Disoccupazione record in Italia: mai così alta dal 1977. Senza lavoro il 41,9% dei giovani

I giovani senza lavoro salgono al 41,9%, il livello più alto da quando sono iniziate le rilevazioni. Torna a scaldarsi il front inflazione con l'indice dei prezzi al consumo che sale all'1,2%

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I giovani senza lavoro salgono al 41,9%, il livello più alto da quando sono iniziate le rilevazioni. Torna a scaldarsi il front inflazione con l'indice dei prezzi al consumo che sale all'1,2%

I drammatici i dati Istat sulla disoccupazione in Italia confermano la gravità della crisi economica nel nostro paese. Ad aprile, il tasso è salito al 12%, +0,1% su base mensile e l’1,5% in più sullo stesso mese del 2012. Il dato è stato rivisto al rialzo dalla stima preliminare dell’11,9%. E quello non destagionalizzato del primo trimestre del 2013 è da brividi: 12,8%, il più alto dal primo trimestre del 1977.

 

Disoccupazione giovanile: le drammatiche cifre del primo trimestre 2013

Ma tra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni va ancora peggio: tra loro, il tasso di disoccupazione sale nel primo trimestre al 41,9%, il record assoluto di sempre. Nel primo trimestre del 2012 era al 35,9%. E nelle regioni meridionali, il dramma è ancora più palese: il 51,2% dei giovani maschi è senza lavoro; tra le giovani donne la percentuale sale al 52,8%. Nel mese di aprile, invece, il dato destagionalizzato è salito del 40,5%. Sempre nel Mezzogiorno, poi, si registra anche il record della disoccupazione generale, salita nel primo trimestre al 20,1%, il dato più alto dal primo trimestre del 1999, quando toccò il 20,5%.

E sempre ad aprile scende l’occupazione a 22 milioni 596 mila unità, lo 0,1% in meno su base mensile e l’1,6% in meno del mese di aprile del 2012, pari rispettivamente a -18 mila e -373 mila unità.

Passando dalle percentuali ai valori assoluti, si scopre che ad aprile di quest’anno l’esercito dei disoccupati contava 3 milioni e 83 mila persone, 23 mila unità in più sul mese precedente (+0,7%) e 373 mila in più su base annua (+13,8%). Nel primo trimestre, invece, il dato non destagionalizzato vede la presenza di 3 milioni 276 mila disoccupati.

 

Inflazione Italia: cresce il costo del carrello della spesa

Ma l’Istat ha oggi divulgato anche i dati provvisori sull’inflazione, che nel mese di maggio è lievemente salita all’1,2% su base annua e dello 0,1% sul mese di aprile.

Un mese fa, l’indice dei prezzi al consumo era rimasto stabile su base mensile e mostrava una crescita dell’1,1% su base annua.

L’inflazione acquisita nei primi cinque mesi dell’anno per l’Italia è, pertanto, dell’1%. Al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, l’inflazione a maggio è salita all’1,3% dall’1,2% di aprile. Al netto solo degli energetici, invece, sarebbe salita all’1,5%, contro l’1,3% del mese precedente.

Quanto al carrello della spesa, ossia i beni acquistati dalle famiglie con maggiore frequenza, il dato è in diminuzione dello 0,1% su base mensile e in crescita tendenziale dell’1,5%.

Hanno contribuito alla crescita dei prezzi a maggio i prodotti alimentari e le bevande alcooliche (+3,1% annuo), l’istruzione (+2,9%), trasporti (+3,3%). I beni energetici, al contrario, hanno spinto al ribasso l’inflazione, grazie a una riduzione dei prezzi su base annua del 2,3% e dell’1,6% sul mese di aprile.

Il trend è simile anche per l’Eurozona, con i dati flash dell’Eurostat, per cui l’inflazione a maggio sarebbe in rialzo all’1,4% su base annua dall’1,2% di aprile. In particolare, alimentari, alcoolici e tabacco sarebbero cresciuti del 3,3% su base annua, mentre gli energetici avrebbero subito un calo dello 0,2%.

 

Tassi Bce: cambia il quadro di fondo dopo i dati sull’inflazione in Europa?

Il dato dell’inflazione complica le attese degli analisti sulle possibili mosse della BCE, il cui board è chiamato come ogni mese il prossimo 6 giugno ad esprimersi sui tassi. Se fino a queste ore si paventava l’ipotesi di tassi negativi sui depositi overnight, un’inflazione contenuta, ma in accelerazione dello 0,2% rispetto ad aprile, potrebbe dissuadere la maggioranza dei banchieri dall’adottare la misura, che vedeva già i tedeschi sul piede di guerra.

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