Disoccupazione, previsioni Goldman Sachs: ‘Effetto coronavirus durerà altri 2 anni’

L’analisi di Hatzius propone un parallelo tra il sistema europeo e quello statunitense in relazione al rapporto con i lavoratori a rischio.

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L’analisi di Hatzius propone un parallelo tra il sistema europeo e quello statunitense in relazione al rapporto con i lavoratori a rischio.

Le conseguenze della pandemia da coronavirus saranno visibili sul mercato del lavoro fino ai prossimi due anni. Ne è sicura Goldman Sachs, che parla di una situazione critica soprattutto negli Stati Uniti. In una delle ultime note pubblicate, la famosa banca d’affari statunitense ha specificato che il tasso di disoccupazione USA resterà alto ancora a lungo, considerata la difficoltà di recuperare i posti di lavoro andati persi in questi primi mesi di pandemia. Al momento, gli Stati Uniti sono il Paese più colpito al mondo con 1,74 milioni di casi confermati e oltre 102 mila decessi.

“Negli Stati Uniti la disoccupazione raggiungerà il 25%”

Jan Hatzius, capo economista di Forbes, nella sua ultima analisi ha affermato che la disoccupazione negli Stati Uniti salirà fino al 25 per cento. Sempre Hatzius prevede che il numero delle persone senza lavoro resterà elevato più a lungo di quanto previsto inizialmente, stimando un miglioramento soltanto fra due anni, quando ancora gli effetti del coronavirus si faranno sentire in maniera pesante sull’economia americana.

Sistema europeo e USA a confronto

L’analisi di Hatzius propone inoltre un parallelo tra il sistema europeo e quello statunitense in relazione al rapporto con i lavoratori a rischio. In Europa vengono incentivati i sussidi salariali, che puntano dunque alla conservazione del lavoro. Negli Stati Uniti si agisce in maniera opposto, offrendo sussidi di disoccupazione con il conseguente disincentivo al mantenimento del rapporto di lavoro.

Disoccupazione all’8% nel 2021

A sostegno della tesi secondo cui il tasso di disoccupazione farà fatica a diminuire nel corso delle prossime settimane, Jan Hatzius afferma che nel 2021 la percentuale dei disoccupati negli USA si attesterà intorno all’8 per cento, rimanendo su livelli dunque ben superiori rispetto a quelli di altri Paesi avanzati economicamente.

In Germania, ad esempio, a fine 2019 la disoccupazione era al 4,9%. In Cina nel mese di marzo di quest’anno la disoccupazione era data al 5,2%. Punteggio ancora più basso in Giappone, dove a fine 2019 il tasso era al 2,2% Prima dello scoppio della pandemia, la disoccupazione negli USA era al 3,5 per cento.

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