Divieto di burqa e niqab in Asl e ospedali, non si tratta di razzismo ma di sicurezza

L'ordinanza del Tribunale di Milano stabilisce il divieto di burqa e niqab in Asl e ospedali, "il divieto non è razzista ma tutela la sicurezza pubblica".

di , pubblicato il
L'ordinanza del Tribunale di Milano stabilisce il divieto di burqa e niqab in Asl e ospedali,

Divieto di burqa e niqab in Asl e Ospedali è il provvedimento adottato dalla Regione Lombarda. Il provvedimento è stato adottato dopo la stage del Bataclan a Parigi, che vieta l’ingresso con veli islamici (burqa e niqab) in Asl e Ospedali. Il provvedimento spiega che “il divieto non è razzista ma tutela la sicurezza pubblica”, quindi nessuna volontà discriminatoria ma solo tutela di pubblica sicurezza.

Divieto di indossare burqa e niqab

Il divieto impone alle donne islamiche di rinunciare al copricapo negli Ospedali e nelle Asl, luoghi molto affollati. Il copricapo islamico lascia scoperto solo gli occhi ed è impossibile individuare e riconoscere i numerosi utenti che si rivolgono in questi luoghi per l’erogazione dei relativi servizi.
La delibera vieta non solo i copricapi islamici (burqa e il niqab) ma anche di entrare in alcune sedi istituzionali con il casco, passamontagna e tutti i copricapi che non consentono il riconoscimento dell’individuo. E’ stato bocciato il ricorso che hanno presentato le associazioni, che tutelano i diritti degli stranieri.

Scelta religiosa

Il velo islamico è una scelta religiosa e privata delle donne musulmane ed è tutelato dall’art. 8 della convenzione europea dei diritti dell’uomo. Per quanto il divieto imposto dalla Regione Lombarda si definisca non discriminatorio, penalizza le donne di religione islamica. La giurisprudenza della Corte di Strasburgo ha bocciato il divieto di burqa in tutti gli spazi pubblici, ma la Regione Lombarda ha delimitato il divieto nelle zone popolari altamente frequentate per ragioni di tutela della sicurezza.
La stessa Cedu – Corte europea dei diritti dell’uomo, specifica che la protezione dell’ordine pubblico è uno dei pochi casi in cui è possibile imporre restrizioni alle libertà personali, compreso il proprio credo religioso.

Argomenti: ,