Diventare cittadini Ue pagando: migliaia di passaporti a russi, arabi e cinesi

Negli ultimi dieci anni, i facoltosi extracomunitari hanno investito nei Paesi dell'Unione Europea moltissimo denaro.

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Negli ultimi dieci anni, i facoltosi extracomunitari hanno investito nei Paesi dell'Unione Europea moltissimo denaro.

I soldi possono comprare tutto. Anche la cittadinanza nell’Unione europea. L’analisi su un tema che rimane spesso nell’ombra è del Sole 24 Ore, che ha fatto luce su una pratica che va avanti da anni e che interessa principalmente milionari russi, arabi e cinesi. Il quotidiano economico milanese ha inoltre lanciato una provocazione: l’entità della pratica è tale da poter immaginare città come Ferrara o Salerno fossero abitate esclusivamente da milionari stranieri che grazie ai loro soldi si sono potuti comprare la residenza in quel comune pur non avendone alcun diritto.

Entrambe le città italiane vantano una popolazione tra i 120 e 130 mila abitanti, tanti quanti sono i milionari stranieri che sono riusciti a ottenere il passaporto Ue con i loro soldi negli ultimi dieci anni.

L’esempio della Lettonia

Molte volte a rendere possibile il tutto è l’investimento in immobili. La pratica funziona grosso modo così: il miliardario di turno investe nell’acquisto di un’abitazione in un Paese dell’Unione Europeo e in cambio ecco arrivare il regalo, che prende le sembianze del passaporto Ue. Un esempio lampante di come funzioni il tutto ce lo offre la Lettonia. Il limite minimo di investimento qui è fissato in 250 mila euro (se si sceglie un immobile) oppure 50 mila euro (qualora si scelga di investire in una società), cifre alla portata di tutti coloro che hanno risorse economiche tali da essere chiamati milionari/miliardari. Nella sola Lettonia, negli ultimi anni, hanno ottenuto la cittadinanza oltre 15 mila extracomunitari, la cui quasi totalità è rappresentata dai russi, seguiti a debita distanza da cinesi, kazaki e uzbeki.

Investimenti da oltre 10 miliardi di euro

Negli ultimi dieci anni, i facoltosi extracomunitari hanno investito nei Paesi dell’Unione Europea una montagna di denaro, la cui somma è pari a oltre 10 miliardi, circa 1 miliardo di euro in media ogni anno. Un dato soltanto parziale, è bene sottolinearlo, visto che Il Sole 24 Ore chiarisce come i numeri siano riferiti a sole quattro nazioni: Portogallo, Malta, Irlanda e Cipro. Alcuni di questi Paesi rientrano anche tra quelli che hanno ospitato e lo fanno tutt’ora alcuni colossi delle aziende tech statunitensi, come ad esempio Google e Paypal (il riferimento in questo caso è all’Irlanda), mentre Malta e Cipro hanno dimostrato in tempi recenti di essere molto attente alle dinamiche del mercato delle criptovalute, uno dei settori potenzialmente più interessanti, nonostante la crisi che ha colpito le principali monete virtuali nell’ultimo anno appena conclusosi.

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