Disoccupazione a febbraio risale, il Jobs Act già ha esaurito i suoi effetti

Disoccupazione in crescita a febbraio in Italia, mentre diminuiscono gli occupati e aumentano gli inattivi. Si spengono gli effetti del Jobs Act.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Disoccupazione in crescita a febbraio in Italia, mentre diminuiscono gli occupati e aumentano gli inattivi. Si spengono gli effetti del Jobs Act.

Brutta sorpresa dai dati Istat sul mercato del lavoro a febbraio in Italia. Il tasso di disoccupazione risulta salito dello 0,1% all’11,7% (dall’11,6% di gennaio, dato rivisto dall’11,5% delle stime preliminari). In calo dello 0,2% al 56,4% il tasso di occupazione, con un peggioramento sia tra gli uomini che le donne e che si concentra nella fascia di età 25-49 anni. Il numero degli occupati diminuisce di 97.000 unità. Nel dettaglio, diminuiscono di 92.000 unità i lavoratori a tempo indeterminato e di 22.000 quelli a termine, mentre si registra un recupero di 17.000 unità tra i lavoratori autonomi. Si tratta del primo calo degli assunti a tempo indeterminato dall’inizio del 2015, mentre la tendenza negativa per i cosiddetti “precari” prosegue. Altro dato negativo è l’aumento di 54.000 unità degli inattivi, ossia di coloro che non lavoro e nemmeno cercano un lavoro. La loro percentuale sale dello 0,2% al 36% e riguarda, in particolare, donne e over 25. Su base annua, gli occupati risultano aumentati dello 0,4%, pari a 96 mila unità (+238 mila i lavorati a tempo indeterminato), mentre i disoccupati sono diminuiti di 136 mila unità (-4,4%) e gli inattivi di 99 mila (-0,7%). Nel complesso, i dati si mostrano alquanto negativi, paventando un deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro nel prosieguo dei prossimi mesi, quando verranno sempre meno gli effetti benefici del Jobs Act nella parte che ha previsto per le assunzioni stabili effettuate nel 2015 la decontribuzione totale per i primi 3 anni. Da quest’anno, invece, il beneficio scende al 40% del totale dei contributi e vale solo per 2 anni, limitato anche come importo nell’anno. Il rischio è, insomma, che senza un’accelerazione della ripresa, il numero dei nuovi posti di lavoro si azzeri e che l’occupazione torni a diminuire, riportandoci indietro con le lancette ai massimi record di disoccupazione, toccati nel corso del 2015. Considerando che le stime sull’economia globale ed europea, in particolare, sono aggiornate al ribasso, il timore appare più che fondato.

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Argomenti: Economia Italia, Famiglie, Indicatori economici italiani, Jobs Act