. La Germania inizia a teorizzare più concretamente che mai la rottura dell’Eurozona, prendendo atto che l’attuale situazione non sarebbe più gestibile. Tenere insieme tutti nella stessa unione monetaria – dall’economia tedesca a quella greca, passando per Italia e Spagna – è con tutta evidenza un esercizio praticamente impossibile. (Leggi anche: Crisi euro, competitività perduta e in parte recuperata dal Sud sui salari)

Il Sud Europa ha dimostrato di non essere propenso ad attuare le riforme economiche necessarie per rilanciare la propria competitività nell’area e accorciare o azzerare le distanze con il club più competitivo, tutto concentrato nella Mitteleuropa. D’altra parte, non si può concretamente immaginare che la Germania si auto-flagelli, rendendosi meno competitiva a colpi di inflazione e tagliandosi gli avanzi commerciali.

Doppio euro: uno a Nord e l’altro a Sud

Da qui, la soluzione non proprio nuova, adombrata dai tedeschi di un doppio euro: uno al Nord, più forte; uno al Sud, più debole. Da una parte, Germania, Francia, Austria, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Finlandia, dall’altra Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, solo per limitarci alle principali realtà nazionali. Aree più omogenee al loro interne sia per i fondamentali economici, sia per cultura di governo e approccio alla spesa pubblica e alle riforme. (Leggi anche: Italia fuori dall’euro, l’inevitabile conclusione della Germania)

Due euro meglio di niente, insomma. Meglio cercare di salvare il salvabile, ma evitando di mettere in serio pericolo non solo l’integrazione monetaria in sé, bensì la costruzione europea, che verrebbe giù in men che non si dica, nel caso in cui l’euro sparisse. Tentativo, che se davvero sarà attuato, sarebbe solo una transizione verso alla scomparsa bella e buona della moneta unica.

Senza euro unico, si torna alle monete nazionali

Nessuna economia, infatti, avrebbe vantaggi dall’uscire dall’euro unico per andarsi a riposizionare nell’uno o nell’altro club, all’interno del quale rischiano di ricrearsi in misura minore le stesse divergenze ad oggi verificatesi nell’Eurozona. L’Italia, in particolare, potrebbe essere a disagio persino in un euro del Sud, perché l’economia spagnola ha reagito meglio alla crisi negli ultimi anni e ha già riagguantato i livelli di ricchezza toccati nel 2007, mentre noi restiamo indietro di circa il 7%. (Leggi anche: Italia e Spagna, economie a confronto)

Una volta dovesse attecchire la consapevolezza che l’euro sia stato un fallimento – iniziano ad ammetterlo quanti sinora avevano mostrato una fede incrollabile nel progetto – state pure certi che le dinamiche politiche interne a ciascun paese membro dell’area non spingeranno per crearne due di euro, bensì per tornare alle monete nazionali, pur se ancora non abbiamo nemmeno idea di come eventualmente gestire una simile fase così delicata, che rischia di creare ulteriori disastri economici e finanziari per i decenni a seguire.

Salvare la UE la mission della Germania

L’Europa a due velocità immaginata da Frau Merkel è la via di fuga che la Germania vorrebbe seguire per mantenere il proprio dominio economico e politico nel Vecchio Continente, compatibilmente con la sopravvivenza della moneta unica e della UE. Sopravvivenza, che alle condizioni attuali non è più certa.

 

 

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