Dissidenti M5S: è vera colpa di Grillo o voglia di tenersi i soldi?

Chi dice di voler uscire dal M5S fornisce sempre lo stesso motivo:"Beppe Grillo è troppo autoritario". Ma è proprio per questo che vogliono uscire? E cosa faranno, una volta usciti, dei soldi della diaria che agli elettori hanno promesso di restituire?

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Chi dice di voler uscire dal M5S fornisce sempre lo stesso motivo:

Neanche il Movimento Cinque Stelle vive di tranquillità. Complici i risultati elettorali non proprio esaltanti, si sono aperti malumori e prese di posizione diversificate, con la vicenda diaria che continua ad animare il dibattito interno. Una riunione tra deputati e senatori, in tal senso, sembra aver parzialmente ridimensionato il problema, almeno da quanto si apprende. Ci ha pensato Vito Crimi in primis, capogruppo al Senato, a spiegare la vicenda spingendo verso la risoluzione trasparente. “Tra dieci giorni restituiremo la parte eccedente del nostro stipendio – la precisazione – dal momento in cui si verserà nelle casse dello stato il non speso, spazzeremo via ogni dubbio”.

Una presa di posizione decisa, lasciando l’assemblea congiunta all’ordine del giorno. “Non credo possano verificarsi eccezioni: non abbiamo preso in ipotesi la possibilità che possa esserci qualcuno non disposto a restituire la parte eccedente della diaria” – ha aggiunto – ridimensionando e rinforzando quanto detto ieri, ovvero una totale fiducia verso l’assemblea “chiamata ad individuare una precisa destinazione delle risorse, partendo da punti condivisi quali la Tesoreria dello Stato e il mondo della ricerca cui prestiamo” – ha argomentato Crimi al pari degli altri deputati – “molta attenzione dopo i tagli subiti anche per mano del governo Letta”.
Le cifre parlano chiaro: sono in ballo duecento mila euro al mese, soldi che tengono in ansia il Movimento anche presso l’opinione pubblica. “I partiti ci hanno impedito di aprire un conto istituzionale – fanno sapere dallo staff di Montecitorio – inoltre sono state bocciate tutte le nostre proposte di fondi cui destinare le eccedenze degli emolumenti”.
Più o meno la stessa posizione di Riccardo Nuti, neo capogruppo alla Camera. “La decisione è stata presa con il consenso della stragrande maggioranza dei presenti, ma non abbiamo ancora deciso in quale direzione indirizzare il nostro bonifico, con varie opzioni sul campo”. Si va dalla ricerca alla Tesoreria, come annunciato da Crimi. “Prenderemo in ipotesi – ha sottolineato Muti – tutte quelle situazioni che sono a stretto contatto con le emergenze economiche, quindi il Ministero dell’Economia e la Tesoreria centrale in prima linea”.

I malumori non mancano: l’abbandono di Furnari.

Nonostante le dichiarazioni dei capigruppo, e i continui tentativi di tranquillizzare giornalisti e opinione pubblica, nel Movimento restano però alcuni distinguo. In primis quello di Alessandro Furnari, dato in uscita e dissidente della prima ora, peraltro non presente alla riunione congiunta tra deputati e senatori, per stessa ammissione di Nuti.
La preoccupazione di Beppe Grillo, e non solo, riguarda l’effettiva compattezza al momento della consegna degli scontrini: più di qualcuno potrebbe disertare nonostante le dichiarazioni di facciata dedite a sgonfiare il caso nel minor tempo possibile. E su questo fronte, i critici restano i primi sospettati su un presunto smarcamento nel momento decisivo. Il capogruppo al Senato Crimi, se non altro, si è mostrato ottimista anche su questo punto, forse rinfrancato da una riunione giudicata “costruttiva e di responsabilità”. “Non credo possano verificarsi eccezioni – rassicura sulla consegna – se questo avverrà vedremo con certezza chi vuole mantenere questi rimborsi non spesi. Ma resto dell’idea – conclude – che usciremo dalla questione con una compattezza assoluta”. Non sono escluse sorprese, tuttavia, se solo si pensa all’ improvvisa auto sospensione di Giarrusso (Nervi tesi nel Movimento 5 Stelle: lite tra Giarrusso e Crimi durante l’elezione del Presidente della Giunta per le elezioni), ‘dissidente’ ex novo, avvenuta  in un clima già turbato dai precedenti mugugni. 

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