Diversificazione del risparmio (gestito) per sfuggire ai rendimenti negativi. E i fondi tornano a crescere

Flussi di risparmio investito nei fondi in ripresa già dal primo trimestre di quest'anno. La diversificazione è la chiave per sfuggire ai rendimenti negativi. E sui Pir servono regole chiare. La parola a Lorenzo Alfieri, manager di JP Morgan.

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Flussi di risparmio investito nei fondi in ripresa già dal primo trimestre di quest'anno. La diversificazione è la chiave per sfuggire ai rendimenti negativi. E sui Pir servono regole chiare. La parola a Lorenzo Alfieri, manager di JP Morgan.

Salone del Risparmio, 2 aprile 2019. Intervista realizzata a Lorenzo Alfieri, Managing Director Country Manager di JP Morgan Asset Management. Leggete cosa ci ha risposto su rendimenti negativi e Pir:

Dal secondo semestre del 2018, sappiamo che l’economia italiana è in recessione. I venti della crisi stanno soffiando forse anche sul mercato del risparmio gestito?

Beh, diciamo che sicuramente la seconda parte del 2018 è stata più complicata; i mercati sono stati molto volatili, per cui anche la raccolta di risparmio ha subito qualche conseguenza.

Ciononostante, possiamo dire che non abbiamo visto un grosso rallentamento nella raccolta, più che altro il fatto che poi la raccolta venga trasformata in prodotti di risparmio gestito. Questo fenomeno, però, si sta fortemente riducendo adesso, nel primo trimestre del 2019, in cui con un andamento dei mercati un po’ più interessante, diciamo che stiamo tornando a vedere flussi di investimento sui fondi, soprattutto, sui mercati emergenti, sull’azionario americano e, in particolare, dopo tanto tempo sui fondi obbligazionari. 

Esatto, proprio i fondi obbligazionari possiamo considerarli i vincitori sui mercati delle ultime settimane. E questo, però, è anche indice di un’avversione al rischio che non sta riguardando il solo mercato italiano, bensì un po’ tutto il pianeta, tant’è che circa 10.000 miliardi di bond offrono al momento rendimenti negativi. Come sta impattando tutto ciò sul risparmio gestito?

Diciamo che rimane sempre di principale interesse dell’investitore la diversificazione. E’ vero che ci sono i governativi tedeschi che sono a rendimento negativo, ma ci sono anche altre opportunità. Noi, infatti, stiamo in questo momento guardando con interesse al “yield” europeo, a quello americano, ai governativi dei paesi emergenti. Quindi, in questo caso un’ottima diversificazione per aiutare ovviamente a sfuggire ai rendimenti troppo bassi che sono offerti, in generale, dai governativi europei. 

Senta, il mercato del risparmio gestito in Italia vale oltre 2.000 miliardi di euro, ma la liquidità parcheggiata presso le banche ammonta a circa 1.500 miliardi e si tratta di somme sostanzialmente infruttifere. A suo avviso, si tratta solo di un problema di bassa educazione finanziaria o c’è dell’altro dietro a questi numeri?

No, semplicemente è un processo che è iniziato già da qualche anno, che sta avvicinando via via l’investitore ad altre soluzioni di investimento.

Circa una decina di anni fa, gli investitori puntavano solo su obbligazioni di stato e in bond bancari, adesso lentamente c’è una trasformazione, in questa fase ci sono forti investimenti in liquidità, ma stiamo vedendo che questo processo di trasformazione continua, prosegue e, quindi, anche per questo motivo la raccolta di risparmio gestito su fondi in Italia continua a crescere. E, quindi, diciamo che l’investitore italiano sta imparando a diversificare e non continua a rifugiarsi solo sulla liquidità.

Per concludere, proprio a proposito di diversificazione: i Pir. Sono stati un successo nel biennio passato, adesso i nuovi Pir non sono ancora decollati per ragioni normative, ma sentendo i suoi colleghi ci sarebbero anche parecchie perplessità sui vincoli, sulle rigidità che questi strumenti comportano. Lei è della stessa opinione?

Diciamo che i mercati finanziari, ma soprattutto gli investitori finali hanno bisogno di regole precise. Finché in Pir ovviamente non avranno un quadro normativo di riferimento e regolamentare chiaro, credo che sarà difficile fare delle previsioni, soprattutto, comprare il prodotto.

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