Donald Trump fa pace con la Fox e vola nei sondaggi, Clinton teme la disfatta

Donald Trump inizia a ricompattare il Partito Repubblicano, mentre tra i democratici finisce in rissa nel Nevada tra i sostenitori di Hillary Clinton e quelli di Bernie Sanders.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Donald Trump inizia a ricompattare il Partito Repubblicano, mentre tra i democratici finisce in rissa nel Nevada tra i sostenitori di Hillary Clinton e quelli di Bernie Sanders.

I giochi sembrano fatti alle elezioni primarie americane, perché Donald Trump correrà certamente per il Partito Repubblicano nella corsa alla Casa Bianca e Hillary Clinton per il Partito Democratico. Tuttavia, mentre il primo non ha più ormai rivali interni, dopo che tutti gli sfidanti si sono ritirati, l’ex First Lady, per quanto matematicamente avrebbe la vittoria in tasca, continua a sudare freddo e a inalare una serie di preoccupanti sconfitte. Questa settimana, è stata battuta da Bernie Sanders nell’Oregon, mentre in Kentucky ha vinto di misura e con un voto contestato. Non è finita, perché la convention dei democratici nel Nevada è finita in rissa, quando a un certo punto i sostenitori dell’uno e dell’altro candidato hanno iniziato a suonarsele di santa ragione. E dire che questo sembrasse lo scenario a destra.

Democratici divisi

Il clima è di grande preoccupazione a sinistra, perché se le divisioni proseguiranno, anche quando la Clinton otterrà la nomination potrebbe non trovarsi a guidare un partito unito e cosa ancora peggiore per lei, la base non sembra mai scaldarsi attorno al suo nome, dato che i giovani sono nettamente schierati con il senatore del Vermont. Non è un caso che subito dopo le primarie da dimenticare negli ultimi due stati, la donna abbia inviato due messaggi, uno agli americani e l’altro a Sanders. Ai primi ha promesso, quasi per darsi maggiore credibilità, che nel caso diventasse presidente, suo marito Bill sarebbe una sorta di “segretario-ombra” del Tesoro. Al secondo ha fatto intravedere la possibilità di una nomina a candidato vice-presidente, ma tra le righe lo ha avvertito che serve arrendersi ai numeri e ritirarsi dalla corsa, cosa che Sanders non intende fare, volendo dimostrare tutto il suo peso dentro al partito.      

Sondaggi elezioni USA, davvero Trump avanti?

Dall’altra parte, non avendo più candidati alternativi da macinare nel partito, Trump appare adesso più rilassato, sereno, tanto da avere rilasciato un’intervista alla Fox, la rete televisiva trentennale del magnate australiano Rupert Murdoch, di chiara matrice conservatrice, ma che con l’immobiliarista aveva tenuto rapporti a tratti glaciali. In particolare, Trump è stato intervistato da Megyn Kelly, la bella “anchor woman”, con cui aveva litigato di brutto nelle prime settimane della sua discesa in campo in politica, creando scompiglio dentro al mondo conservatore, che non sapeva da che parte schierarsi, essendo la donna un cavallo di razza per le idee dei repubblicani. La pace tra Trump e Kelly – quest’ultima lo ha ringraziato al termine dell’intervista – segna l’inizio del ricompattamento del partito, un’operazione che sembrava quasi impossibile fino a qualche settimana fa, ma che adesso starebbe funzionando. A suggello di questa tregua interna, la stessa Fox ha mandato in onda un sondaggio nazionale, in base al quale l’imprenditore sarebbe per la prima volta avanti nei consensi sulla Clinton di 3 punti percentuali, quando appena un mese fa era indietro di 7.

Torna spettro del sexygate

Tutti i sondaggi segnalano un testa a testa, anche se gli altri sono meno generosi verso Trump di quello della rete di Murdoch. Ma siamo solo all’inizio dell’operazione di unità dei repubblicani, quando tra i democratici volano gli stracci. E sarà abbastanza difficile per i media di sinistra cercare di macchinare campagne denigratorie contro l’immobiliarista. Ci ha provato il New York Times, che lo ha accusato di sessismo e di molestie nei confronti delle donne, ma segnando un autogol pauroso, visto che la prima reazione di Trump, oltre che a negare, è stata quella di ricordare agli americani che la Clinton è moglie di un certo Bill, accusato di molestie e abusi sessuali, facendo capire agli interlocutori che se non terranno fuori dalla campagna elettorale il tema degli scandali veri o presunti a sfondo sessuale, ci sarà solo da divertirsi.    

Tra democratici è paura

Chi fino a pochi mesi fa sorrideva alla sola ipotesi che questo uomo dal ciuffo rosso potesse anche solo immaginare di arrivare alla Casa Bianca si sta ricredendo. Tra i democratici serpeggia il brivido alla schiena, perché comunque vada a finire, tutti sanno che la ex First Lady non sarà una candidata popolare nella stessa sinistra. E Trump imposterà la campagna elettorale sulla voglia di rinnovamento degli americani contro lo stantio establishment di Washington.  

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Argomenti: Elezioni americane 2016, Esteri, Politica