Dopo l’alert bolla immobiliare della Bundesbank, scordiamoci il taglio dei tassi BCE

La Bundesbank lancia l'allarme bolla immobiliare in Germania, dove i prezzi delle case sarebbero sopravvalutati fino al 25%. Che sia l'inizio di un nuovo scontro con la BCE?

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La Germania crescerà forse più delle attese nel 2014. Il governo tedesco ha già rivisto al rialzo il tasso di crescita all’1,8% dal precedente +1,7%, ma l’ufficio statistico federale Destatis parla di un possibile +2%, dopo un magro +0,5% nel 2013.

Il boom dei prezzi delle case

Ma ad avvelenare il clima positivo sulle prospettive dell’economia tedesca vi è un allarme lanciato dalla Bundesbank, la banca centrale tedesca, secondo la quale i prezzi delle abitazioni sarebbero sopravvalutati in Germania fino al 25%. I prezzi sono saliti in 125 città tedesche, grazie sia alla maggiore domanda, sia agli investimenti dall’estero e stimolati dai bassi tassi dei mutui.

Mediamente, i prezzi sarebbero sopravvalutati del 10-20% e nelle sette principali città tedesche sono balzati del 9%. Nel solo 2013, i prezzi delle case sono cresciuti del 6,5% in 125 città.

Da qui, l’allarme della Bundesbank, per la quale ci sarebbe in corso il rischio di una bolla immobiliare, alimentata dai bassi costi di finanziamento. I fondamentali economici e demografici, spiega, non giustificherebbero un tale aumento.

A giocare un ruolo determinante sono stati e continuano ad essere gli acquisti dall’estero, specie a scopo speculativo. Con la crisi del comparto immobiliare in tutto il Sud Europa, infatti, diversi fondi si sono spostati negli ultimi anni in Germania, allettati da prezzi relativamente bassi e da un’attesa di crescita dei valori immobiliari.

Anche nel 2014, città come Berlino continueranno a vivere un aumento dei prezzi delle abitazioni e degli uffici, prevede un report di Engel e Volkers. D’altronde, parliamo di una città, dove solo il 12% delle famiglie possiede una casa di proprietà e dove fino a poco tempo fa si potevano trovare abitazioni in centro a circa mille euro al metro quadrato, meno di una casa in periferia in Italia.

Verso un nuovo scontro con la BCE

Ma dietro all’allarme della Bundesbank, in verità non nuovo, si nasconde una richiesta più o meno esplicita alla BCE: alzare i tassi. La Germania ha l’esigenza di non fare surriscaldare eccessivamente i prezzi, anche se a gennaio l’inflazione tedesca si attestava ancora solo all’1,2%, in calo da dicembre. Il timore è che le politiche monetarie accomodanti che Francoforte è costretta ad adottare per contrastare la recessione e il rischio deflazione nel Sud Europa possano portare ad effetti collaterali nel Nord, dove l’economia viaggia su valori positivi. 

Ciò implica che la battaglia tra BuBa e BCE sui tassi potrebbe inasprirsi nei prossimi mesi, con i tedeschi a guidare il fronte di chi ritiene che Mario Draghi non possa più pretendere di tagliare i tassi o di stimolare il credito con misure non convenzionali. 

 

 

 

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