Donald Trump ha un modello: si chiama Silvio Berlusconi

Qual è il modello di Donald Trump? E' un italiano, ha il titolo di Cavaliere e ha una carriera politica di 20 anni: il suo nome è Silvio Berlusconi.

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trump-berlusconiUn articolo di Frank Bruni sul New York Times metteva in parallelo le carriere e le personalità di Donald Trump e Silvio Berlusconi. Il giornalista ha infatti raccontato di esserci andato a cena anni fa – con Trump – e di aver riscontrato molte analogie, come la stessa ossessione per la ricchezza, che è anche il metro di misura della loro genialità, e lo stesso identico modo di convincere i propri connazionali a seguire il proprio progetto, arricchire un Paese come si sono arricchite le loro aziende. Il paragone ci stava, con Berlusconi che faceva da modello a Donald Trump: quest’ultimo, però, al contrario di tutte le previsioni, sta guidando la testa dei sondaggi relativi alle primarie repubblicane per le elezioni USA 2016 e così come in Italia, anche negli Stati Uniti ci si interroga sul suo reale valore: e se da una parte c’è una stampa e un popolo che lo osteggia, dall’altro c’è un elettorato che vede in lui l’uomo nuovo, capace di creare dalla distruzione del precedente establishment un’America nuova.  

I gemelli priapici

Il paragone tra i due alfieri del capitalismo non è poi così azzardato: Bruni li ha definiti “gemelli priapici“, terminologia che fa riferimento al culto del dio Priapo, divinità raffigurata sempre con un fallo di enormi dimensioni. E forse, a ben vedere, a nessuno dei due il parallelismo non dispiace. Non è un caso dunque che durante gli US Open, alla domanda di un giornalista italiano che gli chiedeva se gli piacesse Berlusconi, Donald Trump ha risposto: “Sì, mi piace, è una brava persona“. Ovviamente la stampa italiana ci è andata a nozze con queste dichiarazioni, sfruttandole a proprio vantaggio allo scopo di ridicolizzare e spiegare ulteriormente il fenomeno del candidato repubblicano favorito alla Casa Bianca.

A dirla tutta, però, non c’è nulla di scandaloso nell’affinità tra queste due figure, valutabile e verificabile anche anni prima, ma ovviamente molto più forte di questi tempi, con la “discesa in campo” di Trump negli USA.  

Dalle case alla politica

Entrambi provengono dal settore immobiliare e hanno studiato alla perfezione i meccanismi della logica capitalistica, tanto da volerla applicare a ogni cosa a cui mettono mano. Entrambi fanno della propria ricchezza un vanto, come a dire: “Io ho fatto tutti quei soldi e li ho fatti da solo quindi sono più intelligente”. Una mentalità imprenditoriale invidiabile, ma forse pericolosa quando si tratta di volerla sfruttare in un contesto politico. Entrambi fanno battute di cattivo gusto, se ne fregano del politically correct e delle apparenze. Tutti e due inoltre sono scesi in campo proprio nel momento in cui la società del loro Paese era sfiduciata nei confronti della vecchia classe politica e dell’establishment del momento e desiderava il nuovo: un nuovo che in Italia Berlusconi aveva già portato grazie alle televisioni, per dirne una. Poi l’amore sconsiderato per il proprio Paese, visto dal punta di vista economico come un’azienda che ha il compito di portare in attivo il suo bilancio.  

Un libro già letto?

Sono queste le ragioni che forse hanno affascinato prima l’Italia e ora stanno suggestionando Donald Trump: il fenomeno Berlusconi, una rarità se non una unicità a suo tempo, era visto dall’estero con molto sospetto, ma da alcuni, come Donald Trump, anche con molta ammirazione. Così come il Cavaliere, anche Trump – anche se molto meno – ha la capacità di parlare alla gente comune e a una classe operaia che vuole distinguersi da una classe culturale ormai vecchia e che non ha più nulla da dire. Inoltre, così come Berlusconi si alleò con la Lega Nord, partito politico che come ben sappiamo tutti non è molto favorevole all’immigrazione alludendo spesso e volentieri all’associazione tra criminalità e immigrazione, Donald Trump, che non vuole allearsi con nessuno, ostenta un atteggiamento xenofobo, parlando di muri sulla frontiera messicana e mettendo in lista come priorità la cancellazione di tutte le misure prese da Obama in fatto di immigrazione.   Insomma: Donald Trump come Berlusconi? Forse. Ma il primo deve fare ancora 20 anni di politica. E forse proprio per questo motivo il suo modello non può non essere il Cavaliere.     Foto | New York Times

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