Doppi incarichi, i nomi dei parlamentari incostituzionali

In attesa che si formi il Governo c’è chi approfitta per occupare due o più poltrone in barba all’art. 122 della Costituzione: doppio incarico e doppio stipendio

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
In attesa che si formi il Governo c’è chi approfitta per occupare due o più poltrone in barba all’art. 122 della Costituzione: doppio incarico e doppio stipendio

La denuncia dei doppi incarichi, avanzata sul blog di Beppe Grillo da Maria Marzana (M5S alla Camera)  si è diffusa online: spuntano i nomi dei 33 parlamentari che, occupando la poltrona alla Camera o al Senato, ma avendo già un incarico incompatibile, violano sfacciatamente l’articolo 122 della Costituzione. Da una “poltrona per due” a “due, o anche più, poltrone per uno”: e purtroppo si passa dal cinema alla realtà. Doppia poltrona significa doppio stipendio e sono in molti a cedere a questa “comoda” tentazione. La seduta più comoda è quella di Domenico De Siano, 55 anni, campano, attualmente senatore del PdL, consigliere regionale, consigliere provinciale a Napoli e consigliere comunale di Lacco Ameno, comune sull’isola di Ischia di cui è stato in passato anche sindaco.  Per lui più che una poltrona si parla di divano a quattro posti.  

Doppi incarichi politici: per quanto tempo ancora il piede in due scarpe?

Entro domani, martedì 16 aprile, i 15 senatori con il doppio incarico potranno esprimere la propria preferenza. Alla Camera invece prevale l’anarchia visto che l’organo competente alla vigilanza non è ancora stato ancora formato. A questo proposito il Movimento 5 Stelle ha richiesto l’istituzione di una Giunta provvisoria per le elezioni con funzioni di vigilanza. Calderoli ha proposto un lodo per spingere i parlamentari con doppio o multiplo incarico alla scelta entro domani. A rendere questa situazione di fatto ancora più grave è infatti la prossimità delle elezioni per il Presidente della Repubblica: in questo modo il 18 aprile potrebbero votare persone che non ne avrebbero avuto diritto.

Ecco chi sono i parlamentari che violano la Costituzione

C’è chi addice scuse inverosimili, chi si dimette con gesti plateali (vedi Nichi Vendola) e chi si appella alla mancanza di razionalità della norma. Ma la legge è legge ed un politico, più di ogni altro comune cittadino, è chiamato a conoscerla. Vediamo allora cosa dice esattamente  il comma II dell’articolo 122 della Costituzione:  “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale o a una Camera del Parlamento, a un altro Consiglio o a un altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo“. Il decreto legge numero 138 del 2011 ha aggiunto all’elenco degli incarichi  incompatibili con quella di parlamentare anche quelle di presidente di provincia e di sindaco di comuni con più di 5.000 abitanti. Un dettaglio che evidentemente è sfuggito a diversi senatori e deputati. Vediamo allora i nomi dei parlamentari con doppi incarichi.   A Palazzo Madama le poltrone traballanti sono quelle di: Eva Longo, consigliere regione Campania; Massimo Garavaglia, assessore regione Lombardia; Massimo Cassano, assessore regione Puglia; Mario Mantovani, vicepresidente regione Lombardia; Federica Chiavaroli, consigliere regione Abruzzo; Luciano Uras, consigliere regione Sardegna; Giuseppe Cucca, consigliere regione Sardegna; Domenico De Siano, consigliere regione Campania; Giovanni Bilardi, consigliere regione Calabria; Pietro Iurlaro, consigliere regione Puglia; Francesco Scoma, consigliere regione Sicilia; Dario Stefano, assessore regione Puglia; Lucio Tarquinio, consigliere regione Puglia.   Anche a Montecitorio non mancano gli indecisi o i distratti: consigliere regione Calabria; Roberto Capelli, consigliere regione Sardegna; Bruno Censore, consigliere regione Calabria; Toni Matarrelli, consigliere regione Puglia; Giovanni Fava, assessore regione Lombardia; Pierpaolo Vargiu, consigliere regione Sardegna; Gianfranco Chiarelli, consigliere regione Puglia; Antonio Decaro, consigliere regione Puglia; Giuseppe De Mita, vicepresidente regione Campania; Vincenzo Folino, consigliere regione Basilicata; Roberto Marti, consigliere regione Puglia; Umberto Del Basso De Caro, consigliere regione Campania; Rocco Palese, consigliere regione Puglia; Michele Pelillo, assessore regione Puglia; Marcello Taglialatela, assessore regione Campania.   Anche tra i saggi nominati da Napolitano non mancano i casi di incompatibilità: si tratta di Mauro Mario, deputato europeo, chiamato a scegliere tra Roma e Bruxelles. Analoga condizione per Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano. Qualcuno si è già espresso. Così il governatore piemontese Roberto Cota, che ha optato per la carica regionale. Hanno fatto notizia le dimissioni di Nichi Vendola che il 10 aprile ha comunicato la volontà di restare a Bari mantenendo la carica di governatore pugliese. Su Facebook Vendola ha parlato di campagna denigratoria e infondata. Ferdinando Aiello, di Sel, si è dimesso da consigliere regionale della Calabria optando per poltrona alla Camera dei deputati. Mauro Ottobre si è dimesso da consigliere regione Trentino, Piero Aiello non è più ufficialmente assessore della Regione Calabria e Antonio Stafano Caridi ha rinunciato all’incarico da consigliere regione Calabria. Chiaramente il numero dei parlamentari con doppio incarico è variabile e tende a diminuire in queste ore in virtù delle singole decisioni: l’obiettivo è zero eccezioni. La domanda, legittima, resta: perché aspettare l’ultimo minuto prolungando la condizione di irregolarità?  

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Argomenti: Politica